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NotiziaAnalisi dal medico di famiglia, cure a 'km 0' in 4 regioni
Data08/06/2015
Descrizione

Analisi dal medico di famiglia, cure a 'km 0' in 4 regioni

Progetto pilota su malati cronici, tre miliardi di risparmi stimati

04 giugno, 18:37

 

 Code, spostamenti a "ping pong" da un ospedale all'altro o a caccia dello specialista giusto: e' quello che vivono ogni giorno i malati cronici per ottenere i controlli di cui hanno bisogno ( come la spirometria, l'elettrocardiogramma, la misurazione della glicemia e della pressione). Ma ora i principali test per la diagnosi e il monitoraggio di alcune malattie croniche, come broncopneumopatie croniche ostruttive, malattie cardiovascolari e metaboliche, terapia del dolore, che oggi riguardano oltre un italiano su tre, si potranno fare a 'km 0', a un passo da casa, nello studio del medico di famiglia, con un possibile risparmio di circa 3 miliardi ogni anno per l'Ssn. Sarà possibile col progetto InNov@FIMMG della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). Da settembre in 4 Regioni 'pilota', Marche, Umbria, Toscana e Puglia, i primi 100 medici che coprono 150.000 cittadini, saranno formati per avviare le prime Unità di Medicina Generale, che potranno erogare servizi di prossimità. La BPCO è la patologia su cui per prima si punterà l'attenzione: si tratta di una patologia in costante aumento soprattutto negli over 65, dove arriva a un'incidenza del 20%. I costi di gestione si aggirano attorno a 1,8 miliardi di euro l'anno, ma potrebbero essere abbattuti di circa il 50% investendo su prevenzione, diagnosi e trattamento precoce: l'80% dei casi potrebbe essere gestito dal medico di famiglia avvalendosi dello specialista solo per i casi più complessi.

"Questa scelta si rende necessaria per far fronte allo tsunami dei malati cronici che già oggi rischia di travolgere la sanità e che in futuro sarà sempre più difficile da contenere" ha spiegato il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

"L'obiettivo - ha spiegato - è un approccio primario alla cura, non vogliamo né dobbiamo sostituirci agli specialisti" aggiunge, specificando che "i medici, aggregati in studi professionali dotati di personale appositamente formato, mediante un percorso condiviso con le società scientifiche, saranno in grado di fornire servizi avanzati sul territorio senza oneri aggiuntivi".

"C'e' la mia adesione personale e del ministero a questo progetto. Bisogna ribaltare un consolidato paradigma che indica generalmente, ancor piu' nella sanita', che bisogna partire dai soldi e che se non ci sono i soldi non ci sono possibilita' di avviare innovazioni - ha evidenziato invece il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo - questa è una sperimentazione interessante perché ci porterà dati in termini di innovazione: capiremo appunto che si possono raggiungere gli obiettivi anche senza mettere sul piatto budget importanti". Mentre il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi ha evidenziato che "se il progetto sarà applicato si e' visto che ci si attende un ritorno, in termini di ricoveri e accesso al pronto soccorso: sono risorse che possono essere reinvestite la'dove servono, in farmaci ma non solo". "Un ricovero costa circa 1000 euro al giorno e l'assistenza farmaceutica costa 274 euro l'anno a ogni cittadino- ha aggiunto- con questo progetto, risparmiando 10 giorni di ricovero, si danno 40 anni di assistenza farmaceutica. O nuovi farmaci, anche per l'epatite se si non sono gia'trovati i soldi". 

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