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    • 2021-05-03 00:00:00

    Vaccinazioni anti Covid-19, ecco come farle in azienda

    Per accelerare il processo vaccinale anti Covid in Italia il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministero della Salute, danno modo alle imprese di organizzare in proprio la somministrazione, secondo una specifica prassi. Questa è definita dal “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-CoV2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” sottoscritto il 6 aprile scorso con le Parti sociali. Per favorire la comprensione del protocollo e la sua applicazione – al netto di possibili aggiornamenti e adeguamenti – vale la pena elencare le domande e le risposte più frequenti che pervengono dal mondo delle imprese.


    È possibile per il datore di lavoro procedere con la vaccinazione dei propri dipendenti presso il luogo di lavoro?


    Sì. I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata, indipendentemente dal numero di lavoratrici e lavoratori occupati, possono manifestare la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro. I datori di lavoro o le associazioni di categoria di riferimento che intendano aderire all’iniziativa devono darne comunicazione all’Azienda sanitaria di riferimento la quale, verificata la disponibilità dei vaccini e la sussistenza dei requisiti necessari, concorda le modalità di avvio del piano aziendale di vaccinazione.


    La vaccinazione può riguardare solamente i lavoratori dipendenti?


    Possono essere coinvolti nel piano di vaccinazione tutti i lavoratori che, a prescindere dalla tipologia contrattuale, prestano la loro attività in favore dell’azienda. La vaccinazione può altresì riguardare i datori di lavoro o i titolari dell’impresa.


    Se il datore di lavoro adotta un piano di vaccinazione aziendale, i lavoratori sono obbligati ad aderire?


    No. È facoltà dei singoli lavoratori decidere se aderire o meno al piano aziendale di vaccinazione. La raccolta delle adesioni dei lavoratori dovrà essere gestita assicurando il rispetto della volontarietà e la piena tutela della riservatezza e della sicurezza di tutte le informazioni personali raccolte nell’ambito della procedura. Nessuna forma di discriminazione potrà essere attuata nei confronti dei lavoratori non aderenti.


    Quali sono i costi a carico dell’azienda?


    I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro.

    La fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è, invece, a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.


    Quali requisiti devono avere gli spazi destinati alla vaccinazione?


    L’ambiente in cui viene eseguita la vaccinazione deve essere «idoneo» e la valutazione in merito è rimessa all’Azienda Sanitaria che fornisce il vaccino. È necessario che gli ambienti utilizzati siano idonei rispetto al volume di vaccinazioni da eseguire, sia per le fasi preparatorie (accettazione) che per la seduta vaccinale (ambulatorio/infermeria), nonché per le fasi successive (osservazione post-vaccinazione). Resta inteso che gli ambienti dedicati all’attività, purché adeguatamente attrezzati, possono essere interni, esterni o mobili, in considerazione di specifiche esigenze di natura organizzativa.


    Quali soggetti sono abilitati a somministrare i vaccini nell’ambito del piano aziendale di vaccinazione?


    La somministrazione del vaccino è riservata ad operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie adottate per tale finalità e in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti Sars-CoV2/Covid-19. Il medico competente potrà provvedere alla somministrazione dei vaccini direttamente, se in possesso dei predetti requisiti, oppure avvalersi di personale sanitario in possesso di adeguata formazione.


    Qual è l’equipaggiamento minimo per la vaccinazione in azienda?


    Per l’esecuzione delle vaccinazioni sul luogo di lavoro è essenziale la presenza dei materiali, delle attrezzature e dei farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle varie attività. È onere del personale sanitario redigere l’elenco di quanto necessario nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale e delle indicazioni provenienti dal percorso formativo obbligatorio previsto. Il datore di lavoro o l’associazione di categoria di riferimento devono garantire l’approvvigionamento a proprio carico di quanto ritenuto necessario dal personale sanitario. È fondamentale, inoltre, che il datore di lavoro o l’associazione di categoria si facciano carico anche dei costi necessari per garantire la corretta conservazione dei vaccini (mantenimento della catena del freddo).


    La vaccinazione può essere eseguita in orario di lavoro?


    Sì. La vaccinazione può essere eseguita in orario di lavoro e, in tal caso, il tempo necessario alla medesima sarà equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro.


    È necessario che venga acquisito il consenso informato del lavoratore a cui viene somministrato il vaccino?


    Sì. Al pari di quanto previsto nell’ipotesi in cui il vaccino sia somministrato al di fuori dal piano aziendale di vaccinazione, il lavoratore che voglia sottoporsi al vaccino deve prestare consenso informato. È onere del medico competente informare il soggetto in merito ai vantaggi e rischi della vaccinazione, alla tipologia di farmaco utilizzato, illustrare i contenuti dell’informativa ministeriale e acquisire il valido consenso alla vaccinazione, così come effettuare il triage preventivo sullo stato di salute del vaccinando.


    Chi provvede alla registrazione delle vaccinazioni eseguite?


    Il medico competente, nel rispetto delle vigenti disposizioni per la tutela della riservatezza dei dati personali, assicura la registrazione delle vaccinazioni eseguite mediante gli strumenti messi a disposizione dai Servizi sanitari regionali. Nessun onere di registrazione è posto in capo al datore di lavoro.


    Sono previste forme alternative alla vaccinazione diretta in azienda?


    Sì. I datori di lavoro hanno la possibilità di concludere, anche per il tramite di associazioni di categoria, specifiche convenzioni con strutture private in possesso dei requisiti per la vaccinazione

    Anche in questo caso gli oneri saranno integralmente a carico dei datori di lavoro fatta eccezione, esclusivamente, per quanto riguarda i costi relativi alla fornitura dei vaccini che viene assicurata dai servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.


    Come possono procedere i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o che non possono fare ricorso alle strutture sanitarie private?


    In tali casi il datore di lavoro potrà avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail. In questa ipotesi, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, tutti gli oneri saranno a carico dell’Inail.