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    • 2018-12-10 11:03:28

    Pazienti onco-ematologici nel Lazio: appello delle associazioni per esami diagnostici più “accessibili”

    Pazienti onco-ematologici nel Lazio: appello delle associazioni per esami diagnostici più “accessibili”

    “Far viaggiare il sangue e non il paziente” è il motto di 24 associazioni. Chiedono di valorizzare e rendere più efficiente la rete Labnet, che consente la circolazione dei campioni tra centri di cura e laboratori


    “Far viaggiare il sangue e non il paziente, abbattendo gli ostacoli per semplificare l’accesso alla diagnostica d’eccellenza”. È l’appello a sostegno dei circa 20mila pazienti onco-ematologici del Lazio lanciato oggi da Salute donna Onlus, in collaborazione con una rete di altre 23 associazioni, nel corso di un convegno organizzato nella sede del Consiglio regionale. Le associazioni chiedono di valorizzare e rendere più efficiente la rete Labnet, network per la circolazione dei campioni di sangue tra i laboratori dei Centri di ematologia. “Si tratta di una problematica puramente organizzativa – commenta Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna onlus – che, se presa in considerazione, potrebbe migliorare di gran lunga la qualità di vita dei pazienti con tumori del sangue, sia dal punto di vista fisico sia sociale che economico. Le reti sono uno strumento importante anche per evitare i costi ai pazienti e alle aziende sanitarie pubbliche”.

    Meno burocrazia

    Il progetto LabNet nasce con una finalità assistenziale: garantire a tutti i pazienti la stessa accuratezza negli esami diagnostici, indipendentemente dal Centro presso il quale sono in cura. Il paziente esegue il prelievo di sangue presso il Centro ematologico che lo ha in carico e l’ematologo spedisce il campione con un corriere dedicato al laboratorio di riferimento aderente al network dei laboratori certificati.

    Le associazioni puntano il dito contro “lacci e lacciuoli burocratici”, che spesso rendono difficile spedire un campione biologico da un centro clinico, dove è stato prelevato al paziente, al laboratorio di un altro Centro ematologico, questo a dispetto dell’assoluta disponibilità degli operatori sanitari. “Spesso è necessaria l’autorizzazione aziendale o regionale per consentire la spedizione dei campioni tra laboratori di ospedali del Ssn anche all’interno della stessa Regione, o tra Regioni diverse – spiega Marco Vignetti, presidente Fondazione Gimema e vicepresidente Ail – per questo sarebbe importante poter formalizzare e ufficializzare un processo che già accade, senza nessun costo aggiuntivo. La spedizione e la gestione del campione biologico sono a carico di Gimema, nel pieno rispetto di tutte le norme sulla circolazione dei campioni biologici e della privacy. La nostra richiesta agli interlocutori politici regionali del Lazio – sottolinea Vignetti – è di intervenire in modo virtuoso autorizzando e semplificando la circolazione dei campioni nell’ambito dei laboratori inter ed extra-Regione, risparmiando ai pazienti la fatica e i costi per spostarsi da un Centro all’altro solo per fare prelievi nel laboratorio più idoneo a seconda della necessità”.

    Le associazioni dei pazienti onco-ematologici lamentano da tempo criticità nella circolazione dei campioni biologici. “Far spostare il malato da un Centro all’altro sta diventando una brutta consuetudine – sottolinea Felice Bombaci, coordinatore Gruppi Ail Pazienti malattie ematologiche – gli spostamenti comportano disagi e fatica per i pazienti e le loro famiglie oltre ad aumento dei costi diretti e indiretti. Oltre al rischio che, per evitare spostamenti, vengano rimandate o non eseguite le analisi necessarie con il conseguente pericolo di una mancata accuratezza della diagnosi e una non appropriata scelta terapeutica”.

    Il presidente della VII Commissione sanità del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Simeone, ha proposto un’audizione sul tema: “Alla ripresa dei lavori, l’anno nuovo, dovremo ripetere questo incontro in Commissione e avviare le procedure per stendere un protocollo”. Nel Lazio i laboratori di riferimento per le leucemie acute sono a Roma sono dislocati al Policlinico Tor Vergata, del Policlinico Umberto I della Sapienza Università di Roma e del Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Tutte le Ematologie laziali fanno riferimento a questi laboratori sia per le indagini di citogenetica e biologia molecolare necessarie ad effettuare le diagnosi sia utili a monitorare la malattia e la risposta ai trattamenti.