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    • 2018-03-21 15:48:15

    Celiachia, spesi 320 milioni all’anno per prodotti senza glutine

    Celiachia, spesi 320 milioni all’anno per prodotti senza glutine

    Lo afferma Coldiretti stessa in riferimento al nuovo decreto sull'assistenza ai celiaci la cui approvazione è attesa il 21 marzo in Conferenza Stato-Regioni. In questa sede si opterà per una riduzione media del tetto di spesa del 19% per l'acquisto dei prodotti senza glutine da parte dei celiaci


    Per la Coldiretti, si spendono 320 milioni all’anno in prodotti senza glutine. Ma il problema non è nella spesa in sé, quanto nei motivi che stanno dietro alla spesa stessa. Infatti non sempre questo esborso è giustificato da motivi legati alla salute. Lo afferma Coldiretti stessa in riferimento al nuovo decreto sull’assistenza ai celiaci la cui approvazione è attesa il 21 marzo in Conferenza Stato-Regioni.

    Cambio di sensibilità e necessità. Il paniere dell’Istat

    Se il mercato degli alimenti senza glutine, sottolinea Coldiretti, “è cresciuto del 20% all’anno, sono saliti al 58% i ristoranti che offrono ricette senza glutine. Un cambiamento di abitudini che è stato riconosciuto anche dal paniere Istat. Proprio nel 2015, infatti, ha sancito l’ingresso della pasta e dei biscotti gluten free per il calcolo dell’inflazione”. Si stima che a scegliere alimenti privi di glutine, evidenzia l’associazione, “sia quasi il 10% degli italiani, anche se a beneficiare dell’assistenza saranno solo i celiaci riconosciuti. La crescita della domanda ha provocato anche un cambiamento nella produzione. Si pensi al ritorno nelle campagne italiane di grani antichi a basso contenuto di glutine per la produzione di pasta e biscotti”, conclude Coldiretti.

    Decreto gluten free

    Domani ci sarà l’approvazione finale della riduzione media del tetto di spesa del 19% per l’acquisto dei prodotti senza glutine da parte dei celiaci. La Conferenza Stato-Regioni si pronuncerà su una modifica che porterà a un risparmio stimato di oltre 30 milioni di euro. “Non una sforbiciata, ma una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine e dei fabbisogni energetici della popolazione”. A sottolinearlo è l’Associazione italiana celiachia (Aic), che ha collaborato con il ministero della Salute per monitorare due aspetti fondamentali. Che i tagli fossero in linea con le esigenze dei pazienti e che non venisse meno la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero dei carboidrati privi di glutine. Secondo l’associazione i cibi gluten free costano men.  “Questo risparmio – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente Aic – costituirà un’importante riserva di risorse per venire incontro ai bisogni terapeutici dei pazienti che saranno diagnosticati nel prossimo futuro”. Quest’ultimi, stando alle stime, sono in crescita al ritmo del 10% annuo, con 400 mila nuove diagnosi attese.