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Che cosa è il sangue?

Il sangue è il sistema di trasporto, che fornisce all’organismo l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie ed elimina l’anidride carbonica e tutte le sostanze dannose.
Il sangue è costituito da:

  • Plasma è la parte liquida del sangue, giallo pallido; in esso sono disciolte numerose sostanze nutritive (glucosio, proteine, ormoni, enzimi,ecc);
  • Globuli rossi: dove è presente l’emoglobina che permette il trasporto dell’ossigeno ed il ritiro delle sostanze nocive;
  • Globuli bianchi, che sono preposti alla difesa del corpo per mezzo degli anticorpi;
  • Le piastrine, servono per difenderci dalle emorragie, grazie ai fattori della coagulazione.

I principali gruppi sanguigni sono: A, B, ZERO, AB. Oltre al gruppo vi è il fattore RH che può essere positivo o negativo.


Chi può donare il sangue?
Bisogna avere un età compresa tra 18 e 60 anni (65 se già donatore periodico) ed un peso corporeo superiore ai 50 Kg. A garanzia dello stato di salute del donatore e del ricevente, i sanitari del servizio trasfusionale accerteranno (con controlli ed analisi gratuiti) la buona salute del donatore. Se il donatore è un lavoratore dipendente avrà diritto ad un giorno di riposo.
La Donazione di sangue si effettua a digiuno, non comporta rischi ed è indolore.

Ci sono controlli sanitari prima della donazione?

Il medico, dopo aver raccolto l’anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l’idoneità alla donazione mediante un esame clinico generale, che comprende, fra l’altro, la misurazione della pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Viene anche determinato il valore dell’emoglobina mediante la semplice puntura del polpastrello di un dito, per assicurarsi che la donazione di sangue venga fatta soltanto da chi dispone di valori d’emoglobina pari o superiore ai limiti fissati dalla legge.


Come e quando si dona?

È necessario presentarsi a digiuno, ma si può assumere del caffé o del thé moderatamente zuccherato.
Le donazioni di sangue intero possono essere effettuate, al massimo, per:

  • due volte l’anno, per le donne.
  • quattro volte l’anno, per gli uomini.

Tra 2 donazioni di plasma e tra una di plasma e una di sangue intero devono passare 14 gg; tra una di sangue intero ed una di plasma 1 mese. Gli stessi intervalli sono validi per le piastrinoaferesi. L`intervallo tra 2 donazioni multi-component  varia da 14 a 180 gg a seconda del tipo di componente donato.


Come si dona il sangue?

Un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo dal donatore che nel frattempo è stato fato distendere su un apposita poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l’ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Prima che l’ago venga estratto, vengono riempite alcune provette per l’esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto; quindi viene invitato a consumare una leggera colazione.


Cosa si può donare?

Oltre che sangue intero, si può donare anche mediante Aferesiche “Enciclopedia medica” dopo l’ultima modifica apportata in data 23-07-2015, definisce così:

Aferesi

tecnica usata in campo trasfusionale per ottenere la separazione immediata dei vari componenti del sangue.
L'aferesi si esegue con una apparecchiatura, detta separatore, che centrifuga e filtra il sangue proveniente dal donatore, per ottenere dal plasma molecole purificate (emoderivati), piastrine e globuli bianchi, pronti per essere somministrati separatamente a seconda delle necessità del soggetto cui si deve praticare la trasfusione.
Rispetto alle tradizionali donazioni di sangue, questa tecnica permette di prelevare e trasfondere solo il sangue necessario, in modo da poter ridurre la frequenza di trasfusioni (vedi anche plasmaferesi). Con l'aferesi è inoltre possibile allontanare proteine anomale in caso di aumentata viscosità del sangue (mieloma), o autoanticorpi (anemie emolitiche).


Dove si può Donare?

Presso uno dei Centri Trasfusionali dislocati nei centri Ospedalieri della Regione, muniti di documento d'identità.


Esistono motivi di esclusione dalla donazione?

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da una delle sottoelencate patologie deve essere giudicato permanentemente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti per la tutela della propria salute:

Malattie autoimmuni

Ad esclusione della Malattia Celiaca purchè il donatore segua una dieta priva di glutine

Malattie cardiovascolari

Donatori con affezioni cardiovascolari in atto o pregresse ad eccezione di anomalie congenite completamente curate

Malattie organiche del sistema nervoso centrale

Antecedenti di gravi malattie organiche del sistema nervoso Centrale

Neoplasie o malattie maligne

Eccetto cancro in situ con guarigione completa

Tendenza anomala all’emorragia

Candidati donatori con antecedenti di coagulopatia congenita o acquisita importante

Crisi di svenimenti e/o convulsioni

Convulsioni diverse da quelle febbrili infantili ad eccezione di quelle per le quali sono trascorsi 3 anni dall’ultima terapia anticonvulsiva senza ricadute

Affezioni gastrointestinali, epatiche, urogenitali, ematologiche, immunologiche, renali, metaboliche o respiratorie

Candidati donatori con grave affezione attiva, cronica o Recidivante

Diabete Se in trattamento con insulina

Possono sussistere motivi per i quali è necessario, ai fini della protezione della salute del candidato donatore, rinviare la donazione; la decisione relativa alla durata del periodo di rinvio spetta al medico responsabile della selezione.

La gravidanza in atto costituisce motivo di esclusione temporanea per 1 anno dopo il parto e per 6 mesi dopo l’interruzione di gravidanza, eccettuate circostanze eccezionali e a discrezione del medico.

 

Criteri di esclusione permanente del candidato donatore ai fini

della protezione della salute del ricevente

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da una delle sottoelencate patologie o condizioni deve essere dichiarato permanentemente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti ai fini della protezione della salute del ricevente:

 

Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da

Malattie infettive

 

Epatite C

Epatite B (eccetto persone divenute HBsAg negative e HBsAb

positive )

HIV 1-2

HTLV I/ II

Babesiosi

Lebbra

Kala Azar ( Leishmaniosi viscerale )

Tripanosoma Cruzi ( M. di Chagas )

Sifilide

Epatite ad eziologia indeterminata

 

Encefalopatia Spongiforme Trasmissibile (TSE) (per es. Morbo di Creutzfeldt–Jakob, nuova variante del Morbo di Creutzfeldt-Jakob)

 

Persone con antecedenti medici o familiari che comportano un rischio di contrarre TSE, compresi donatori che hanno subito il trapianto della cornea e/o della dura madre e/o che in passato sono stati curati con medicinali estratti da ghiandola Pituitaria umana;

-candidati donatori che hanno soggiornato nel periodo dal 1980 al 1996 per più di 6 mesi cumulativi nel Regno Unito;

-candidati donatori che hanno ricevuto trasfusioni allogeniche nel Regno Unito dopo il 1980

 

Assunzione di sostanze farmacologiche

Ogni antecedente di uso non prescritto di sostanze farmacologiche per via IM, EV o tramite altri strumenti in grado di trasmettere gravi malattie infettive, comprese sostanze stupefacenti, steroidi od ormoni a scopo di culturismo fisico.

Riceventi di xenotrapianti Comportamento sessuale

Persone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue

Alcolismo cronico

Criteri di esclusione temporanea del candidato donatore ai

fini della protezione della sua salute

In presenza di una delle sottoelencate patologie o condizioni il candidato donatore deve essere dichiarato temporaneamente non idoneo alla donazione di sangue o di emocomponenti per un periodo di tempo di durata variabile in funzione della patologia o condizione rilevata.

INFEZIONI: dopo malattia infettiva i donatori sono esclusi dalla donazione per almeno 2 settimane a decorrere dalla data della completa guarigione clinica. Si applicano tuttavia i seguenti periodi di esclusione per le infezioni indicate in tabella:

 

Glomerulonefrite acuta

5 anni dalla completa guarigione

Brucellosi 2 anni dalla completa guarigione

Osteomielite 2 anni dalla completa guarigione

Febbre Q 2 anni dalla completa guarigione

Tubercolosi 2 anni dalla completa guarigione

Febbre Reumatica 2 anni dopo la cessazione dei sintomi in assenza di cardiopatia cronica

Toxoplasmosi

Mononucleosi

Infettiva M. di Lyme 6 mesi dopo la data di guarigione

Febbre > 38° C 2 settimane dopo la cessazione dei sintomi

Malaria :

• individui che sono vissuti in zona malarica nei primi

5 anni di vita o per 5 anni consecutivi della loro vita;

• individui con pregressa malaria

• visitatori asintomatici di zone endemiche

 

Esclusione dalla donazione di sangue intero, emazia e piastrine per i 3 anni successivamente al ritorno dall’ultima visita in zona endemica a condizione che la persona resti asintomatica. E’ ammessa la donazione di plasma da inviare al frazionamento industriale

Possono donare plasma da inviare al frazionamento industriale 6 mesi dopo aver lasciato la zona di endemia

 

Virus del Nilo Occidentale (WNV)

28 giorni dopo aver lasciato una zona con casi di malattia nell’uomo nell’anno in corso nei periodi di endemia, 28 giorni

dopo la risoluzione dei sintomi in casi in cui il donatore abbia contratto un’infezione WNV

 

Viaggi in zone endemiche per malattie tropicali

3 mesi dal rientro (valutare lo stato di salute del donatore dopo il rientro)

 

Esposizione a rischio di contrarre un’infezione trasmissibile

con il sangue

 

4 mesi, dall’ultima esposizione al rischio

Esame endoscopico con strumenti flessibili

Spruzzo delle mucose con sangue o lesioni da ago

Trasfusioni di emocomponenti o somministrazione di emoderivati

Trapianto di tessuti o cellule di origine umana

Tatuaggi o body piercing

Agopuntura, se non eseguita da professionisti qualificati con ago usa e getta

Persone a rischio dovuto a stretto contatto domestico con persone affette da epatite B

Rapporti sessuali occasionali a rischio di trasmissione di malattie infettive

Rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV

Intervento chirurgico maggiore

 

Vaccinazioni

Virus o batteri vivi attenuati

4 settimane

 

Virus, batteri o rickettsie inattivati/uccisi

48 ore se il soggetto è asintomatico

 

Tossoidi 48 ore se il soggetto è asintomatico

 

Vaccini dell’Epatite A e B

48 ore se il soggetto è asintomatico e se non vi è stata esposizione

 

Rabbia

48 ore se il soggetto è asintomatico e se non vi è stata esposizione.

Se il vaccino è stato somministrato dopo l’esposizione, esclusione per 1 anno

 

Vaccini dell’encefalite da zecche

Nessuna esclusione se il soggetto sta bene e se non vi è stata

Altre esclusioni temporanee

Intervento chirurgico minore

1 settimana

 

Cure odontoiatriche

Cure di minore entità da parte di dentista o odontoigienista esclusione per 48 ore. (NB: l'estrazione, la devitalizzazione ed interventi analoghi sono considerati interventi chirurgici minori)

 

Terapie

Rinvio per un periodo variabile di tempo secondo il principio attivo dei medicinali prescritti, la farmacocinetica e la malattia oggetto di cura

 

Situazioni epidemiologiche particolari ( per esempio focolai di malattie )

Esclusione conforme alla situazione epidemiologica

 

Allergie a farmaci

Con particolare riguardo alla penicillina. Rinvio di un anno dopo l’ultima esposizione


Perchè donare il sangue?
Molto spesso la trasfusione è l’unica terapia in grado di salvare la vita umana (vedi gli emofilici, i trapiantati, i talassemici, i traumatizzati ecc.). Ogni anno, in parallelo con i progressi della scienza, aumenta il fabbisogno di sangue da trasfondere, ed esso si può ottenere solo dall’uomo.

Ma anche poiché si è meno esposti al “diabete 2”, non insulino- dipendente

Gli epidemiologi hanno da tempo osservato che la donazione periodica di sangue è associata ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente). Alcuni studi hanno, per esempio, investigato la correlazione tra depositi di ferro e sensibilità all’insulina in donatori di sangue e soggetti che non hanno mai donato sangue. In uno studio su 181 individui maschi, è stato dimostrato che i donatori che avevano eseguito almeno due donazioni di sangue, presentavano una maggiore sensibilità all’insulina ed una riduzione della secrezione dell’ormone, rispetto agli individui non donatori. La donazione abituale di sangue è quindi associata contemporaneamente con un aumento della sensibilità all’insulina e con una riduzione dei depositi di ferro. Tali depositi sembrano influenzare negativamente l’azione dell’insulina anche in soggetti sani, e non solo in individui con patologie classicamente correlate ad un accumulo di ferro come l’emocromatosi e l’emosiderosi. Tra l’altro, quest’evidenza clinica impone alla comunità scientifica una revisione del concetto di “eccesso” applicabile ai depositi di ferro nei soggetti sani. Questi dati suggeriscono, quindi, che la donazione periodica di sangue può esercitare un’azione protettiva nei confronti di patologie croniche molto gravi.
 
È opportuno sapere che l’emergenza sangue non è un fattore casuale ma continuo e quindi è necessario farcene carico tutti.

Qual è l'alimentazione corretta del donatore di sangue?

Oltre a seguire le linee guida di sana alimentazione la dieta del donatore dovrebbe considerare tre altre caratteristiche importanti:

  1. Deve essere ricca in ferro
  2. Deve essere povera in grassi
  3. Deve essere ricca in liquidi

Queste tre caratteristiche sono importanti soprattutto nei giorni precedenti la donazione e nel giorno stesso della donazione.
Ma vediamo ogni singola caratteristica.

  1. Dieta ricca in ferro.
    Quando si dona il sangue le riserve di ferro dell’organismo vengono temporaneamente diminuite. Ecco perché una dieta ricca in ferro, soprattutto nei giorni precedenti la donazione, può aiutare. Gli alimenti a maggior contenuto di Ferro sono la carne, il pesce, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie), alcune verdure come gli spinaci, i broccoletti, la rucola e il radicchio nonché albicocche nocciole e mandorle.

  2. Un'alimentazione povera in grassi è fondamentale soprattutto nelle 24 ore precedenti la donazione in quanto un eccesso di grassi alimentari nei cibi che consumiamo può determinare un innalzamento dei lipidi ematici e interferire con alcuni test che vengono effettuati sul sangue stesso. Attenzione quindi ai fritti, ai tagli di carne grasse, ai formaggi e ai salumi quali salame, pancetta, lardo ecc.

    Meglio optare, la sera precedente la donazione, per un sano menù mediterraneo con pasta o riso più verdure e una porzione di carni bianche (pollo o tacchino) alla griglia o del pesce. Evitare accuratamente le salse tipo maionese, i gelati, la panna, le patatine fritte, i dolci. 
    Da bandire ovviamente le cene ai fast food.

    Tra gli alimenti poveri in grassi andranno privilegiati la pasta e il riso, le verdure, la frutta, il pollame, il pesce.

  3. Dieta ricca in liquidi.
    Questo punto è particolarmente importante il giorno della donazione, nel giorno precedete e in quello successivo.
    Donare sangue determina una perdita di liquidi per il nostro corpo, perdita di liquidi che dovrà essere prontamente riequilibrata. La mattina della donazione occorre bere molta acqua, ottimi anche i succhi di frutta e le spremute purché non zuccherate. Attenzione inoltre alle bevande ricche in caffeina, tipo caffè o bibite tipo cola: la caffeina ha, a lungo andare, un’azione diuretica e contribuisce a disidratare il nostro corpo! Quindi sempre meglio della buona e dissetante acqua fresca! Tuttavia, in casi in cui il medico dovesse ravvisare un pressione arteriosa bassa in sede di visita pre-donazione potrebbe consigliare di bere un caffè appena prima di donare; questo serve a far aumentare leggermente la pressione, prima che cominci l’effetto diuretico.
    La corretta idratazione è fondamentale anche dopo la donazione: cercate nel pasto successivo di bere qualche bicchiere di acqua in più del solito. Anche i cibi possono aiutare a fornire liquidi: via libera quindi nel pasto successivo a zuppe, minestroni, verdure e frutta a volontà!
    Per ultima cosa un consiglio sulla colazione del giorno della donazione: anche se molte persone preferiscono recarsi a stomaco vuoto per donare il proprio sangue è bene ricordare che comunque è possibile fare una sana colazione! Questa dovrà essere ricca in liquidi e povera in grassi. Ottimi i succhi di frutta, le spremute, il tè poco zuccherato e le fette biscottate. Evitare brioche e cornetti alla crema o cioccolato perché troppo ricchi in grassi. Meglio inoltre evitare il latte e i latticini in genere.
    Secondo gli ultimi studi anche un piccolo snack salato negli attimi precedenti la donazione può aiutare a prevenire il calo di pressione arteriosa. Ecco quindi che piccoli salatini possono aiutare … ovviamente sempre accompagnati da abbondante acqua.
    Subito dopo la donazione è bene idratarsi in modo abbondante (per questo in sede di donazione viene consegnata un bottiglietta d’acqua da 500 ml) ed è possibile alimentarsi liberamente: attenzione però a non esagerare con i cibi solidi! Mangiare troppo abbondantemente e/o troppo velocemente provoca un maggior richiamo di sangue a livello dell’intestino cosa che, associata al salasso appena avvenuto, può causare una brusca caduta della pressione sanguigna.


COME ALIMENTARSI PRIMA DI DONARE E COSA EVITARE
"Alcuni consigli utili prima di recarsi a donare"

Come alimentarsi
Prima di donare è possibile bere acqua, caffè, orzo oppure un tè zuccherato accompagnati da 2/3 fette biscottate.
È concesso anche un succo di frutta.
Evitare accuratamente i cibi grassi, quali, ad esempio, latte e derivati, cappuccino, cornetti etc. etc.
Se malgrado le avvertenze non avete rispettato quanto indicato, sarà il medico dell'equipe sanitaria che deciderà, a seconda dei casi, se procedere, ritardare o rinviare ad altra data le operazioni di prelievo.
Al termine della donazione vi verrà offerta una colazione.
 
Cosa non dimenticare
Portare con se un documento di riconoscimento e il Codice Fiscale.
Per chi lo desidera, verrà rilasciato un attestato di donazione firmato dal medico dell'equipe, da consegnare al datore di lavoro.
Dopo circa 15/20 giorni da ogni donazione di sangue, il donatore riceverà i risultati di importanti esami clinici, spediti dal Trasfusionale all'indirizzo segnalato sul Questionario.


Quali sono i gruppi sanguigni e la compatibilità tra di loro?

Gruppi sanguigni
I gruppi sanguigni sono determinati dalla presenza di proteine specifiche sulla superficie dei globuli rossi. La loro comparsa nella formazione del globulo rosso è determinata geneticamente, quindi non può variare nel corso della vita di un individuo. Tali proteine si comportano come degli antigeni stimolando pertanto anche reazioni immunitarie. Ciò significa che se introduciamo in un soggetto dei globuli rossi non appartenenti al suo stesso gruppo, l’organismo che li riceve produce delle sostanze (anticorpi) in grado di combattere tali cellule, quindi una reazione di “rigetto”. Un anticorpo è una sostanza prodotta dal corpo umano per combattere e distruggere le sostanze estranee penetrate, integrandole nei complessi sistema di difesa dell’organismo. Tornando ai gruppi sanguigni, certamente tutti conoscono il sistema AB0 e il fattore Rh, ma oltre a questi ce ne sono altri meno noti come il Kell, il Lewis, ecc.
 
Il sistema AB0
In questo sistema esistono 4 gruppi sanguigni diversi: A, B, AB e 0 (zero). I quattro gruppi sono caratterizzati dalla presenza o dall'assenza delle proteine antigeniche (di cui sopra) A e B. Se su un globulo rosso (emazia) è presente la proteina A si ha il gruppo A, se è presente quella della proteina B il gruppo B; la presenza contemporanea dei due antigeni (A e B) caratterizza il gruppo AB, se non ne è presente nessuna si ha il gruppo 0 (La terminologia da noi utilizzata correntemente, cioè gruppo “zero” è in realtà una storpiatura dell’originale “O” dal tedesco “Ohne”, cioè “senza”, utilizzato da Landsteiner quando ha scoperto il sistema AB0). Poiché l'individuo riconosce come proprie solo le proteine che produce, e come estranee quelle che non produce, il sangue fabbrica degli anticorpi diretti contro gli antigeni che non sono presenti sulla superficie dei propri globuli rossi. É importante segnalare che questi anticorpi, detti naturali, non richiedono un contatto precedente con l'antigene per essere prodotti. Quindi, una persona del gruppo A avrà degli anticorpi anti B, una persona del gruppo B, anticorpi anti A e una persona del gruppo 0, anticorpi anti A e anti B, dato che né l'uno né l'altro sono presenti sulla superficie dei suoi globuli rossi. Un individuo del gruppo AB, che ha quindi entrambe le proteine antigeniche sulla superficie delle sue emazie, non fabbricherà degli anticorpi contro queste proteine; altrimenti, distruggerebbe i propri globuli rossi. Come conseguenza di quanto spiegato sopra, la donazione può avvenire:

Donatore di gruppo può donare ad un soggetto con gruppo
A A, AB
B B, AB
AB AB
0 A, B, AB, 0

Mentre un paziente può ricevere sangue solo dai donatori riportati nella tabella seguente:

Paziente di gruppo può ricevere ad un soggetto con gruppo
A A, 0
B B, 0
AB A, B, AB, 0
0 0

Come si può rilevare, parlando solo del sistema AB0, il gruppo 0 può donare a qualsiasi gruppo mentre può ricevere sangue solo dal proprio gruppo; mentre il gruppo AB, mentre può donare sangue solo al gruppo AB, può riceverlo da qualsiasi gruppo.

Il fattore Rh 
Sebbene chiamato “fattore”, la terminologia più corretta prevede che si parli anche in questo caso di “sistema”. Anche in questo caso si parla di una proteina presente o meno sulla superficie delle emazia. Se la proteina è presente si parla di Rh positivo (Rh+), se è assente si parla di Rh negativo (Rh-). Il nome di questa proteina deriva dal tipo di scimmia in cui fu individuato per la prima volta nel 1941 da Landsteiner e Wiener. Questi studiosi nel corso di ricerche comparative sul sangue dell'uomo e di alcune scimmie constatarono, dopo aver effettuato ripetutamente iniezioni di sangue di Macaco Rhesus (da qui il nome Rh) nel sistema circolatorio di coniglio, che il siero di quest'ultimo, messo a contatto con il sangue umano, agglutinava i globuli rossi dell'85% degli individui di razza bianca. Questo agglutinogeno fu detto fattore Rhesus e l'85% di individui bianchi le cui emazie vengono agglutinate da tale fattore sono detti Rh+ mentre l’altro 15%, Rh-. Quando si effettua in laboratorio la determinazione del gruppo sanguigno, nel fenotipo questa proteina viene indicata con la lettera D (maiuscola se presente, minuscola se assente). A differenza del sistema AB0, le persone Rh-negativo (che non hanno cioè tale proteina sulla superficie dei propri globili rossi) sviluppano un anticorpo diretto contro questo antigene solo in seguito a contatto con l'antigene D. La presenza o meno di questo antigene è fondamentale in gravidanza quando la madre sia Rh negativo e il feto Rh positivo. La trasfusione di sangue, oltre al gruppo, deve considerare anche il sistema Rh, come segue:

può donare a   può ricevere da
Rh positivo Rh positivo Rh positivo e Rh negativo
Rh positivo e Rh negativo Rh negativo Rh negativo

Alla luce di quanto sopra è facile capire che un donatore 0 negativo può donare sangue qualsiasi gruppo sia positivo che negativo, mentre può ricevere sangue solo da un donatore 0 negativo, mentre un donatore 0 positivo può donare a qualsiasi soggetto, purchè Rh+, ma può ricevere da qualsiasi donatore 0. Il soggetto AB+ può donare solo ai soggetti AB+ ma può ricevere sangue da qualsiasi gruppo sia positivo che negativo.


Quanto Sangue viene prelevato?

Il volume del prelievo di sangue è stabilito dal D.M. 15/01/1991 (articolo 10) ed è uguale a 450 millilitri, più o meno il 10%.Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire contemporaneamente sia un’adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l'assenza di complicanze per il donatore.


Quanto tempo occorre per reintegrare il Sangue?
Il recupero del plasma praticamente avviene entro pochi giorni per quanto riguarda la parte costituita dalle proteine ed entro poche ore per quanto riguarda l’acqua (essa rappresenta circa il 93% del plasma). Per quanto riguarda i globuli rossi, il nostro organismo li produce continuamente (i globuli rossi hanno una vita media di circa 120 giorni) per cui il recupero totale avviene entro 7-10 giorni. Però il midollo osseo produce globuli rossi giovani (neociti) che hanno una maggiore capacità di trasportare ossigeno: questo fatto compensa rapidamente la ridotta ossigenazione. 
In caso di donazione di sangue intero la perdita di piastrine e globuli bianchi non è significativa.

Il Sangue dalla "A" alla "Z"