logo
EMA-ROMA su facebook
    • 2016-03-08 07:51:41

    L’ormone del parto, ossitocina, come nuovo analgesico contro il dolore

    Medicina scienza e ricerca

     

    L’ormone del parto, ossitocina, come nuovo analgesico contro il dolore

     

    Uno studio ha identificato i 30 neuroni responsabili del rilascio dell'ormone che sarebbero coinvolti nella percezione del dolore, aprendo quindi le porte all’utilizzo dell’ormone come analgesico

    di Redazione Aboutpharma Online 4 marzo 2016

     

    L’ossitocina, o ormone del parto, potrebbe essere utilizzato in futuro come analgesico. A dimostralo è uno studio appena pubblicato su Neuron che ha portato all’identificazione dei 30 neuroni responsabili del rilascio dell’ormone – noto già per il ruolo che svolge durante il parto,  favorendo le contrazione dell’utero – e coinvolti nella percezione del dolore. I risultati insomma dimostrano che l’ossitocina è coinvolta anche nella percezione del dolore infiammatorio. La ricerca, frutto di un gruppo di lavoro internazionale al quale ha partecipato anche l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, apre quindi la strada all’utilizzo di tale ormone come analgesico.

    “La ricerca ha permesso per la prima volta di identificare i neuroni responsabili del rilascio dell’ossitocina da cui dipende la regolazione della percezione del dolore a livello del midollo spinale” piega Bice Chini dell’In-Cnr e dell’Irccs Istituto clinico Humanitas. “In modelli sperimentali, si è visto che si tratta di circa 30 neuroni, situati in una regione del cervello, l’ipotalamo, dal quale inviano i loro prolungamenti fino alle sezioni più lontane del midollo spinale. Ed è qui che rilasciano questo ormone, che agisce regolando gli input dolorifici provenienti dalle aree periferiche del corpo”.

    I neuroni ipotalamici identificati nello studio provocano il rilascio dell’ormone anche nel sangue, attraverso un circuito collaterale, e lo stesso studio ha evidenziato che anche a questo livello l’ossitocina contrasta il dolore.

    Le tecniche usate per evidenziare l’effetto anti-dolorifico dell’ossitocina sono innovative e hanno previsto anche l’utilizzo di metodiche di optogenetica: “Mediante l’inserimento di sottilissime fibre ottiche è stato infatti possibile stimolare esclusivamente i 30 neuroni identificati e studiare così gli effetti analgesici legati al loro rilascio di ossitocina” continua Chini. “Va però precisato che l’azione rilevata non è ad ampio spettro: riguarda solo alcuni tipi di dolore, in particolare quello infiammatorio. È proprio nelle malattie infiammatorie, dunque, che si potrà utilizzare l’ossitocina come analgesico”.