logo
    • 2023-05-24 00:00:00

    Vaccini senza aghi e una lettera ai leader del G7 per prepararsi alla prossima pandemia

    Il trattato pandemico

    Il documento arriva mentre i governi negoziano in seno all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) un accordo pandemico – spesso indicato come “trattato pandemico” – che determinerà il modo in cui il mondo si preparerà e risponderà alla prossima crisi sanitaria globale. Nella loro lettera, gli scienziati affermano che i leader del G7 devono proteggere “l’equità e il diritto alla vita” rispetto al “profitto economico” nei negoziati. “Senza un’azione urgente, al verificarsi della prossima crisi sanitaria globale si rinnoveranno le disuguaglianze createsi per l’accesso al vaccino per il Covid-19” allertano gli esperti, che vogliono assicurarsi che i leader mondiali agiscano affinché i paesi a basso e medio reddito possano accedere a vaccini, test e trattamenti nel caso di una prossima pandemia, anche grazie ad un aumento della loro capacità produttiva.

    La proprietà intellettuale

    Durante la pandemia di Covid-19, “rigorose regole sulla proprietà intellettuale hanno assicurato monopoli alle aziende farmaceutiche e impedito la produzione diffusa di vaccini e medicinali generici a prezzi accessibili nei paesi in via di sviluppo”, avvertono. Per questo nella lettera esortano i leader del G7 a resistere alla “visione estremista” delle aziende farmaceutiche, che sostengono un “approccio massimalista” alle regole sulla proprietà intellettuale, che secondo gli scienziati ignora le esigenze di salute pubblica. Come spiega in una nota stampa People’s Vaccine Alliance, che ha coordinato la stesura della lettera, Il mese scorso gli amministratori delegati del settore farmaceutico hanno esercitato pressioni sul primo ministro giapponese Fumio Kishida, presidente del G7, contro le misure per aiutare i paesi a basso e medio reddito nella prossima pandemia.

    Rimuovere ogni barriera

    I firmatari auspicano questi provvedimenti in una bozza dell’Accordo pandemico, in fase di negoziazione presso l’Oms, che richiederebbe la sospensione delle norme sulla proprietà intellettuale sui prodotti rilevanti e il trasferimento di tecnologia ai paesi a basso e medio reddito quando l’Oms dichiarerà un’emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale. È fondamentale, dicono, rimuovere “ogni barriera allo sviluppo e alla produzione di medicinali e vaccini”.

    I vaccini senza aghi

    Intanto arrivano risultati incoraggianti da uno studio clinico di Fase 1-2 che sta testando un cerotto per il vaccino contro il morbillo e la rosolia. I vaccini senza aghi o vaccine microarray patch (vaccine-MAPs), noti anche come microneedle patch, consistono in proiezioni microscopiche che vengono applicate al corpo come un piccolo bendaggio, penetrando in modo indolore nello strato più esterno della pelle per somministrare un vaccino. Si prevede che i vaccini-MAP siano più facili da distribuire rispetto ai vaccini tradizionali, il che li rende adatti a essere somministrati in contesti difficili da raggiungere o per una rapida distribuzione di vaccini protettivi in future epidemie o pandemie.

    Trasformare l’immunizzazione

    Derrick Sim, Managing Director, Vaccine Markets & Health Security di Gavi, the Vaccine Alliance, ha commentato: “I cerotti per vaccini hanno il potenziale per trasformare l’immunizzazione, soprattutto nei Paesi a basso reddito dove le infrastrutture sanitarie sono meno sviluppate. Con questi risultati molto incoraggianti della sperimentazione clinica, questo è il momento perfetto per tutti noi per intervenire e avviare un percorso per l’introduzione di questa piattaforma tecnologica per il morbillo e la rosolia, e per una serie di vaccini epidemici ed endemici in futuro”.

    Servono fondi

    Gavi e i suoi partner, l’Oms, l’Unicef, la Fondazione Bill e Melinda Gates, Path, il Cepi e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e l’Autorità per la Ricerca Avanzata e lo Sviluppo Biomedico, chiedono investimenti per finanziare impianti di produzione su scala pilota e studi clinici in fase avanzata per accelerarne la disponibilità.