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  1. Che cosa è il sangue?
  2. Chi può donare il sangue?
  3. Ci sono controlli sanitari prima della donazione?
  4. Come e quando si dona?
  5. Come si dona il sangue?
  6. Cosa si può donare?
  7. Dove si può Donare?
  8. Esistono motivi di esclusione dalla donazione?
  9. Perchè donare il sangue?
  10. Qual è l'alimentazione corretta del donatore di sangue?
  11. Quali sono i gruppi sanguigni e la compatibilità tra di loro?
  12. Quanto Sangue viene prelevato?
  13. Quanto tempo occorre per reintegrare il Sangue?
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
 






Che cosa è il sangue?

Il sangue è il sistema di trasporto, che fornisce all’organismo l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie ed elimina l’anidride carbonica e tutte le sostanze dannose.
Il sangue è costituito da:

  • Plasma è la parte liquida del sangue, giallo pallido; in esso sono disciolte numerose sostanze nutritive (glucosio, proteine, ormoni, enzimi,ecc);
  • Globuli rossi: dove è presente l’emoglobina che permette il trasporto dell’ossigeno ed il ritiro delle sostanze nocive;
  • Globuli bianchi, che sono preposti alla difesa del corpo per mezzo degli anticorpi;
  • Le piastrine, servono per difenderci dalle emorragie, grazie ai fattori della coagulazione.

I principali gruppi sanguigni sono: A, B, ZERO, AB. Oltre al gruppo vi è il fattore RH che può essere positivo o negativo.


Chi può donare il sangue?
Bisogna avere un età compresa tra 18 e 60 anni (65 se già donatore periodico) ed un peso corporeo superiore ai 50 Kg. A garanzia dello stato di salute del donatore e del ricevente, i sanitari del servizio trasfusionale accerteranno (con controlli ed analisi gratuiti) la buona salute del donatore. Se il donatore è un lavoratore dipendente avrà diritto ad un giorno di riposo.
La Donazione di sangue si effettua a digiuno, non comporta rischi ed è indolore.

Ci sono controlli sanitari prima della donazione?

Il medico, dopo aver raccolto l’anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l’idoneità alla donazione mediante un esame clinico generale, che comprende, fra l’altro, la misurazione della pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Viene anche determinato il valore dell’emoglobina mediante la semplice puntura del polpastrello di un dito, per assicurarsi che la donazione di sangue venga fatta soltanto da chi dispone di valori d’emoglobina pari o superiore ai limiti fissati dalla legge.


Come e quando si dona?

È necessario presentarsi a digiuno, ma si può assumere del caffé o del thé moderatamente zuccherato.
Le donazioni di sangue intero possono essere effettuate, al massimo, per:

  • due volte l’anno, per le donne.
  • quattro volte l’anno, per gli uomini.

Tra 2 donazioni di plasma e tra una di plasma e una di sangue intero devono passare 14 gg; tra una di sangue intero ed una di plasma 1 mese. Gli stessi intervalli sono validi per le piastrinoaferesi. L`intervallo tra 2 donazioni multi-component  varia da 14 a 180 gg a seconda del tipo di componente donato.


Come si dona il sangue?

Un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo dal donatore che nel frattempo è stato fato distendere su un apposita poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l’ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Prima che l’ago venga estratto, vengono riempite alcune provette per l’esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto; quindi viene invitato a consumare una leggera colazione.


Cosa si può donare?

Oltre che sangue intero, si può donare anche mediante Aferesiche “Enciclopedia medica” dopo l’ultima modifica apportata in data 23-07-2015, definisce così:

Aferesi

tecnica usata in campo trasfusionale per ottenere la separazione immediata dei vari componenti del sangue.
L'aferesi si esegue con una apparecchiatura, detta separatore, che centrifuga e filtra il sangue proveniente dal donatore, per ottenere dal plasma molecole purificate (emoderivati), piastrine e globuli bianchi, pronti per essere somministrati separatamente a seconda delle necessità del soggetto cui si deve praticare la trasfusione.
Rispetto alle tradizionali donazioni di sangue, questa tecnica permette di prelevare e trasfondere solo il sangue necessario, in modo da poter ridurre la frequenza di trasfusioni (vedi anche plasmaferesi). Con l'aferesi è inoltre possibile allontanare proteine anomale in caso di aumentata viscosità del sangue (mieloma), o autoanticorpi (anemie emolitiche).


Dove si può Donare?

Presso uno dei Centri Trasfusionali dislocati nei centri Ospedalieri della Regione, muniti di documento d'identità.


Esistono motivi di esclusione dalla donazione?

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da una delle sottoelencate patologie deve essere giudicato permanentemente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti per la tutela della propria salute:

Malattie autoimmuni

Ad esclusione della Malattia Celiaca purchè il donatore segua una dieta priva di glutine

Malattie cardiovascolari

Donatori con affezioni cardiovascolari in atto o pregresse ad eccezione di anomalie congenite completamente curate

Malattie organiche del sistema nervoso centrale

Antecedenti di gravi malattie organiche del sistema nervoso Centrale

Neoplasie o malattie maligne

Eccetto cancro in situ con guarigione completa

Tendenza anomala all’emorragia

Candidati donatori con antecedenti di coagulopatia congenita o acquisita importante

Crisi di svenimenti e/o convulsioni

Convulsioni diverse da quelle febbrili infantili ad eccezione di quelle per le quali sono trascorsi 3 anni dall’ultima terapia anticonvulsiva senza ricadute

Affezioni gastrointestinali, epatiche, urogenitali, ematologiche, immunologiche, renali, metaboliche o respiratorie

Candidati donatori con grave affezione attiva, cronica o Recidivante

Diabete Se in trattamento con insulina

Possono sussistere motivi per i quali è necessario, ai fini della protezione della salute del candidato donatore, rinviare la donazione; la decisione relativa alla durata del periodo di rinvio spetta al medico responsabile della selezione.

La gravidanza in atto costituisce motivo di esclusione temporanea per 1 anno dopo il parto e per 6 mesi dopo l’interruzione di gravidanza, eccettuate circostanze eccezionali e a discrezione del medico.

 

Criteri di esclusione permanente del candidato donatore ai fini

della protezione della salute del ricevente

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da una delle sottoelencate patologie o condizioni deve essere dichiarato permanentemente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti ai fini della protezione della salute del ricevente:

 

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da

Malattie infettive

 

Epatite C

Epatite B (eccetto persone divenute HBsAg negative e HBsAb

positive )

HIV 1-2

HTLV I/ II

Babesiosi

Lebbra

Kala Azar ( Leishmaniosi viscerale )

Tripanosoma Cruzi ( M. di Chagas )

Sifilide

Epatite ad eziologia indeterminata

 

Encefalopatia Spongiforme Trasmissibile (TSE) (per es. Morbo di Creutzfeldt–Jakob, nuova variante del Morbo di Creutzfeldt-Jakob)

 

Persone con antecedenti medici o familiari che comportano un rischio di contrarre TSE, compresi donatori che hanno subito il trapianto della cornea e/o della dura madre e/o che in passato sono stati curati con medicinali estratti da ghiandola Pituitaria umana;

-candidati donatori che hanno soggiornato nel periodo dal 1980 al 1996 per più di 6 mesi cumulativi nel Regno Unito;

-candidati donatori che hanno ricevuto trasfusioni allogeniche nel Regno Unito dopo il 1980

 

Assunzione di sostanze farmacologiche

Ogni antecedente di uso non prescritto di sostanze farmacologiche per via IM, EV o tramite altri strumenti in grado di trasmettere gravi malattie infettive, comprese sostanze stupefacenti, steroidi od ormoni a scopo di culturismo fisico.

Riceventi di xenotrapianti Comportamento sessuale

Persone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue

Alcolismo cronico

Criteri di esclusione temporanea del candidato donatore ai

fini della protezione della sua salute

In presenza di una delle sottoelencate patologie o condizioni il candidato donatore deve essere dichiarato temporaneamente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti per un periodo di tempo di durata variabile in funzione della patologia o condizione rilevata.

INFEZIONI: dopo malattia infettiva i donatori sono esclusi dalla donazione per almeno 2 settimane a decorrere dalla data della completa guarigione clinica. Si applicano tuttavia i seguenti periodi di esclusione per le infezioni indicate in tabella:

 

Glomerulonefrite acuta

5 anni dalla completa guarigione

Brucellosi 2 anni dalla completa guarigione

Osteomielite 2 anni dalla completa guarigione

Febbre Q 2 anni dalla completa guarigione

Tubercolosi 2 anni dalla completa guarigione

Febbre Reumatica 2 anni dopo la cessazione dei sintomi in assenza di cardiopatia cronica

Toxoplasmosi

Mononucleosi

Infettiva M. di Lyme 6 mesi dopo la data di guarigione

Febbre > 38° C 2 settimane dopo la cessazione dei sintomi

Malaria :

• individui che sono vissuti in zona malarica nei primi

5 anni di vita o per 5 anni consecutivi della loro vita;

• individui con pregressa malaria

• visitatori asintomatici di zone endemiche

 

Esclusione dalla donazione di sangue intero, emazia e piastrine per i 3 anni successivamente al ritorno dall’ultima visita in zona endemica a condizione che la persona resti asintomatica. E’ ammessa la donazione di plasma da inviare al frazionamento industriale

Possono donare plasma da inviare al frazionamento industriale 6 mesi dopo aver lasciato la zona di endemia

 

Virus del Nilo Occidentale (WNV)

28 giorni dopo aver lasciato una zona con casi di malattia nell’uomo nell’anno in corso nei periodi di endemia, 28 giorni

dopo la risoluzione dei sintomi in casi in cui il donatore abbia contratto un’infezione WNV

 

Viaggi in zone endemiche per malattie tropicali

3 mesi dal rientro (valutare lo stato di salute del donatore dopo il rientro)

 

Esposizione a rischio di contrarre un’infezione trasmissibile

con il sangue

 

4 mesi, dall’ultima esposizione al rischio

Esame endoscopico con strumenti flessibili

Spruzzo delle mucose con sangue o lesioni da ago

Trasfusioni di emocomponenti o somministrazione di emoderivati

Trapianto di tessuti o cellule di origine umana

Tatuaggi o body piercing

Agopuntura, se non eseguita da professionisti qualificati con ago usa e getta

Persone a rischio dovuto a stretto contatto domestico con persone affette da epatite B

Rapporti sessuali occasionali a rischio di trasmissione di malattie infettive

Rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV

Intervento chirurgico maggiore

 

Vaccinazioni

Virus o batteri vivi attenuati

4 settimane

 

Virus, batteri o rickettsie inattivati/uccisi

48 ore se il soggetto è asintomatico

 

Tossoidi 48 ore se il soggetto è asintomatico

 

Vaccini dell’Epatite A e B

48 ore se il soggetto è asintomatico e se non vi è stata esposizione

 

Rabbia

48 ore se il soggetto è asintomatico e se non vi è stata esposizione.

Se il vaccino è stato somministrato dopo l’esposizione, esclusione per 1 anno

 

Vaccini dell’encefalite da zecche

Nessuna esclusione se il soggetto sta bene e se non vi è stata

Altre esclusioni temporanee

Intervento chirurgico minore

1 settimana

 

Cure odontoiatriche

Cure di minore entità da parte di dentista o odontoigienista esclusione per 48 ore. (NB: l'estrazione, la devitalizzazione ed interventi analoghi sono considerati interventi chirurgici minori)

 

Terapie

Rinvio per un periodo variabile di tempo secondo il principio attivo dei medicinali prescritti, la farmacocinetica e la malattia oggetto di cura

 

Situazioni epidemiologiche particolari ( per esempio focolai di malattie )

Esclusione conforme alla situazione epidemiologica

 

Allergie a farmaci

Con particolare riguardo alla penicillina. Rinvio di un anno dopo l’ultima esposizione


Perchè donare il sangue?
Molto spesso la trasfusione è l’unica terapia in grado di salvare la vita umana (vedi gli emofilici, i trapiantati, i talassemici, i traumatizzati ecc.). Ogni anno, in parallelo con i progressi della scienza, aumenta il fabbisogno di sangue da trasfondere, ed esso si può ottenere solo dall’uomo.

Ma anche poiché si è meno esposti al “diabete 2”, non insulino- dipendente

Gli epidemiologi hanno da tempo osservato che la donazione periodica di sangue è associata ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente). Alcuni studi hanno, per esempio, investigato la correlazione tra depositi di ferro e sensibilità all’insulina in donatori di sangue e soggetti che non hanno mai donato sangue. In uno studio su 181 individui maschi, è stato dimostrato che i donatori che avevano eseguito almeno due donazioni di sangue, presentavano una maggiore sensibilità all’insulina ed una riduzione della secrezione dell’ormone, rispetto agli individui non donatori. La donazione abituale di sangue è quindi associata contemporaneamente con un aumento della sensibilità all’insulina e con una riduzione dei depositi di ferro. Tali depositi sembrano influenzare negativamente l’azione dell’insulina anche in soggetti sani, e non solo in individui con patologie classicamente correlate ad un accumulo di ferro come l’emocromatosi e l’emosiderosi. Tra l’altro, quest’evidenza clinica impone alla comunità scientifica una revisione del concetto di “eccesso” applicabile ai depositi di ferro nei soggetti sani. Questi dati suggeriscono, quindi, che la donazione periodica di sangue può esercitare un’azione protettiva nei confronti di patologie croniche molto gravi.
 
È opportuno sapere che l’emergenza sangue non è un fattore casuale ma continuo e quindi è necessario farcene carico tutti.

Qual è l'alimentazione corretta del donatore di sangue?

Oltre a seguire le linee guida di sana alimentazione la dieta del donatore dovrebbe considerare tre altre caratteristiche importanti:

  1. Deve essere ricca in ferro
  2. Deve essere povera in grassi
  3. Deve essere ricca in liquidi

Queste tre caratteristiche sono importanti soprattutto nei giorni precedenti la donazione e nel giorno stesso della donazione.
Ma vediamo ogni singola caratteristica.

  1. Dieta ricca in ferro.
    Quando si dona il sangue le riserve di ferro dell’organismo vengono temporaneamente diminuite. Ecco perché una dieta ricca in ferro, soprattutto nei giorni precedenti la donazione, può aiutare. Gli alimenti a maggior contenuto di Ferro sono la carne, il pesce, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie), alcune verdure come gli spinaci, i broccoletti, la rucola e il radicchio nonché albicocche nocciole e mandorle.

  2. Un'alimentazione povera in grassi è fondamentale soprattutto nelle 24 ore precedenti la donazione in quanto un eccesso di grassi alimentari nei cibi che consumiamo può determinare un innalzamento dei lipidi ematici e interferire con alcuni test che vengono effettuati sul sangue stesso. Attenzione quindi ai fritti, ai tagli di carne grasse, ai formaggi e ai salumi quali salame, pancetta, lardo ecc.

    Meglio optare, la sera precedente la donazione, per un sano menù mediterraneo con pasta o riso più verdure e una porzione di carni bianche (pollo o tacchino) alla griglia o del pesce. Evitare accuratamente le salse tipo maionese, i gelati, la panna, le patatine fritte, i dolci. 
    Da bandire ovviamente le cene ai fast food.

    Tra gli alimenti poveri in grassi andranno privilegiati la pasta e il riso, le verdure, la frutta, il pollame, il pesce.

  3. Dieta ricca in liquidi.
    Questo punto è particolarmente importante il giorno della donazione, nel giorno precedete e in quello successivo.
    Donare sangue determina una perdita di liquidi per il nostro corpo, perdita di liquidi che dovrà essere prontamente riequilibrata. La mattina della donazione occorre bere molta acqua, ottimi anche i succhi di frutta e le spremute purché non zuccherate. Attenzione inoltre alle bevande ricche in caffeina, tipo caffè o bibite tipo cola: la caffeina ha, a lungo andare, un’azione diuretica e contribuisce a disidratare il nostro corpo! Quindi sempre meglio della buona e dissetante acqua fresca! Tuttavia, in casi in cui il medico dovesse ravvisare un pressione arteriosa bassa in sede di visita pre-donazione potrebbe consigliare di bere un caffè appena prima di donare; questo serve a far aumentare leggermente la pressione, prima che cominci l’effetto diuretico.
    La corretta idratazione è fondamentale anche dopo la donazione: cercate nel pasto successivo di bere qualche bicchiere di acqua in più del solito. Anche i cibi possono aiutare a fornire liquidi: via libera quindi nel pasto successivo a zuppe, minestroni, verdure e frutta a volontà!
    Per ultima cosa un consiglio sulla colazione del giorno della donazione: anche se molte persone preferiscono recarsi a stomaco vuoto per donare il proprio sangue è bene ricordare che comunque è possibile fare una sana colazione! Questa dovrà essere ricca in liquidi e povera in grassi. Ottimi i succhi di frutta, le spremute, il tè poco zuccherato e le fette biscottate. Evitare brioche e cornetti alla crema o cioccolato perché troppo ricchi in grassi. Meglio inoltre evitare il latte e i latticini in genere.
    Secondo gli ultimi studi anche un piccolo snack salato negli attimi precedenti la donazione può aiutare a prevenire il calo di pressione arteriosa. Ecco quindi che piccoli salatini possono aiutare … ovviamente sempre accompagnati da abbondante acqua.
    Subito dopo la donazione è bene idratarsi in modo abbondante (per questo in sede di donazione viene consegnata un bottiglietta d’acqua da 500 ml) ed è possibile alimentarsi liberamente: attenzione però a non esagerare con i cibi solidi! Mangiare troppo abbondantemente e/o troppo velocemente provoca un maggior richiamo di sangue a livello dell’intestino cosa che, associata al salasso appena avvenuto, può causare una brusca caduta della pressione sanguigna.


COME ALIMENTARSI PRIMA DI DONARE E COSA EVITARE
"Alcuni consigli utili prima di recarsi a donare"

Come alimentarsi
Prima di donare è possibile bere acqua, caffè, orzo oppure un tè zuccherato accompagnati da 2/3 fette biscottate.
È concesso anche un succo di frutta.
Evitare accuratamente i cibi grassi, quali, ad esempio, latte e derivati, cappuccino, cornetti etc. etc.
Se malgrado le avvertenze non avete rispettato quanto indicato, sarà il medico dell'equipe sanitaria che deciderà, a seconda dei casi, se procedere, ritardare o rinviare ad altra data le operazioni di prelievo.
Al termine della donazione vi verrà offerta una colazione.
 
Cosa non dimenticare
Portare con se un documento di riconoscimento e il Codice Fiscale.
Per chi lo desidera, verrà rilasciato un attestato di donazione firmato dal medico dell'equipe, da consegnare al datore di lavoro.
Dopo circa 15/20 giorni da ogni donazione di sangue, il donatore riceverà i risultati di importanti esami clinici, spediti dal Trasfusionale all'indirizzo segnalato sul Questionario.


Quali sono i gruppi sanguigni e la compatibilità tra di loro?

Gruppi sanguigni
I gruppi sanguigni sono determinati dalla presenza di proteine specifiche sulla superficie dei globuli rossi. La loro comparsa nella formazione del globulo rosso è determinata geneticamente, quindi non può variare nel corso della vita di un individuo. Tali proteine si comportano come degli antigeni stimolando pertanto anche reazioni immunitarie. Ciò significa che se introduciamo in un soggetto dei globuli rossi non appartenenti al suo stesso gruppo, l’organismo che li riceve produce delle sostanze (anticorpi) in grado di combattere tali cellule, quindi una reazione di “rigetto”. Un anticorpo è una sostanza prodotta dal corpo umano per combattere e distruggere le sostanze estranee penetrate, integrandole nei complessi sistema di difesa dell’organismo. Tornando ai gruppi sanguigni, certamente tutti conoscono il sistema AB0 e il fattore Rh, ma oltre a questi ce ne sono altri meno noti come il Kell, il Lewis, ecc.
 
Il sistema AB0
In questo sistema esistono 4 gruppi sanguigni diversi: A, B, AB e 0 (zero). I quattro gruppi sono caratterizzati dalla presenza o dall'assenza delle proteine antigeniche (di cui sopra) A e B. Se su un globulo rosso (emazia) è presente la proteina A si ha il gruppo A, se è presente quella della proteina B il gruppo B; la presenza contemporanea dei due antigeni (A e B) caratterizza il gruppo AB, se non ne è presente nessuna si ha il gruppo 0 (La terminologia da noi utilizzata correntemente, cioè gruppo “zero” è in realtà una storpiatura dell’originale “O” dal tedesco “Ohne”, cioè “senza”, utilizzato da Landsteiner quando ha scoperto il sistema AB0). Poiché l'individuo riconosce come proprie solo le proteine che produce, e come estranee quelle che non produce, il sangue fabbrica degli anticorpi diretti contro gli antigeni che non sono presenti sulla superficie dei propri globuli rossi. É importante segnalare che questi anticorpi, detti naturali, non richiedono un contatto precedente con l'antigene per essere prodotti. Quindi, una persona del gruppo A avrà degli anticorpi anti B, una persona del gruppo B, anticorpi anti A e una persona del gruppo 0, anticorpi anti A e anti B, dato che né l'uno né l'altro sono presenti sulla superficie dei suoi globuli rossi. Un individuo del gruppo AB, che ha quindi entrambe le proteine antigeniche sulla superficie delle sue emazie, non fabbricherà degli anticorpi contro queste proteine; altrimenti, distruggerebbe i propri globuli rossi. Come conseguenza di quanto spiegato sopra, la donazione può avvenire:

Donatore di gruppo può donare ad un soggetto con gruppo
A A, AB
B B, AB
AB AB
0 A, B, AB, 0

Mentre un paziente può ricevere sangue solo dai donatori riportati nella tabella seguente:

Paziente di gruppo può ricevere ad un soggetto con gruppo
A A, 0
B B, 0
AB A, B, AB, 0
0 0

Come si può rilevare, parlando solo del sistema AB0, il gruppo 0 può donare a qualsiasi gruppo mentre può ricevere sangue solo dal proprio gruppo; mentre il gruppo AB, mentre può donare sangue solo al gruppo AB, può riceverlo da qualsiasi gruppo.

Il fattore Rh 
Sebbene chiamato “fattore”, la terminologia più corretta prevede che si parli anche in questo caso di “sistema”. Anche in questo caso si parla di una proteina presente o meno sulla superficie delle emazia. Se la proteina è presente si parla di Rh positivo (Rh+), se è assente si parla di Rh negativo (Rh-). Il nome di questa proteina deriva dal tipo di scimmia in cui fu individuato per la prima volta nel 1941 da Landsteiner e Wiener. Questi studiosi nel corso di ricerche comparative sul sangue dell'uomo e di alcune scimmie constatarono, dopo aver effettuato ripetutamente iniezioni di sangue di Macaco Rhesus (da qui il nome Rh) nel sistema circolatorio di coniglio, che il siero di quest'ultimo, messo a contatto con il sangue umano, agglutinava i globuli rossi dell'85% degli individui di razza bianca. Questo agglutinogeno fu detto fattore Rhesus e l'85% di individui bianchi le cui emazie vengono agglutinate da tale fattore sono detti Rh+ mentre l’altro 15%, Rh-. Quando si effettua in laboratorio la determinazione del gruppo sanguigno, nel fenotipo questa proteina viene indicata con la lettera D (maiuscola se presente, minuscola se assente). A differenza del sistema AB0, le persone Rh-negativo (che non hanno cioè tale proteina sulla superficie dei propri globili rossi) sviluppano un anticorpo diretto contro questo antigene solo in seguito a contatto con l'antigene D. La presenza o meno di questo antigene è fondamentale in gravidanza quando la madre sia Rh negativo e il feto Rh positivo. La trasfusione di sangue, oltre al gruppo, deve considerare anche il sistema Rh, come segue:

può donare a   può ricevere da
Rh positivo Rh positivo Rh positivo e Rh negativo
Rh positivo e Rh negativo Rh negativo Rh negativo

Alla luce di quanto sopra è facile capire che un donatore 0 negativo può donare sangue qualsiasi gruppo sia positivo che negativo, mentre può ricevere sangue solo da un donatore 0 negativo, mentre un donatore 0 positivo può donare a qualsiasi soggetto, purchè Rh+, ma può ricevere da qualsiasi donatore 0. Il soggetto AB+ può donare solo ai soggetti AB+ ma può ricevere sangue da qualsiasi gruppo sia positivo che negativo.


Quanto Sangue viene prelevato?

Il volume del prelievo di sangue è stabilito dal D.M. 15/01/1991 (articolo 10) ed è uguale a 450 millilitri, più o meno il 10%.Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire contemporaneamente sia un’adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l'assenza di complicanze per il donatore.


Quanto tempo occorre per reintegrare il Sangue?
Il recupero del plasma praticamente avviene entro pochi giorni per quanto riguarda la parte costituita dalle proteine ed entro poche ore per quanto riguarda l’acqua (essa rappresenta circa il 93% del plasma). Per quanto riguarda i globuli rossi, il nostro organismo li produce continuamente (i globuli rossi hanno una vita media di circa 120 giorni) per cui il recupero totale avviene entro 7-10 giorni. Però il midollo osseo produce globuli rossi giovani (neociti) che hanno una maggiore capacità di trasportare ossigeno: questo fatto compensa rapidamente la ridotta ossigenazione. 
In caso di donazione di sangue intero la perdita di piastrine e globuli bianchi non è significativa.

A


ABO (a b zero): E' il sistema che caratterizza i principali gruppi sanguigni, in base a sostanze (antigeni) presenti o meno sui globuli rossi. Si può trasfondere in un organismo umano, solamente sangue compatibile, cioè che non abbia antigeni diversi da quelli dei globuli rossi dei riceventi. Vedi antigeni.

AFERESI: E' il termine usato per indicare una metodologia di prelievo a scopo trasfusionale, mediante la quale si preleva al donatore la sola componente del sangue che deve essere utilizzato. Per questo è usato un sistema monouso e sterile. Il sangue è prelevato dalla vena dei donatori (come nella normale donazione), è scomposto per filtrazione o centrifugazione nei suoi principali componenti trattenendo quello o quelli utili in quel momento e restituendo al donatore i rimanenti. Si può così aiutare in modo molto più efficace chi necessita di piastrine (una sola donazione di aferesi corrisponde alla quantità di piastrine che si ottiene da 6-8 sacche di sangue) o di plasma contribuendo anche all'autosufficienza di plasmaderivati. Si parla di plasmaferesi se si preleva solo plasma, citoaferesi se vengono prelevate le cellule ed in particolare piastrinoferesi per il prelievo di sole piastrine. E'inoltre possibile effettuare donazioni di differenti emocomponenti contemporaneamente (vedi donazioni multicompononti). Le aferesi possono essere anche terapeutiche quando utilizzate sul paziente per il trattamento di specifiche patologie (es. dei sistemi immunitari, dei sistemi nervosi, ecc).

AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita): E' una grave malattia che indebolisce i meccanismi di difesa dei nostri organismi. Si contrae soprattutto per via sessuale, o per contagio sanguigno (trasfusioni di sangue infetto, utilizzo di siringhe, aghi o strumenti chirurgici infetti, ecc.). Chi s'infetta diventa "sieropositivo", cioè sviluppa gli anticorpi verso il virus che lo ha infettato, ma che purtroppo non hanno funzione protettiva. In altre parole significa che il soggetto non è ancora ammalato ma può trasmettere la malattia. Il periodo che intercorre dal momento dei contagi a quello in cui il laboratorio identifica l'infezione, è detto "fase finestra". Di solito è di tre settimane, ma può essere di qualche mese. Da qui deriva l'importanza che il donatore illustri al medico trasfusionista, circa qualsiasi comportamento che possa essere considerato a rischio, quali i rapporti sessuali occasionali con soggetti a rischio (esp. i tossicodipendenti)

ALBUMINA: E' la più importante "proteina" del sangue. E' fabbricata dal fegato ed ha un peso molecolare sufficientemente elevato. Compito essenziale è quello di trattenere l'acqua plasmatica nei vasi sanguigni. Normalmente nel plasma umano è presente in quantità pari a 45150 grammi per litro. Ogni grammo può trattenere per un'ora una quantità d'acqua pari a 17 volte il suo peso. E' usata dai medici sugli ustionati, in gravi malattie del fegato e del pancreas, in rianimazione. Si ricava dal plasma umano, con particolari metodi industriali, .

ALT (alanina aminotransferasi): E' uno degli enzimi dei fegati e può aumentare in caso di danno epatico (d'origine alimentare, infettiva, farmacologica) o cardiaco. La determinazione di quest'enzima nel sangue è effettuata ad ogni donazione. Un altro enzima epatico è l'AST (asportato aminotransferasi). Nel loro insieme ALT e AST sono comunemente chiamate TRANSAMINASI.

ANAMNESI: E' la raccolta di tutte le notizie riguardanti la salute dei donatore, fatta dal medico prima di ogni donazione di sangue. Perché abbia significato deve essere veritiera, devono in altre parole essere illustrate tutte le condizioni che possono compromettere la salute dei donatori e quella dei riceventi.

ANEMIA: Termine con cui s'indica una situazione patologica caratterizzata da ridotti valori d'emoglobina, spesso accompagnata da diminuzione anche dei numeri dei globuli rossi e dell'ematocrito. Può essere di natura congenita (es. talassemia o anemia mediterranea) o acquisita, per aumentate perdite (emorragie), per ridotta produzione da parte dei midolli ossei o per carenze (ad es. di ferro, di vitamina B12, ecc).

ANTICOAGULANTE: E' una sostanza che impedisce la coagulazione del sangue ed è contenuta nelle "sacche" utilizzate per la raccolta ed in alcune provette. Ogni sacca da 450 ml ne contiene 63 ml. I tipi più utilizzati di soluzione anticoagulante sono l'ACD (acido citrico + citrato di sodio + destrosio), il CPD (citrato + fosfato + destrosio) ed il CPDAdenina.

ANTICORPI: Detti anche "immunoglobuline" sono proteine presenti nel plasma la cui funzione è di fissarsi, a scopo difensivo, su sostanze generalmente nocive per l'organismo (antigeni). Per ogni sostanza estranea, detta "antigene" l'organismo crea particolari anticorpi (per esempio antitetano, anti-rosolia, eccetera).

ANTIGENE: Sono cosi definite tutte le sostanze estranee all'organismo che penetrano al suo interno e determinano una reazione immunitaria. Possono essere presenti nella struttura dei virus o dei batteri e, stimolando il sistema immunitario, fanno produrre delle sostanze, dette "anticorpi", che tendono a bloccare o neutralizzare gli antigeni. Anche particelle naturali possono avere funzione antigenica (es. nelle allergie: i pollini, gli alimenti). Esistono poi sulla superficie dei globuli rossi particolari antigeni cui i ricercatori hanno attribuito, per le loro diverse caratteristiche, le lettere Ad e B. Ci sono anche antigeni dei globuli bianchi (detti dell'istocompatibilità) che costituiscono il sistema HLA e sono responsabili della compatibilità dei trapianti.

ANTIGENE Au (oppure HßsAg): Scoperto per la prima volta in un aborigeno australiano ("Au" sta per Australia), un antigene rilevabile nel sangue di chi è venuto a contatto con il virus dell'epatite B. In generale il soggetto può essersi ammalato o essere stato attaccato dal virus dell'epatite B ed avere superato l'infezione con l'aiuto delle sue difese naturali (anticorpi) ed essersi quindi, in certo senso, "vaccinato" contro tale virus. Ma il virus può persistere senza sintomi nel sangue dei portatori ed essere trasmesso in altro organismo attraverso il sangue infetto o per via sessuale e provocargli la malattia. Ecco perché quando un donatore ha l'antigene Au positivo è sospeso dalle donazioni.

ARTERIE: Vasi sanguigni che portano il sangue dal cuore alla periferia dei corpi.

AUTOTRASFUSIONE: Termine con cui s'intendono diverse procedure atte ad impiegare a scopo trasfusionale il sangue dei pazienti stesso in ambito chirurgico. La procedura più comunemente utilizzata si chiama predeposito: chi deve subire un intervento di chirurgia "elettiva", in altre parole programmabile e che con buone probabilità richiederà trasfusioni, può essere sottoposto a due, tre prelievi di sangue, nei 20130 giorni che precedono l'intervento. Se nel corso dell'intervento si renderanno necessarie trasfusioni, il sangue dello stesso paziente verrà reinfuso, con minori rischi e con maggiori disponibilità per altri pazienti. Oltre a questa metodologia è possibile effettuare, al momento dell'intervento, l'emodiluizione isovolemica, che comporta la sottrazione d'elevate quantità di sangue bilanciate da uguali quantità di liquidi di sostituzione; infine il recupero intra o postoperatodo in quegli interventi chirurgici ad elevato sanguinamento.

AZOTEMIA: Rappresentala quantità d'azoto nel sangue espresso come concentrazione d'urea e come tale viene dosato. Poiché l'urea viene eliminata per via renale, un suo alto valore nel sangue può indicare un'alterazione del filtro renale.

B


BILIRUBINEMIA: In ogni organismo umano i globuli sono in continuo rinnovamento. Quando muoiono i globuli rossi liberano una sostanza colorata che si chiama bilirubina. La bilirubina può anche essere prodotta dal fegato. Una sua presenza nel sangue, al di sopra della norma, può indicare che qualche cosa non funziona. Un'eccessiva quantità di bilirubina, che si deposita anche nelle mucose e nella pelle, ne rende il colorito giallastro (vedi ittero).

BUFFY COATS: Strato di plasma ricco di globuli bianchi (leucociti) e piastrine che si ottiene frazionando il sangue del donatore dopo opportuna centrifugazione. Sono utilizzati nell'industria specializzata per produrre derivati utili per curare determinate malattie. Selezionando le piastrine ed unendo quelle ottenute da 6-7 buffy coats con plasma fresco congelato si ottiene la quantità di piastrine necessaria per la terapia dei malati piastrinopenici.

C


CELLULA: E'il più piccolo elemento vivente di un organismo. L'organismo umano ne contiene parecchi miliardi. Hanno forma, durata di vita ed attività diverse secondo la funzione che devono svolgere. Quasi tutte (esclusi i globuli rossi e piastrine) sono costituite da nucleo e citoplasma.

CENTRIFUGAZIONE: Sistema utilizzato per separare i componenti del sangue sfruttando il loro diverso peso, attraverso la rotazione in apposite apparecchiature dette centrifughe. A centrifugazione avvenuta al fondo della sacca si porteranno tutti i globuli rossi, ed in alto rimarrà il plasma. Fra questo ed i globuli rossi si forma uno strato ricco di piastrine e di globuli bianchi. Una volta centrifugato, si procede al "frazionamento" del sangue in plasma, piastrine e globuli rossi (emazie concentrate). Così da una sola donazione si ottengono diversi emocomponenti che serviranno per altrettante necessità realizzando così una terapia trasfusionale mirata.

CIRCOLAZIONE SANGUIGNA: E'il continuo movimento del sangue dal cuore alla periferia (sangue arterioso) e da questa al cuore (sangue venoso) serve ad apportare sostanze nutritive ed ossigeno ai tessuti e ad eliminare le sostanze di rifiuto e l'anidride carbonica.

COAGULAZIONE: E'un fenomeno naturale per cui il sangue si trasforma da liquido in solido ed è dovuto alle piastrine ed ai fattori della coagulazione contenuti nel plasma. Se ciò avviene nei vasi sanguigni si parla di "trombosi" (si parla d'infarto del miocardio se interessa le arterie coronariche).

COLESTEROLEMIA: Rappresenta la quantità di colesterolo nel sangue. E' un fattore predisponente per l'arteriosclerosi (più tecnicamente detta aterosclerosi). Un innalzamento del colesterolo persistente controindica la donazione al fine di tutelare la salute del donatore. Chi ha problemi di colesterolo (o valori al di sopra della norma per altri "grassi" come i lipidi o i trigliceridi) deve correggere la propria dieta.

COLESTEROLO HDL: E il "nastro trasportatore del colesterolo. E'importante che funzioni bene, altrimenti il colesterolo si può accumulare e arrecare anche guai seri. In genere i laboratori, a chi ha problemi di colesterolo, ricercano anche vari tipi di "lipoproteine" che lo compongono e che prendono il nome di HDL, se ad alta densità, LDL se a bassa, e VLDL se a bassissima densità. Una crescita di queste ultime rappresenta un fattore di rischio aterosclerotico, mentre l'HDL rappresenta un fattore di protezione.

COMPATIBILITA': Si ha, in campo emotrasfusionale, quando si trasfonde in un organismo umano sangue che ha caratteristiche d'antigeni compatibili con il suo. Così ad esempio non è compatibile un sangue di tipo A con uno di tipo B e viceversa. In genere bisognerebbe dare a chi ne abbisogna sangue il più identico possibile al suo. In caso di necessità il medico può decidere di utilizzare anche globuli rossi concentrati di gruppo ZERO per riceventi di gruppi diversi.

CREATININEMIA: Rappresenta la quantità di creatinina nel sangue, non è influenzata dall'alimentazione ed è un indicatore della funzionalità renale.

CRITERI D'IDONEITA'ALLE DONAZIONI: La Legge italiana prescrive quanto segue: "il donatore deve essere persona sana: la procedura di questo accertamento costituisce l'atto più importante della selezione, che si articola nella compilazione di una scheda sanitaria, che deve essere sottoscritta dal donatore anche come consenso alla donazione, da visita medica ed esami di laboratorio." Nella scheda il medico riporta i dati che ricava dalle risposte avute da ogni donatore sull'andamento della propria salute (anamnesi) ed i risultati della visita effettuata (vedi idoneità).
Esami di laboratorio da effettuarsi ad ogni donazione :
- determinazione dell'emocromo -ALT (transaminasi)
- Sierodiagnosi per la sifilide o Lue - HIVAB (per l'AIDS)
- HBsAg (ANTIGENE Au per epatite di tipo B) - HCVAB (per l'epatite di tipo C)
Alla seconda donazione e poi ogni tre donazioni per gli uomini e due per le donne verranno eseguiti, oltre a quelli precedentemente specificati, anche:
VES
Azotemia
Creatininemia
Glicemia
Proteinemia
Colesterolemia
Trigliceridemia
Sideremia
Altri esami possono essere richiesti dal medico per valutare lo stato di salute e quindi l'idoneità alla donazione ed in più, a giudizio dei medici, una radiografia dei toraci ed elettrocardiogramma.

D


D (antigene): Chiamato dagli americani Rho è il principale antigene dei sistemi Rhesus (il fattore Rh). Scoperto nel 1940 da Landsteiner (che già nel 1900 aveva scoperto il sistema ABO) si indica come positivo (+) se è presente sui globuli rossi o negativo (-) se è assente. Una variante più debole dei fattori Rh viene chiamata Du. Il sangue di gruppo compatibile e Rh - può essere trasfuso a pazienti sia Rh- sia Rh+. E'inoltre responsabile della MEN (malattia emolitica dei neonati) che si ha se la mamma è D- (Rh negativo) ed il feto D+ (Rh positivo). In questo caso la mamma produce anticorpi anti D per tentare di "rigettare" il fattore Rh che lei non ha. Questa malattia sta peraltro scomparendo con l'uso preventivo d'immunoglobuline anti D (che si ottengono dal sangue umano) o mediante il cambio del sangue dei bambini, con l'exanguino-trasfusione. L'antigene D non è il solo dei sistemi Rhesus, che ne comprende 39. I principali (c, d, e) vengono indicati nella tessera dei donatori con la lettera maiuscola se l'antigene è presente o minuscola se è assente.

DONAZIONE: Per la FIDAS le donazioni di sangue intero, plasma, piastrine sono periodiche, anonime, volontarie, gratuite, responsabili. Quando non si conosceva il modo di conservare il sangue in contenitori, la donazione avveniva braccio a braccio, fra donatore e ricevente. Prendeva il nome di donazione diretta e veniva di solito eseguita con un'apposita siringa. Si è successivamente passati all'uso dei flaconi di vetro e quindi alle sacche multiple (vedi). Oggi si possono inoltre effettuare donazioni in aferesi (vedi) e/o multicomponenti (vedi).

E


ELETTROCARDIOGRAMMA (ECG): E' la rilevazione, con apposita apparecchiatura dell'attività elettrica dei cuori e dei suoi regolari funzionamenti. Si esegue ambulatoriamente in pochi minuti, è indolore e privo di qualsiasi rischio per il donatore. La lettura dei "tracciati" consente al medico specialista di osservare se il cuore funziona bene o se presenta qualche anomalia. Per essere ammessi alla donazione occorre che il cuore funzioni in maniera regolare.

E.L.I.S.A.: Termine tecnico che i ricercatori hanno dato ad un metodo abitualmente usato dai laboratori per evidenziare la presenza di antigeni o anticorpi nel sangue-, ad esempio HIV, epatite, tox1opiasma, rosolia, eccetera.

EMATOCRITO: Rapporto fra parte cellulare e liquida del sangue, dopo centrifugazione. Un semplice test di laboratorio permette, con una centrifugazione di pochi minuti, di conoscere la percentuale di globuli e di plasma nel sangue che si controlla. Normalmente i globuli rappresentano il 40-45% ed il plasma il 55-60%. Una percentuale inferiore può essere indice di anemia. Il donatore in questo caso, viene escluso, anche se temporaneamente, dalla donazione, poiché il valore dell'ematocrito non deve essere inferiore nei donatori, a 38% se donna e 40% se uomo.

EMAZIE: Sinonimo di globuli rossi. Il loro numero è normalmente tra i 4.5 ed i 5.5 milioni per millimetro cubo. Il loro volume medio (MCV) oscilla di norma fra 82 e 96 micron cubi. Le preparazioni di emazie disponibili per la trasfusione sono: CONCENTRATE: Si ottengono togliendo il plasma dal sangue intero. Devono essere conservate in frigo-emoteca alla temperatura di + 4'C. Hanno durata come quella della soluzione anticoagulante in cui sono conservate (in genere 35 giorni); CONCENTRATE PER RIMOZIONE DEI BUFFY COATS: oltre a togliere il plasma si toglie anche lo strato di globuli bianchi e piastrine che si forma, dopo centrifugazione, tra il plasma e i globuli rossi, poiché potrebbero arrecare inconvenienti se trasfusi in particolari ammalati;
LAVATE: dopo avere rimosso il plasma le emazie vengono "lavate" con soluzione fisiologica, per eliminare determinate sostanze che potrebbero essere male tollerate da chi le riceve; POVERE O PRIVE DI LEUCOCITI: è in particolare quanto avviene con la rimozione dei Buffy Coats. Si tende ad eliminare la presenza dei globuli bianchi anche con l'impiego di appositi filtri.
CONGELATE: in teoria le emazie Si possono congelare e conservare a - 80"C per un lungo periodo (anche 10 anni). In pratica il sistema risulterebbe eccessivamente costoso ed ingombrante e viene limitato alla conservazione di emazie di gruppi rari.

EMOCROMO (esame emocromocitometrico): E'il test di laboratorio che acceda l'ematocrito, il valore dell'emoglobina, il numero di globuli rossi ed il loro volume medio, di globuli bianchi e di piastrine presenti in ogni millimetro cubo di sangue. Questi i valori normali di emocromo (per uomo adulto): globuli rossi 4.500.000-5.500.000 globuli bianchi 4.000-10.000,piastrine 150.000-350.000 per millimetro cubo

EMOFILIA: Mancanza ereditaria di fattori della coagulazione (in genere Fattore Vili,emofilia A, o IX, emofilia B), che sono causa di emorragie anche spontanee, che si possono arrestare solo con rapida infusione dei fattori mancanti.

EMOGLOBINA: Sostanza contenuta nei globuli rossi e che serve a trasportare l'ossigeno e cederlo alle cellule dell'organismo. La Legge prescrive che il valore di emoglobina non possa essere inferiore a 12.5 grammi per decilitro di sangue nella donna e a 13.5 nell'uomo.

EPATITE VIRALE: Ci sono diversi tipi di epatite. L'epatite A presenta modalità di contagio chiamata "oro-fecale". infatti un'epatite virale di origine alimentare (si può contrarre mangiando frutti di mare crudi provenienti da acque infette, verdure innaffiate con acqua inquinata e non adeguatamente lavata e/o cotta, eccetera). Le epatiti B e C si trasmettono per via "parenterale" (attraverso lo scambio di liquidi biologici infetti, ad esempio uso promiscuo di siringhe, rapporti sessuali, eccetera). L'epatite A non cronicizza, mentre le altre cronicizzano in una ceda percentuale. Gli esami che i laboratori eseguono per evidenziare una forma di epatite si chiamano generalmente "markers dell'epatite" e prendono i nomi di Anti HAV 19M - Anti HAV lgG (epatite A); HbsAg - Anti Hbs - Anti Hbc - HbeAg - Anti Hbe (epatite B); Anti HCV (epatite C).

ERITROCITI: Sinonimo di emazie, o globuli rossi.

F


FATTORE Rh: E'una sostanza (antigene) che può essere presente o non sui globuli rossi. Nel primo caso si parla di Rh + o positivo e nel secondo di Rh - o negativo.

FERRITINA: E' la più importante proteina di deposito dei ferro ed è perciò indice di tali riserve.

FERRO: E'una sostanza utilizzata dall'organismo per la sintesi dell'emoglobina e quindi dei globuli rossi. Si può misurare la quantità di ferro disponibile nel plasma (sideremia), in "maga77ino" (ferritina) o la capacità di trasporto dal magazzino (transferrinemia). Se questa preziosa sostanza è carente il medico consiglierà una terapia a base di ferro. Oltre alla terapia sarà bene seguire una dieta con alimenti che contengano una buona quantità di ferro.

FORMULA LEUCOCITARIA: E'il conteggio dei diversi tipi di globuli bianchi che, normalmente, sono così suddivisi:
GRANULOCITI: Neutrofili 50 - 75% - Eosinofili - Basofili
LINFOCITI: 15 - 45% MONOCITI: 1 - 10%
FRAZIONAMENTO # E'il termine con cui si indicano le operazioni atte a scomporre il sangue prelevato al donatore (sangue intero) nelle sue principali componenti: EMAZIE - BUFFY CE)ATs (da cui si estraggono le piastrine) - PLASMA.
Il frazionamento avviene mediante centrifugazione dei sangue intero e sua successiva spremitura a circuito chiuso. Con una sola donazione si possono quindi aiutare diversi riceventi.

FRAZIONAMENTO INDUSTRIALE: E' il procedimento che le aziende produttrici di farmaci plasmaderivati eseguono per ottenere dal plasma:
  • Fattori della coagulazione
  • Albumina
  • Gamma
  • giobuline aspecifiche
  • Altri componenti


G


GAMMAGLOBULINE o IMMUNOGLOBULINE: Sono anticorpi che si trovano nel plasma e servono a proteggerci da diverse infezioni. Possono essere ottenute da plasma dei donatori dopo opportune lavorazioni, per ricavarne prodotti da utilizzare per prevenire o curare alcune forme morbose, dal tetano all'epatite, e così via. Le immonoglobuline anti-D, ottenute da persone Rh negative, ma immunizzate anti Rh positivo, vengono utilizzate nelle mamme Rh negative che hanno dato alla luce un bimbo Rh positivo, per arrestare la formazione di anticorpi. Tale terapia deve essere effettuata entro 72 ore dalla nascita dei bimbo.

GAMMA GT: E'uno degli enzimi epatici, un suo aumento può indicare un'alterata funzionalità dei fegato.

GLICEMIA: Termine che indica la quantità degli zuccheri presenti nel sangue espressi come concentrazione di glucosio. Un valore più alto può essere indice di diabete.

GLOBULI BIANCHI o LEUCOCITI: Sono normalmente da 5 a 10.000 per millimetri cubo. Genericamente si può dire che servono alla difesa dei nostro organismo Un loro aumento può indicare un processo infettivo in atto.

GLOBULI ROSSI: Vedi Eritrociti od Emazie

GRUPPO SANGUIGNO: E'un carattere che si acquisisce geneticamente e resta immutato per tutta la vita. Si indica in genere con il sistema A B 0 (zero) a seconda che sui globuli rossi siano presenti o meno determinate sostanze (antigeni) a cui il ricercatore ha dato come indicazione le prime due lettere dell'alfabeto A o B. Se sui globuli rossi c'è la sostanza A il gruppo sarà A se quella B il gruppo è B, se tutte e due il gruppo è AB e se non ve ne è nessuna delle due il gruppo è 0 (zero). Oltre alle sostanze A e B i ricercatori hanno identificato un'altra sostanza a cui è stato dato la sigla di Rh dalle iniziali dei tipo di scimmia in cui è stato identificato per primo (il Macacus Rhesus). In Italia ad esempio circa il 38% delle persone è di gruppo 0, il 42% di gruppo A, il 15% di gruppo B ed il 5% di gruppo AB. Inoltre l'85% degli italiani ha il fattore Rh presente ed il 15% no. Oltre a questo sono stati identificati numerosi altri gruppi (es. Kell, Kidd, Duffy, MNs, Lewis, ...

H


HbsAg: E' cosi chiamato l'antigene Au . che segnala la probabile presenza dei virus dell'epatite B.

HCV: E' il virus dell'epatite di tipo C; nel sangue si ricercano gli anticorpi anti-HCV.

HIV: E' il virus dell'AIDS; nel sangue i laboratori ricercano la presenza di anticorpi anti HIV.

HTLVI - (Human T Lymphotropie Virus 1): Retrovirus responsabile di due gravi malattie: la leucemia/linfoma cellule T dell'adulto e la paraparesi spastica tropicale.

H.L.A. o ANTIGENI DEI LEUCOCITI UMANI: Con questo termine ci si riferisce a particolari sostanze (antigeni) presenti sulla superficie (membrana) di alcune ed in particolare dei globuli bianchi. Queste strutture della membrana sono comuni alle cellule di tutti e perciò il sistema HLA viene anche indicato come sistema di ISTOCOMPATIBILITA'. Attraverso questo si può stabilire la compatibilità fra tessuti ed organi di individui diversi.L'identificazione di questi antigeni effettuata sui globuli bianchi dei donatore d'organo (o midollo osseo) e sul ricevente è utilissima per stabilire se il trapianto avrà successo.

I


IDONEITÀ ALLE DONAZIONI: Rappresenta un momento molto delicato dei percorso donazione/trasfusione. I riferimenti per tale procedura sono espressi da leggi, decreti e letteratura italiana ed estera. Scopo di questa delicata fase è valutare l'assenza di rischi sia per il donatore sia per il ricevente. In modo molto succinto vengono riportati alcuni criteri di idoneità (vedi).
Buone condizioni di salute. Peso corporeo: > 50 Kg;
Età: > 1 8 anni, fino a 60 se alla prima donazione, 65 ed oltre a giudizio medico per il donatore periodico Pressione arteriosa: massima > 110 e < 180 mmhg; minima > 50 e < 100 mmhg.
Polso arterioso ritmico, > 50 e < 1 00 batti al minuto Non devono essere presenti patologie croniche, alterazioni a carico di fegato, cuore, ecc., patologie infettive trasmissibili (epatiti, AIDS, eccetera) né comportamenti a rischio per queste ultime. La donazione è controindicato temporaneamente nelle seguenti situazioni:
> gravidanza, per un anno dal parto e durante l'allattamento.
> aborto, per un anno
> vaccinazioni, per periodi variabili da 48 ore a 4 settimane a seconda dei tipo di vaccino
> soggiorni in paesi tropicali, da tre mesi a tre anni, a seconda della nazione visitata e delle profilassi effettuate
> infezioni, quali bronchiti, sinusiti, ecc, per 15 giorni
> assunzione di farmaci, interventi chirurgici > estrazioni dentarie, vengono valutate
sulla base della patologie di partenza, della tipologia e dei possibile rischio per il donatore e per il ricevente. Tutte le altre condizioni vengono valutate caso per caso dal medico al momento della visita (vedi).

ITTERO: Colorazione giallastra di cute e mucose (vedi bilirubina).

L


M


MARKERS DELL'EPATITE: Sono indicati con questo nome tutti gli esami che i laboratori intendono compiere per accertare la presenza di virus dell'epatite ed il suo andamento.

MIDOLLO OSSEO: E'un tessuto contenuto nella parte spugnosa di quasi tutte le ossa e che ha come funzione principale la produzione delle diverse cellule del sangue. Le donazioni di midollo osseo si utilizzano per trapianti in soggetti affetti da gravi forme morbose ( leucemie,talassemia, aplasia midollare, ecc.). Per essere donatori di midollo osseo occorre essere di età compresa tra i 18 e i 35 anni ed avere tipizzato il proprio sangue sia per il sistema A B 0 che per l'H.L.A. La donazione di midollo osseo si effettua in anestesia totale o in anestesia lombare, mediante multiple aspirazioni dalle ossa pelviche (cresta iliaca).

MULTICOMPONENTI: Termine utilizzato per indicare la possibilità di raccogliere diversi componenti dei sangue dal donatore durante la stessa seduta donazionale.Dal punto di vista tecnico, di sicurezza dei donatore e di durata sono donazioni sovrapponibili alle aferesi di un unico componente. Si parla pertanto di donazioni di plasma/piastrine, plasma/globuli rossi, piastrine/globuli rossi eccetera.

N


O


P


POLSO ARTERIOSO: E' la rivelazione periferica dei battito cardiaco. Il donatore deve avere un battito normale con frequenza tra i 50 ed i 100 battiti al minuto.

PRESSIONE ARTERIOSA: E' misurata dal medico prima di ogni donazione e non deve essere inferiore a 110 e superiore a 180 (pressione sistolica o massima) e tra 50 e 100 per la pressione diastolica o minima. Un aumento può essere legato ad ipertensione che va opportunamente curata perché rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare.

PIASTRINE: Sono i più piccoli elementi dei sangue. In un millimetro cubo se ne trovano 150-350.000. la loro durata media è di 3-5 giorni. La loro funzione è importante nella coagulazione dei sangue.

PLASMA: Rappresenta la parte liquida dei sangue. E' un liquido giallo oro che trasporta globuli rossi, bianchi, piastrine, sostanze nutritive e di rifiuto, immunoglobuline, fattori della coagulazione, ormoni e vitamine; mantenendo costante il volume dei sangue in circolazione. Oltre a quelle già indicate, svolge quindi importanti funzioni intervenendo nella coagulazione del sangue, nelle difese immunitarie, nella regolazione dei metabolismo.

PROTEINEMIA: Rappresentala quantità di proteine presenti nel sangue, ed è data dall'insieme di albumina e globuline. L'intervallo di riferimento è 6.5-8.5 g/di.

Q


QUADRO ELETTROFORETICO: Rappresenta l'insieme delle proteine presenti nel sangue. L'albumina serve a mantenere la giusta pressione osmotica (giusto equilibrio tra parte liquida presente nei tessuti e quella nel sangue).Le globuline sono indicatori di processi infiammatori e sono diviso in Alfa 1, Aifa 2, Beta e Gamma (anticorpi). Deve esistere un rapporto fra albumina e globuline >1 .

R


RISCHI TRASFUSIONALI: La terapia trasfusionale è una pratica non esente da rischi, in quanto rappresenta un trapianto di tessuto, il trasferimento cioè di sangue da un individuo sano ad un ammalato. Pertanto a questa terapia sono associati diversi rischi, principalmente di natura infettiva (da batteri, virus, parassiti) ed immunologica. D'altro lato mai come oggi la trasfusione è stata così sicura, soprattutto in relazione alle infezioni virali trasmissibili. I dati più recenti infatti riportano un rischio di trasmissione di epatite B pari 16 unità per milione, a 1 0 per milione per l'epatite C e a 1, 5 per milione per l'HIV (Aubuchon JP e Kruskall MS. Transfusion, 37, 1211, 1997), di gran lunga minore rispetto agli anni '80. Questo è legato fondamentalmente al ricorso a donatori responsabili, alla loro accurata selezione, all'impiego dei test di screening, all'inattivazione virale laddove possibile. Diverso è il rischio collegato con la possibilità di trasmettere infezioni di origine batterica, che non è diminuito in modo così significativo come per quelle virali. E' stata infatti calcolato che nello 0, 1 - 0,4% delle unità sì evidenze la presenza di batteri (percentuale che sale al 10% nel caso di concentrati piastrinici). Fortunatamente solo 1 unità su 100 contaminate è responsabile di esito fatale.

RX TORACE: Si indica con questa sigla la radiografia dei torace e serve ad escludere che i polmoni presentino qualche anomalia, che il cuore sia di proporzioni normali e che ci siano altre alterazioni.

S


SACCHE: Sono così chiamate per brevità i contenitori in speciale plastica che vengono utilizzati per la raccolta dei sangue a scopo trasfusionale. Possono essere singole, doppie triple o quadruple a seconda se il prelievo deve essere o meno "frazionato" (vedere la voce frazionamento). Sono sterili, cioè non contengono germi, e costruite in modo tale che il sangue, dall'ago alla sacca circoli in un sistema chiuso, non esposto all'aria.Contengono una quantità di anticoagulante e conservante proporzionale al volume massimo di sangue raccolto.

SANGUE: Tessuto liquido, circolante all'interno di arterie, vene, capillari e che costituisce circa il 6-8% dei volume di un adulto. E' costituito da una parte liquida, il plasma e da una corpuscolata, i globuli rossi e bianchi e le piastrine.

SEPARATORI CELLULARI: Termine che in generale indica apparecchiatura utilizzate per la raccolta, sia a scopo donazionale sia a scopo terapeutico, di singoli o multipli componenti dei sangue. Tutti utilizzano "set" monouso e sterili che non arrecano nessun rischio infettivo al donatore o paziente.

SIDEREMIA: Quantità di ferro presente nel plasma. L'intervallo di riferimento è 60-150 mcg/di per l'uomo e 50-140 mcg/di per la donna (vedere la voce "ferro").

SIERODIAGNOSI PER LA LUE: L'esame che in genere i laboratori eseguono per rilevare l'eventuale contatto dell'organismo con il treponema pallido, l'agente responsabile di una malattia sessualmente trasmessa e chiamata sifilide o lue.

T


TRANSAMINASI: Sono particolari enzimi presenti nel sangue e legati alla funzionalità epatica. Le più note sono ALT e AST Quando i valori di riferimento sono più alti della norma si può ipotizzare un danno al fegato.

TRASFUSIONE: E'il termine con cui si indica il "trapianto" dei sangue di un individuo umano in un altro e come tale è un atto medico non esente da rischi, sia di tipo infettivologico (possibile trasmissione di virus, batteri, eccetera) sia di tipo immunologico (compatibilità).

TRASFUSIONE MIRATA: E' Ia trasfusione al ricevente della componente dei sangue che gli serve e non tutto il sangue intero: globuli rossi, per esempio ad un anemico, plasma ad un ustionato, piastrine a chi ha problemi di sanguinamento.

TRIGLICERIDI: Sono dei grassi presenti nel sangue. Un loro notevole aumento, rappresenta, insieme al colesterolo, uno dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. L'intervallo di riferimento è 39-172 mq./dl.

U


URINA: E' il liquido che contiene le sostanze di rifiuto dell'organismo. Normalmente è di colore giallo, limpida, e di peso specifico oscillante da 1016 a 1020. Deve avere una reazione acida (indicata con pH che normalmente oscilla fra 5 e 6) e non contenere sostanze quali sangue, albumina, ecc.

V


VENE: Vasi o canali che portano il sangue dalla periferia al cuore e da cui si preleva il sangue a scopo trasfusionale.

V.E.S.: Velocità di eritrosedimentazione. Cioè il tempo occorrente al sangue, disposto in un tubicino di pochi millimetri di diametro, a sedimentare. Viene rilevata la misura della sedimentazione, in millimetri, dopo un'ora e dopo due ore. Valori superiori alla norma indicano un probabile processo infiammatorio in atto.

VISITA MEDICA: Consiste in una serie di atti sanitari, anamnesi, esame obiettivo, volti a stabilire lo stato di salute della persona. Nel caso dei donatore è finalizzata a stabilire l'idoneità, ma rappresenta anche un momento importante di medicina preventiva e di tutela della sua salute.

Z


 

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