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    • 2021-09-03 00:00:00

    Vaccini anti-Covid: 7,8 milioni di dosi ancora in frigo

    Quasi otto milioni di vaccini ancora in frigo e oltre 3,3 milioni di over50 senza nemmeno una dose. È quanto emerge dal monitoraggio settimanale sull’emergenza Covid-19 della Fondazione Gimbe. Al primo settembre (ore 6.12) risultano consegnate 86.126.058 dosi. Come evidenzia Gimbe, nelle ultime quattro settimane c’è stato un netto cambio di passo sul fronte delle forniture: si è sfiorata quota 15 milioni a fronte dei 10,1 milioni delle quattro settimane precedenti. “Le scorte attualmente disponibili ammontano ad oltre 7,8 milioni di dosi di vaccini a mRNA, un numero ampiamente sufficiente ad accelerare la campagna vaccinale in questa fase che precede la riapertura delle scuole”,  spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione.


    Le somministrazioni

    Il 71,9% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 63,9% ha completato il ciclo vaccinale (+1.195.342). In aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni , con una media mobile a sette giorni che, dopo il crollo da oltre 592 mila del 28 luglio a circa 199 mila del 20 agosto, ha ripreso a salire raggiungendo quota 270 mila il 31 agosto. “Nonostante la ripresa del ritmo delle somministrazioni – commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – il numero di prime dosi sul totale si attesta intorno al 40%: impossibile stimare se e in che misura questo numero sia destinato a salire vista l’indisponibilità di dati pubblici sulle prenotazioni contrariamente a quanto previsto dalla normativa”.


    Gli over50

    L’87,8% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,7%) e nette differenze regionali: dal 92,4% della Puglia al 81,4% della Sicilia. Complessivamente sono 4,4 milioni gli over 50 parzialmente o totalmente privi di copertura vaccinale, di cui 3,34 milioni (12,2%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali: dal 18,6% della Sicilia al 7,6% della Puglia.


    A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in queste fasce d’età, salgono tutte le curve degli under 50: in particolare s’impenna la fascia 12-19 e quella 20-29 supera le percentuali di copertura delle fasce anagrafiche 30-39 e 40-49.


    L’efficacia dei vaccini anti-Covid

    Fondazione Gimbe ha anche analizzato l’efficacia vaccinale e la durata della copertura sulla base dei dati resi disponibili dall’Istituto superiore di sanità (Iss).  “L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi – spiega Gimbe – rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre i decessi e le forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Per quanto riguarda le diagnosi di Sars-CoV-2, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile-22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell’efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero”.


    La riduzione, però, è inversamente proporzionale all’età: “Al 22 agosto l’efficacia è del 67,4% nella fascia 12-39 anni e del 77,1% in quella 40-59 anni (al 4 luglio erano rispettivamente 79,8% e 80,8%). Visto che negli over 60 l’efficacia sulla diagnosi si mantiene superiore all’85% – sottolinea la Fondazione – è verosimile che tra i più giovani abbiano influito durante il periodo estivo la maggiore occasione di contatti sociali e una minore attenzione ai comportamenti individuali, che restano fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate”.


    Infine un focus sugli operatori sanitari. In questa categoria il numero di positivi, dopo un netto calo dall’inizio della campagna vaccinale, nei mesi di luglio e agosto fa registrare una lieve risalita. “Tuttavia – conclude Gimbe – è ancora presto per affermare con certezza se il fenomeno sia attribuibile ad una perdita di efficacia della copertura vaccinale o rifletta l’aumentata circolazione virale nella popolazione generale”.