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NotiziaZika, negli Usa test molecolari su sangue donato. Iss: in Italia misure di prevenzione già sufficienti
Data06/09/2016
Descrizione

Zika, negli Usa test molecolari su sangue donato. Iss: in Italia misure di prevenzione già sufficienti

Il Centro nazionale sangue spiega in un comunicato le ragioni che hanno spinto l’Fda a rafforzare la prevenzione e chiarisce la situazione italiana, dove per l’assenza di casi autoctoni il livello di allarme rimane più basso


Queste ultime sono basate sul rafforzamento della sorveglianza anamnestica del donatore (con particolare riferimento ai viaggi) e sull’applicazione del criterio di sospensione temporanea per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni di infezione o che riferiscano un rapporto con partner sessuale a rischio di infezione da Zika virus oppure con infezione probabile o confermata”.

Negli Stati Uniti, contro la minaccia del virus Zika, la Food and Drug Administration (Fda) chiede il rafforzamento delle misure per prevenire la trasmissione attraverso le donazioni di sangue, raccomandando l’esecuzione del del test molecolare (Nucleic Acid Testing – NAT). Una precauzione che in Italia – secondo il Centro nazionale sangue (Cns) che fa capo all’Istituto superiore di sanità (Iss) – non è necessaria in quanto il nostro Paese è “da considerarsi area non endemica” poiché non sono stati registrati casi autoctoni d’infezione.

“Sulla base della situazione epidemiologica attuale ed in linea con quanto raccomandato dall’European centre for disease prevention and control (Ecdc) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns – confermiamo la validità delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da Zika virus già introdotte in Italia. Queste ultime sono basate sul rafforzamento della sorveglianza anamnestica del donatore (con particolare riferimento ai viaggi) e sull’applicazione del criterio di sospensione temporanea per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni di infezione o che riferiscano un rapporto con partner sessuale a rischio di infezione da Zika virus oppure con infezione probabile o confermata”.

Diversa la situazione negli Stati Uniti, dove a causa del crescente numero di casi di infezione acquisiti localmente in alcune aree (Florida, Puerto Rico, American Samoa, U.S. Virgin Islands), è aumentato il livello del rischio di trasmissione di questo virus. “Per questo motivo, l’Fda ha raccomandato l’esecuzione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti ad uso trasfusionale autorizzando le banche del sangue americane ad utilizzare test non ancora completamente validati per la qualificazione biologica del sangue donato”, spiega una nota diffusa da Iss e Cns.