Ospedali, manca il sangue

'Ogni giorno è una corsa'


E' emergenza nelle strutture sanitarie del Lazio: mancano 26mila unità. Così rischiano di protrarsi gli interventi d´urgenza. È un'odissea quotidiana per i parenti che aspettano le sacche. E Antonio D´Urso, il responsabile del centro regionale sangue accusa: "Siamo l'unica regione non autosufficiente"

di LAURA SERLONI

Odissea sangue. La ricerca, a volte, può durare giorni. Un'ora può fare la differenza, se il paziente deve essere operato d'urgenza. E la necessità di sacche ematiche è vitale. Nel Lazio è allarme: ne mancano 26mila unità all'anno. Così per le famiglie, che assistono un caro malato, spesso la ricerca si traduce in giorni di attesa. Un'estate tragica. E sono numerosi i problemi per sanitari e pazienti: con molta difficoltà si riesce a rispondere alla richiesta, ormai altissima.
Alfonsina, ha 80 anni. Non ha figli. Non è sposata. Non ha parenti prossimi. È rimasta sola, circondata dall'affetto delle amiche più care, tutte molto anziane. A luglio, il ricovero d'urgenza in un ospedale pubblico della Capitale. La diagnosi è carcinoma allo stomaco, i medici senza pensarci troppo decidono che bisogna entrare in sala operatoria nel minor tempo possibile. Il tempo stringe e la malattia si espande veloce. Il sangue non c'è. "Quest'anno si è verificata un'emergenza nell'emergenza perché non c'era neanche una sacca dei gruppi 'zero negativo' e 'zero positivo' che sono i più comuni e quelli che possono essere donati con più facilità a tutti", spiega Eliana Angarini, commissario regionale della Croce Rossa dei donatori di sangue. La donna ha bisogno di quattro sacche. Il nosocomio è a corto di scorte. Parte la richiesta anche agli altri ospedali: nulla di fatto.
L'attesa da 24 ore diventa di due giorni, poi di tre e ancora quattro. I sanitari, intanto, cercano di tamponare l'emergenza monitorandola giorno e notte. È una sorvegliata speciale, ma delle sacche nulla. Non sono state trovate, così parte un appello interno che raggiunge i volontari della Croce Rossa. E chi è compatibile, a turno, inizia a donare il sangue. "Casi come questo ce ne sono capitati tre o quattro - continua Angarini - a Roma è il problema più grande".
Dieci giorni è stata invece l'attesa di Elio, ricoverato dopo un infarto addominale in una struttura pubblica capitolina: dapprima la richiesta a un altro nosocomio, troppo poco il sangue disponibile, poi il tentativo attraverso una clinica privata e infine il viaggio a Bari alla ricerca delle sacche ematiche compatibili. "Lottiamo tutti i giorni - ammette il commissario della Cri - per incidenti, fratture, infarti. Ricordo ancora quando ci fu l'attentato al Papa. Al Gemelli, il sangue del gruppo B negativo non era disponibile. È partita una catena di collaborazione. Ma qui la raccomandazione non serve, ciò che conta è solo la gravità del malato".
Gli ospedali organizzano campagne di donazione. Le associazioni di volontariato si mobilitano. E nelle scuole partono lezioni di sensibilizzazione. Intanto il Lazio è costretto ad acquistare ogni giorno circa 100 sacche da altre Regioni. Solo nel 2009 ne sono state comprate 36mila. Ognuna costa 170 euro: a conti fatti oltre 6 milioni di euro spesi.