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    • 2016-03-10 15:20:42

    Sospeso lo sciopero dei medici del 17 e 18 marzo

    Sanità e Politica

     

    Sospeso lo sciopero dei medici del 17 e 18 marzo

     

    Rinviato di 60 giorni. La decisione dopo l'incontro dei sindacati con i ministri Lorenzin e Madia. Al via tavoli di confronto su governance, formazione, valorizzazione dei professionisti e rinnovo dei contratti

    di Redazione Aboutpharma Online 9 marzo 2016

    medici

    Sospeso lo sciopero generale di 48 ore indetto dai sindacati medici per il 17 e 18 marzo. Ad annunciarlo i sindacati al termine dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi con i ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e con il sottosegretario Claudio De Vincenti. Lo sciopero non è stato annullato, ma rinviato di 60 giorni. Potrebbe, dunque, essere nuovamente proclamato nel mese di maggio.

    “Possiamo dire con soddisfazione che da oggi la sanità e la questione medica tornano nelle prime pagine dell’agenda di Governo”, afferma Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, commentando l’esito dell’incontro di oggi con l’Esecutivo. “Non stiamo battendo cassa per ottenere chissà quali aumenti, vogliamo soltanto far capire al Governo che tra tagli, demotivazione e marginalizzazione dei medici rischiamo di lasciare agli assistiti una sanità pubblica al tracollo. E credo di poter dire – prosegue Milillo – che le nostre preoccupazioni siano state questa volta condivise. Rispetto alle chiusure dei mesi scorsi – aggiunge – è un fatto positivo non essersi lasciati con una pacca sulle spalle, ma con l’impegno concreto ad aprire tavoli permanenti di confronto sulle questioni più spinose, coinvolgendo in futuro anche il Miur”.

    Una presenza, questa, che per il Segretario nazionale della Fimmg “dovrà consentire di risolvere i problemi della formazione pre e post laurea, a cominciare da una seria programmazione degli accessi alle specializzazioni per evitare di creare in futuro nuovi disoccupati. Così come è necessario che la specializzazione in chirurgia poggi su una maggiore esperienza sul campo. La decisione di costituire i tavoli di confronto va nella direzione giusta, ma ora è essenziale che il Governo passi ai fatti, garantendo la sostenibilità economica del sistema sanitario pubblico, formalizzando nero su bianco la disponibilità di 4 miliardi di risorse aggiuntive annunciata per ora solo via etere dal ministro Lorenzin. Risorse che servirebbero innanzitutto ad eliminare la piaga del precariato medico, che di certo non favorisce la qualità delle cure. Così come il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia, scaduta da oltre sei anni, può essere l’occasione buona per migliorare la presa in carico dei pazienti, garantendo soprattutto la continuità assistenziale ai malati cronici”.

    Le associazioni sindacali incontreranno di nuovo il ministro della Salute lunedì 14 marzo per continuare il confronto sui temi che stanno a cuore ai medici. In particolare, “nel prossimo incontro si parlerà – ricorda Riccardo Cassi, presidente Cimo – di formazione e accesso dei professionisti al servizio sanitario nazionale”.

    “La disponibilità del Governo apre un processo importante – aggiunge Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed, durante la conferenza stampa unitaria organizzata dai sindacati – a partire da tre punti principali. In primo luogo la difesa della sanità pubblica, e quindi del diritto alla salute dei cittadini. In secondo luogo c’è stato il riconoscimento del ruolo dei medici e del lavoro che svolgono all’interno del sistema sanitario nazionale. Infine, c’è l’impegno alla presa in carico della questione del precariato medico e della formazione post-laurea come questione che riguarda la tenuta stessa del Ssn”. Dal Governo oggi sono stati presi impegni importanti, ma da verificare: “Vedremo poi i conti, alla prova del Mef e delle Regioni, perché oggi di soldi non si è parlato”, commenta Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici .

    Per Alessandro Vergallo, presidente nazionale del sindacato degli anestesisti e rianimatori  Aaroi-Emac, ora inizia “la parte più difficile del confronto”: “In caso di non mantenimento degli impegni governativi  – per quanto ci riguarda specificatamente in ordine ad un rinnovo contrattuale adeguato sia dal punto di vista normativo che economico, stabilizzazione dei precari e tutte le nuove assunzioni che servono, edizione di LEA che rispettino le reali potenzialità del personale in forza alle singole Unità Operative – trarremo le conclusioni necessariamente conseguenti e sapremo riprendere la nostra protesta in modo più incisivo”, si legge in una nota del sindacato.

    I 6 tavoli sulla “vertenza salute”

    A un comunicato congiunto diffuso nel pomeriggio, il compito di sintetizzare l’esito del confronto fra sindacati e governo: “Clima cordiale e costruttivo”, si legge nella nota in cui si spiega che le parti hanno condiviso “l’impegno a formulare una progettualità nazionale che, pur nel rispetto delle Regioni, metta la Sanità tra le priorità della propria agenda”.

    Nel corso della discussione – prosegue la nota – il Governo ha ribadito “l’esigenza di mantenere, all’interno di un percorso di cambiamento e di efficienza, la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, nel rispetto dei principi di universalità, solidarietà ed equità, confermando i livelli di finanziamento già disposti e promuovendo, con la collaborazione dei medici, una maggiore appropriatezza sia organizzativa che clinica, al fine di garantire su tutto il territorio nazionale – in modo omogeneo – un’effettiva erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, e una efficace ed efficiente allocazione delle risorse disponibili”.

    La “vertenza salute” sarà esaminata in futuro nell’ambito di “tavoli” dedicati a questi sei temi:

    1) Valorizzazione della professione medica, riconoscendole il ruolo centrale nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti, nonché nella governance delle strutture sanitarie, ospedaliere e di medicina territoriale, assicurando l’autonomia tecnico-professionale e la correlata responsabilità

    2) Coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali – con le Regioni, i Ministeri della Salute, dell’Istruzione, università e ricerca e dell’economia e delle finanze – nella stesura, relativamente all’attuazione del Patto della salute 2014/16, dell’art. 22, per ciò che riguarda gli sviluppi professionali di carriera, la valorizzazione delle risorse umane, i rapporti con le altre professioni sanitarie

    3) Definizione delle tipologie di contratti flessibili compatibili con l’attività sanitaria all’interno della P.A., in coerenza con la disciplina UE di riferimento; percorsi di stabilizzazione graduale del personale precario; regolamentazione dei fenomeni di esternalizzazione delle attività sanitarie da parte delle strutture ospedaliere; verifica del tetto di spesa per il personale

    4) Riforma del sistema di formazione, pre e post laurea, dei medici e dei dirigenti sanitari, in sinergia con il MIUR e il Ministero della salute

    5) Avvio con la vigilanza dei ministeri competenti, previa definizione delle aree contrattuali e dell’atto di indirizzo, delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e dell’accordo collettivo nazionale, quali strumenti di governo e innovazione del sistema sanitario

    6) Verifica con le Regioni e col Mef in sede di Conferenza Unificata dell’ambito applicativo del comma 236 della legge di stabilità 2016.