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NotiziaCorruzione in sanità, 107 mila famiglie vittime nel 2016
Data13/12/2017
Descrizione

 

 

Corruzione in sanità, 107 mila famiglie vittime nel 2016

Indagine Istat sui fenomeni corruttivi nell'healthcare. Oltre mezzo milione di famiglie hanno ricevuto almeno una volta richieste di soldi o altro per ottenere con più facilità prestazioni. Secondo Transparency International, l'anno scorso è avvenuto un episodio illecito in un quarto delle aziende sanitarie (25,7%)


Nel 2016 sono state 107 mila le famiglie vittime della corruzione in sanità. E, più in generale, oltre mezzo milione di famiglie hanno ricevuto almeno una volta richieste di soldi o di altri vantaggi per ottenere con più facilità prestazioni (ricoveri, interventi, visite) all’interno delle strutture sanitarie. I dati emergono da una recente indagine Istat. L’Istituto di statistica ha evidenziato che i fenomeni corruttivi legati alla salute sono diffusi in ogni parte del Paese ma si verificano più di frequente nelle periferie delle aree metropolitane e nelle regioni meridionali. Sono infatti 2,8 milioni i cittadini che affermano di conoscere qualcuno che gli ha chiesto denaro o altre facilitazioni per avere benefici nel sistema sanitario e curarsi bene e in tempo.

Chi sono i protagonisti dei casi di corruzione in sanità

In sette casi su dieci (69%) è lo stesso medico a chiedere la “mazzetta”. Ma può essere anche un infermiere (10,9%) o un altro lavoratore che fa parte del personale sanitario (19,6%). Gli illeciti avvengono direttamente sul luogo di lavoro, anche se spesso i colleghi che assistono agli episodi non hanno il coraggio di denunciare. Su circa due milioni di persone che sapevano di episodi irregolari, solo l’11,8% lo ha segnalato a un superiore e l’1,9% al responsabile anticorruzione dell’azienda sanitaria. La legge sul “whistleblowing” approvata lo scorso 15 novembre mira infatti proprio a tutelare chi viene a conoscenza di irregolarità sul posto di lavoro e lo riferisce all’autorità.

I dati di “Curiamo la corruzione”

In un quarto delle aziende sanitarie italiane (25,7%) nel 2016 è avvenuto almeno un episodio di corruzione. E in più della metà (51,7%) non è ancora stato adeguato un piano anticorruzione adeguato. A rilevarlo è una serie di analisi che rientrano nel progetto “Curiamo la corruzione“, coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, e finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative. Nell’anno in corso, secondo il rapporto, i media nazionali hanno riferito 97 notizie di casi di corruzione in sanità.

Aumentare la consapevolezza sui fenomeni di corruzione in sanità

“Curiamo la corruzione” in tre anni ha realizzato diverse iniziative per incrementare la consapevolezza sui fenomeni di corruzione in sanità e per formare su questi temi il personale sanitario e sperimentare strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici. Ecco le strutture che hanno partecipato al progetto:

  • Asl di Bari
  • Ao Brotzu di Cagliari
  • Policlinico Vittorio Emanuele di Catania
  • Asp di Catanzaro
  • Asst di Melegnano e Martesana
  • Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano
  • Asp di Ragusa
  • Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno
  • Ats della Sardegna
  • Asp di Siracusa
  • Usl Toscana Sud Est (Arezzo, Grosseto e Siena)
  • Apss di Trento.

Ma l’Anac promuove le aziende sanitarie: le più efficienti nelle attività di prevenzione

Nonostante i dati preoccupanti presentati da Istat e “Curiamo la corruzione”, nell’aggiornamento del Piano nazionale nazionale anticorruzione, l’Anac ha promosso le aziende del settore sanitario. In merito alle attività di prevenzione, analizzando 577 pubbliche amministrazioni, l’Autorità presieduta da Raffaele Cantone ha riconosciuto che l’esperienza più positiva è quella delle aziende del settore sanitario.