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    • 2016-03-04 16:35:23

    In Toscana 12 casi di malattia invasiva da meningococco C nel 2016

    Regioni

    In Toscana 12 casi di malattia invasiva da meningococco C nel 2016

    Non si arresta l'ondata di casi di meningiti e sepsi iniziato nel corso del 2015 in alcune aree della Regione. Le raccomandazioni e il punto del ministero della Salute

    di Redazione Aboutpharma Online 3 marzo 2016

     

    Nel 2016, in Toscana, sono stati registrati 12 casi di malattia invasiva da meningococco C, di cui 4 con esito fatale. Un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco C, meningiti e sepsi, iniziato nel corso del 2015, in alcune aree della Toscana, che si sta protraendo anche nell’anno in corso.

    Nel 2015 sono stati segnalati al sistema di sorveglianza nazionale 31 casi, inclusi 6 decessi, contro i 2 del 2014 e i 3 del 2013. A fare il punto una nota del ministero della Salute, che ricorda le iniziative messe in campo dalla regione Toscana: misure di controllo immediate con chemioprofilassi dei casi e indagini epidemiologiche,e una campagna di vaccinazione che progressivamente ha esteso l’offerta vaccinale ad adolescenti, adulti e anziani, essendo stati registrati casi in tutte le fasce d’età.

    Sebbene al momento non sia stato registrato un andamento epidemiologico simile anche in altre aree del Paese, il ministero della Salute ha emanato la Circolare n. 5783 del 1° marzo 2016 contenente indicazioni alle Regioni per il rafforzamento della sorveglianza, al fine di monitorare la situazione anche sul restante territorio nazionale e, se necessario, implementare nuove strategie di controllo.

    Al momento non si è reputato necessario predisporre particolari raccomandazioni per le persone che si recano per viaggi occasionali nelle aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi – si legge nella nota – pur ribadendo che la frequentazione di locali molto affollati, per alcune ore, l’uso di alcol e l’abitudine al fumo durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori.

    Infine, si raccomanda alle Regioni di mettere a disposizione la vaccinazione, con le stesse modalità previste in Toscana, per quei soggetti che si rechino per lunghi e continuativi periodi in Toscana.