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    • 2016-02-09 14:49:00

    Un test per rilevare le ferite infette in tempo reale

    Medicina scienza e ricerca

    Un test per rilevare le ferite infette in tempo reale

    Ricercatori della George Washington University scoprono un metodo a basso costo per rintracciare la presenza di alcuni batteri senza attendere l'esito della coltura. L'esame potrà permettere anche un uso più appropriato degli antibiotici, limitando la comparsa di resistenze

    di Redazione Aboutpharma Online 8 febbraio 2016 

     

    Nuovo test fai-da-te per scoprire in meno di un minuto se una ferita è infetta o meno. L’ha messo a punto un team di ricercatori della George Washington University che ha inventato il metodo per identificare le molecole prodotte da batteri (es. Pseudomonas) che solitamente infettano le ferite croniche. Gli esperti, coordinati da Victoria Shanmugam, hanno testato un sensore elettrochimico, economico e monouso, che rivela immediatamente la presenza dei batteri localizzando la piocianina (un pigmento antiobitico prodotto dal batterio e che rende blu le ferite infettate). Tale test ha permesso di identificare correttamente la presenza del microrganismo nel 71% dei casi e la sua assenza il 57% delle volte. La scoperta, nella sua semplicità, spalanca le porte a notevoli vantaggi terapeutici. “Poter rilevare lo Pseudomonas e altri organismi infettivi al momento della visita clinica – dice Victoria Shanmugam – migliorerà di molto la nostra capacità di prenderci cura dei pazienti. Non dovremo aspettare i risultati della coltura (almeno 24 ore) prima di decidere se e quale antibiotico usare”. Il metodo potrebbe offrire un nuovo strumento ai medici per rilevare infezioni alle ferite già al letto del paziente scegliendo, invece di antibiotici a largo spettro, dei farmaci più specifici e in tempi più rapidi, con costi minori e riducendo la possibile resistenza agli antibiotici.