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    • 2019-06-20 20:15:45

    Apnee notturne, in aumento la correlazione con gli incidenti stradali (e curarle costa sempre di più)

    Il disordine respiratorio durante il sonno aumenta da due a otto volte la probabilità di incidenti in auto. Ecco perché servono strutture specializzate alla diagnosi e alla cura della patologia. *IN COLLABORAZIONE CON VIVISOL


    La sindrome delle apnee notturne è un disordine respiratorio che avviene durante il sonno (ne abbiamo parlato in questo articolo). È caratterizzato da ricorrenti episodi di ‘collasso’ delle vie aeree superiori che determinano complete o parziali interruzioni della respirazione rispettivamente apnee o ipopnee. La patologia ha una prevalenza in alcune fasce d’età superiore al 20% sia per il sesso maschile che per quello femminile.

    Apnee notturne, la correlazione con gli incidenti stradali

    A oggi si stima che la sindrome delle apnee notturne aumenti da due fino a otto volte la probabilità di incidenti stradali, esponendo soprattutto quelle categorie di lavoratori impegnati per lungo tempo nella guida di qualsiasi mezzo di trasporto. L’eccessiva sonnolenza diurna è riconosciuta come una delle principali cause di un elevato numero di incidenti stradali, pertanto risulta essere una tematica di particolare interesse sia per il cittadino, interessato alla prevenzione della propria salute, sia per lo Stato tramite la promozione di programmi rivolti alla diagnosi e dunque al trattamento di soggetti con queste problematiche al fine di prevenire tutta una serie di conseguenze sotto diversi punti di vista sia sanitari che sociali ed economici.

    Nel 2015 è stato pubblicato uno studio intitolato “La sonnolenza diurna al volante in Europa: un’indagine in 19 paesi” volto a indagare il problema relativo alla sonnolenza diurna e alla correlazione con gli incidenti stradali. Lo studio ha ottenuto 12.434 risposte ed è emerso come la sonnolenza al volante causi tra il 10 e il 30% degli incidenti stradali.

    Lo studio ha voluto mettere in evidenza quanto manchino dei dati statistici ufficiali in merito a questa tematica. Inoltre, da alcune ricerche emerge che fino all’8% della popolazione generale è affetta da sonnolenza diurna, mentre si stima che la probabilità di addormentarsi mentre si guida vada dal 6 fino al 35%.

    Il sesso maschile, un elevato numero di ore passate a guidare e un indice di massa corporeo (Bmi) superiore a 30, sono sintomi che indicano maggiore probabilità di addormentarsi mentre si guida.

    Apnee notturne, l’intervento dell’Unione europea

    L’Unione europea ha iniziato a prendere provvedimenti in merito a questa patologia e ha ritenuto opportuno intervenire portando all’attenzione degli Stati la necessità di sviluppare dei percorsi che facilitino la diagnostica e il trattamento, introducendo la direttiva 2014/85/Eu che vuole delineare un percorso diagnostico/terapeutico per coloro che richiedono o rinnovano la patente.

    In Italia la direttiva è stata recepita nel dicembre 2015, sancita dalla Conferenza stato regioni del 12 maggio 2016 e dispone che per il rilascio o il rinnovo della patente di guida, qualora il medico monocratico in sede di visita per l’idoneità, verificasse la presenza di sintomatologia Osas (Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno), il cittadino deve essere sottoposto a ulteriori approfondimenti per verificare la presenza e la gravità della patologia.

    Nel momento in cui il medico dovesse riscontrare alcuni sintomi, come prima cosa dovrà somministrare al paziente un questionario di autovalutazione della sonnolenza diurna e in base al risultato verrà stabilito il profilo di rischio. A fronte di un basso profilo di rischio, il medico procederà al rilascio/rinnovo della patente. Invece, qualora il rischio fosse medio o elevato, il medico rimanderà il paziente alla commissione medica locale (Cml) che valuterà il caso effettuando altri test.

    La commissione con questi test, accerterà ulteriormente il profilo di rischio del paziente concedendo il rilascio o il rinnovo, a condizione che dimostrino un controllo dei sintomi e un miglioramento della sonnolenza diurna mediante l’uso di Cpap o di terapie alternative (orale o posizionale). In caso contrario la patente non potrà essere rilasciata né rinnovata. Per tutti coloro che soffrono di Osas, la validità della patente si riduce a tre anni per le patenti A e B e di un anno per le patenti professionali C, D e K.

    La gestione della patologia

    Nell’ottica di una corretta gestione della patologia occorrerebbe predisporre di maggiori strutture specializzate alla diagnosi e alla cura dell’Osas e promuovere campagne informative dirette agli Mmg. I soli dati economici attestano infatti l’esistenza di ampi margini per la realizzazione di nuove strutture e l’introduzione dei processi di trattamento a una più numerosa fascia di pazienti che oggi soffrono di Osas.

    Se l’Italia potesse prendersi cura di almeno tre quarti della popolazione affetta da Osas (contro le attuali stime di un misero 2,5 %) si otterrebbe un risparmio totale pari a 2,8 miliardi di euro, generato da minori costi sanitari, minori costi per mancata produzione, minori costi per incidenti stradali, minori costi per incidenti sul luogo di lavoro, minori costi per incidenti domestici e durante il tempo libero. Risulta quindi indispensabile che le istituzioni sanitarie sostengano l’adozione di corrette pratiche diagnostiche e di trattamento condivise da tutti gli specialisti che operano a livello ospedaliero e territoriale.

    A cura di Vivisol

    Homepage rubrica “Homecare service provider: la presa in carico del paziente a domicilio”