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    • 2018-04-24 19:50:50

    Dialisi a domicilio: meno accessi in ospedale, degenze più brevi e risparmi

    Dialisi a domicilio: meno accessi in ospedale, degenze più brevi e risparmi

    I risultati di una valutazione Hta sulla dialisi peritoneale sono stati discussi a Lecco in occasione di un convegno della Società italiana di nefrologia (Sin). Gli esperti: “Diventi la prima scelta”


    La dialisi peritoneale riduce gli accessi in ospedale da parte dei pazienti con insufficienza renale cronica, abbrevia la durata delle degenze e genera risparmi per il sistema sanitario. È il messaggio che arriva dal XIX convegno del Gruppo dialisi peritoneale (Gsdp) della Società italiana di nefrologia (Sin), in corso in questi giorni a Lecco. Secondo gli esperti, la dialisi peritoneale – che è detta anche “intracorporea” e può essere gestita a domicilio –  garantisce benefici in termini di tolleranza, efficacia clinica e impatto sociale, ma viene prescritta a un numero di pazienti assai inferiore rispetto alla dialisi extracorporea, l’approccio “tradizionale” praticato in ospedale o in ambulatori specialistici.

    Dialisi a domicilio

    “La dialisi peritoneale – spiega Gianfranca Cabiddu, coordinatore del Gruppo dialisi peritoneale della Sin e responsabile della Struttura dialisi peritoneale dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari – è una metodica dialitica semplice, di facile apprendimento ed esecuzione. È inoltre, una metodica flessibile che si adatta allo stile di vita del paziente e non viceversa. Aumentare la dialisi domiciliare significa, quindi, prima di tutto crederci e, per poterci credere bisogna conoscerla. Solo in questo modo si potrà offrire al paziente l’opportunità di scegliere, in modo informato e consapevole, il tipo di trattamento che meglio si adatta alla propria situazione clinica e sociale”. Tuttavia, nonostante la dialisi peritoneale sia indicata per la maggior parte dei pazienti, ad oggi la percentuale di utilizzo di questa metodica in Italia non raggiunge il 10%. Del tema si è parlato nel corso del simposio dal titolo “Remote patient management: un innovativo approccio alla dialisi peritoneale” organizzato dall’azienda Baxter.

    Focus sulla tecnologia

    Nel dettaglio, gli esperti – spiega Baxter in una nota – si sono confrontati su un nuovo sistema per la dialisi peritoneale automatizzata (Apd) denominato “Claria”. Una piattaforma di connettività su cloud sviluppata da Baxter. “L’ausilio della tecnologia e dell’innovazione, attraverso piattaforme interattive, il cloud e sistemi di raccolta dati – spiega Lorenzo Di Liberato, medico dirigente dell’Asl-Nefrologia Chieti –  ci permette di diventare per il paziente una ‘famiglia digitale’ che lo accoglie e lo cura. Ulteriore evoluzione tecnologica – continua Di Liberato –  è la video dialisi che consiste in uno scambio di immagini e dati mediante una stazione trasportabile a domicilio del paziente collegata attraverso internet con una centrale di controllo informatico che consente il collegamento con il centro dialisi di riferimento”.

    I numeri dell’Hta

    Il sistema per la dialisi peritoneale automatizzata di Baxter è stato oggetto di uno studio di Health technology assessment (Hta) in Friuli Venezia Giulia, i cui risultati sono stati presentati a Lecco. La valutazione è stata realizzata dalla Regione in collaborazione con l’Asl Aas3 Friuli.  I dati sono stati analizzati dal Consorzio Crea dell’Università di Roma Tor Vergata. A descrivere i risultati principali è Gianpaolo Amici, direttore Nefrologia e Dialisi dell’Aas3 Friuli: “Abbiamo analizzato circa 21 pazienti prevalenti arruolati e seguiti per un anno, sei mesi con tecnologia preesistente e sei mesi con telemedicina-tele monitoraggio bidirezionale Claria Sharesource. Con l’applicazione della telemedicina si è osservata una riduzione delle telefonate pro-capite mensili (da 0.6 a 0.5), degli accessi programmati al centro (da 2.2 a 1.0), degli accessi non programmati (da 0.4 a 0.2) e delle giornate di degenza (da 1.7 a 0.8). L’analisi economica – prosegue Amici – ha restituito anche un vantaggio nei costi globali mensili di follow-up, escludendo il materiale dialitico necessario, da un range di costo di 747-1295 euro con la vecchia tecnologia a un range di costo di 305-389 euro con la nuova applicazione”. Un risparmio che oscilla tra 442 e 906 euro.