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    • 2023-06-27 00:00:00

    Tumore colon-retto, l’efficacia del trattamento può essere predetta con Ai. Al via trial per la validazione

    Il tumore del colon-retto metastatico

    Rappresenta la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne, dietro soltanto ai tumori polmonari e mammari. Nel 2022, secondo l’ultimo rapporto Aiom, si stimano 48.100 nuovi casi (26.000 negli uomini e 22.100 nelle donne), in crescita rispetto al 2020 (rispettivamente +1,5% e +1,6%), e con una maggiore frequenza tra gli under 50, tra i quali le diagnosi sono raddoppiate con un tasso di mortalità previsto in aumento fino al 2030. Circa il 50% dei pazienti con cancro del colon-retto locale svilupperà metastasi a distanza e quasi il 21% presenta metastasi già al momento della diagnosi. La selezione del primo trattamento farmacologico nella malattia metastatica rappresenta un passaggio cruciale nel percorso terapeutico, consentendo un significativo miglioramento dei tassi di risposta e della sopravvivenza globale grazie all’associazione tra chemioterapici e farmaci a bersaglio molecolare.

    Un innovativo sistema di supporto decisionale

    Fiorella Guadagni, coordinatrice del progetto e della Biobanca BioBim, banca dati associata dell’Irccs San Raffaele spiega che il progetto nasce dall’esperienza realizzata presso lo stesso istituto, dove già nel 2006 è stata creata una banca biologica e banca dati interistituzionale e multidisciplinare per l’applicazione di metodologie di intelligenza artificiale finalizzate alla messa a punto di protocolli di medicina predittiva. “L’obiettivo – continua – è costruire un innovativo sistema di supporto decisionale basato sull’intelligenza artificiale utilizzando l’esperienza e i dati del mondo reale di diversi ospedali che operano nel sistema sanitario dell’Ue. Per realizzare un modello innovativo di terapia combinatoriale, basato su un approccio di medicina personalizzata, che identifica l’intervento terapeutico più efficace per il singolo paziente con cancro colorettale”.

    Non solo colorettale

    Lo studio clinico insomma avrà il compito di verificare l’efficacia predittiva dell’Intelligenza Artificiale sulla scelta del migliore trattamento in un’ottica personalizzata come ricorda Mario Roselli, direttore dell’Unità di Oncologia medica del Policlinico universitario Tor Vergata, che aggiunge: “L’algoritmo decisionale è stato precedentemente ‘educato’, tramite valutazione retrospettiva dei profili clinici di pazienti già trattati nelle Unità di oncologia partecipanti al progetto e che, in base alla loro risposta al trattamento, sono stati definiti ‘responder’ o ‘non responder’. Tale l’algoritmo, applicato ai nuovi pazienti arruolati nello studio clinico consentirà di supportare lo sperimentatore verso la migliore scelta terapeutica”.Ma non solo, come afferma in conclusione l’esperto, sebbene il trial Revert sia specificamente rivolto alla patologia colorettale metastatica, si prevede che i risultati potrebbero avere un impatto positivo anche su altre tipologie di tumore.

    I partner europei

    Tra i partner europei, oltre all’Irccs San Raffaele e l’Università di Roma Tor Vergata, il progetto Revert vede coinvolte sette Unità di Oncologia medica appartenenti a tre diverse Nazioni europee: l’Università di Firenze e quella di Palermo, l’Institutul Regional de Oncologie Iasi e il Clusterul Regional Inovativ de Imagistica Moleculara Structurala (entrambe in Romania) e il Servicio Murciano De Salud (Spagna) che si occuperanno dell’arruolamento dei pazienti. Tra i partner non prettamente clinici partecipano al progetto: ProMis Programma mattone internazionale salute, responsabile della comunicazione dei risultati; Malmo Universitet (Svezia), Umea Universitet (Svezia), Genxpro Gmbh (Germania), Bundesanstalt Fuermaterialforschung Und-Pruefung (Germania), Biovariance Gmbh (Germania), Fundacion Universitaria San Antonio (Spagna), Luxembourg Institute of Health (Lussemburgo) e Olomedia (Italia).