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    • 2022-12-12 00:00:00

    Dal Karolinska Institutet un nuovo test del sangue o urine che scova 14 tumori in fase precoce

    Gli zuccheri come biomarker

     Il team, negli anni passati, aveva osservato che differenti tumori a causa del loro metabolismo alterato producevano cambiamenti nell’assetto di alcuni zuccheri, il cui nome è glicosaminoglicani. Nello studio attuale i ricercatori hanno voluto verificare se i glicosaminoglicani potessero essere un marcatore universale della presenza di cancro. Hanno quindi analizzato oltre duemila campioni di plasma o urine provenienti da 1.260 persone sane o affette da 14 differenti tipologie di cancro. Dallo studio è emerso che i glicosaminoglicani erano alterati in tutti i 14 tipi di cancro, anche in quelli che a oggi riescono a sfuggire ai test che ricercano il Dna circolante nel sangue come la cosiddetta biopsia liquida.


    Un obiettivo realistico

    Inoltre, il test era in grado di riconoscere correttamente tra il 41,6 e il 62,3% dei tumori allo stadio I. Una volta riscontrata la positività, l’esame indicava con un’accuratezza dell’89% la localizzazione del tumore. Il test necessita ora di ulteriori sviluppi, tuttavia, secondo i ricercatori è “realistico” immaginare un programma di screening per più tumori che sfrutti questa tecnologia. Concludono: “Questo approccio può aumentare ulteriormente la sensibilità ai tumori in stadio I fino a un livello in cui la mortalità per cancro potrebbe essere ridotta in maniera sostanziale grazie alla sola diagnosi precoce”.


    Tag: biopsia liquida / diagnosi precoce / glicosaminoglicani / Karolinska Institutet di Stoccolma /