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    • 2016-01-09 15:54:42

    Ricetta elettronica “nazionale”: cosa cambia nel 2016

    Ricetta elettronica “nazionale”: cosa cambia nel 2016

     

    Entra in vigore il dpcm del 14 novembre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre scorso. Ecco il percorso che renderà utilizzabile in tutta Italia la ricetta dematerializzata e gli ostacoli che devono essere superati

    di Redazione Aboutpharma Online 7 gennaio 2016 

     

    Anno nuovo, regole nuove per la ricetta elettronica che – grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 14 novembre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre scorso – sarà valida in tutte le farmacie italiane.  Il dpcm – spiega RifDay, il mattinale d’informazione curato dall’Ordine dei farmacisti di Roma – prevede che il prelievo dei medicinali, inclusi nei Livelli essenziali di assistenza, prescritti su ricetta dematerializzata a carico del Ssn, possa essere effettuato in qualsiasi farmacia pubblica e privata convenzionata del territorio italiano.

    Le nuove regole entrano in vigore con l’inizio dell’anno, ma restano ancora alcuni ostacoli da superare per una piena applicazione. Secondo stime recenti di Promofarma – braccio operativo di Federfarma sul terreno dei servizi – entro il primo semestre dell’anno la ricetta elettronica, al momento utilizzata in modo ancora disomogeneo nelle varie Regioni, dovrebbe raggiungere il 70-80% circa di utilizzo su base nazionale. Si renderanno però necessari – spiega in una nota riportata da RifDay il direttore generale di Promofarma, Daniele D’Angelo – “tempi tecnici, presumibilmente qualche mese” affinché tutto vada a regime e i cittadini possano utilizzare senza problemi la prescrizione farmaceutica ottenuta dal loro medico in i farmacia del Paese. In particolare, sarà necessaria la definitiva messa a punto in sede tecnica del software per il calcolo dei diversi ticket regionali, per far sì che la compensazione tra la Regione che ha erogato il farmaco e la Regione di residenza dell’assistito avvenga “secondo i criteri e le modalità specificamente previsti da un apposito Accordo interregionale per la compensazione per la compensazione della mobilità sanitaria”.

    La farmacia – prosegue RifDay -che eroga i medicinali prescritti su ricetta elettronica a un cittadino residente fuori Regione (riscuotendo il ticket, se dovuto, applicato nella Regione di appartenenza, che potrà conoscere collegandosi al sistema tessera sanitaria) chiede quindi il rimborso alla Asl territorialmente competente. La compensazione tra la Regione che ha erogato il farmaco e la Regione di residenza dell’assistito avviene “secondo i criteri e le modalità specificamente previsti da un apposito Accordo interregionale per la compensazione per la compensazione della mobilità sanitaria”.
    Per una fase transitoria, che non potrà andare oltre il 31 dicembre 2017, le modalità previste dal dpcm non si applicano a tutti i farmaci con piano terapeutico Aifa e ai farmaci distribuiti attraverso modalità diverse dal regime convenzionale.

    Sempre Promofarma, in una scheda, ha riassunto il percorso della ricetta farmaceutica elettronica nazionale, ricordando in primo luogo gli obiettivi del progetto: realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni, attribuzione e verifica del budget di distretto, farmacovigilanza e sorveglianza epidemiologica. Tutte le farmacie e tutti i medici sono già tecnologicamente in grado di trasmettere al ministero, con modalità asincrona, i dati dei circa 600 milioni di ricette erogate ogni anno, ma – spiega la società di Federfarma – ora “il nuovo ambizioso obiettivo della ricetta dematerializzata è quello di rendere sincrone tutte le attività di prescrizione da parte del medico e di  erogazione da parte della farmacia e, progressivamente, di eliminare i supporti cartacei.”

    I medici – precisa il mattinale dei farmacisti romani – non riceveranno più blocchi di ricette cartacee, bensì solo una serie di numeri. Sono i numeri delle ricette elettroniche (Nre), prodotti dal sistema centrale gestito da Sogei, che verranno assegnati alle Aziende sanitarie locali. Le Asl li forniranno ai medici sulla base degli attuali parametri e criteri utilizzati per la distribuzione dei ricettari cartacei. Il medico, per prescrivere un farmaco o una visita specialistica, si connetterà tramite il proprio Pc (ma in un futuro presumibilmente molto prossimo potrà essere un tablet o uno smartphone) al sistema di riferimento e, dopo essersi identificato, effettuerà la prescrizione on line utilizzando uno degli Nre a lui assegnati. Al Nre che decide di utilizzare, il medico assocerà il codice fiscale dell’assistito. Il sistema validerà il codice fiscale e tutte le informazioni di esenzione (per reddito e/o per patologia).a questo punto, il medico completerà la ricetta con la prescrizione del farmaco e, con un semplice clic, confermerà la generazione della ricetta elettronica sul server di Sogei. Quindi, il medico stampa e consegna all’assistito un “promemoria” che riporta Nre, codice fiscale, eventuali esenzioni e prescrizione. Il promemoria garantisce all’assistito la possibilità di ottenere il farmaco anche in caso di assenza di linea o in presenza di qualsiasi altro inconveniente legato all’accesso al server.

    Con il promemoria – conclude RifDay – l’assistito si reca in farmacia. La farmacia si collega al sistema mediante le chiavi di accesso rappresentate dal Nre e dal codice fiscale, accede alla ricetta elettronica ed eroga il farmaco. La farmacia completa l’operazione inviando al server di Sogei i dati relativi all’erogazione (prezzo del farmaco, ticket, sconti in favore del SSN, etc.) e i codici che individuano la singola confezione: codice Aic e codice “targatura”, cioè il codice seriale identificativo della singola scatola