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    • 2016-04-24 14:44:47

    Corruzione in sanità, intesa ministero-Anac: da settembre controlli nelle Asl

    Corruzione in sanità, intesa ministero-Anac: da settembre controlli nelle Asl

     

    Lorenzin e Cantone siglano un protocollo di intesa. Istituita una task force che - insieme ad Agenas e Nas - effettuerà controlli nelle aziende sanitarie. L’obiettivo è verificare la reale applicazione del Piano nazionale anticorruzione

    di Redazione Aboutpharma Online 21 aprile 2016

     

    Arriveranno a settembre nelle aziende sanitarie italiane i controlli di una Task force, istituita da ministero della Salute e Anac, che verificherà l’applicazione del Piano nazionale anticorruzione (Pna). Lo hanno annunciato oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, dopo aver sottoscritto un protocollo d’intesa. “Si dà così attuazione – commenta il ministro – alla parte relativa ai controlli, perché il rischio è che le norme non abbiano applicazione nei territori. La task force, composta da Carabinieri dei Nas e ispettori del ministero e dell’Anac, ha proprio l’obiettivo di verificare che i protocolli anticorruzione siano applicati”. Questa, ha precisato, “non vuole essere una fase repressiva ma di prevenzione. Dobbiamo cioè cambiare l’approccio culturale perché a volte non c’è neppure consapevolezza che non si stiano rispettando le regole o che ci siano comportamenti lesivi”.

    Il protocollo prevede un impegno comune per attività di “verifica, controllo e valutazione anche sul campo, avvalendosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas)”, dell’attuazione dei piani di prevenzione della corruzione. Presso l’Anac, “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, sarà istituito un registro del personale ispettivo con i requisiti richiesti. Nasce anche il gruppo del Nucleo operativo di coordinamento (Nuoc) che sarà composto da tre rappresentanti del ministero della Salute, di Anac e Agenas, e svolgerà funzioni di supporto per le attività ispettive. Il protocollo avrà la durata di 36 mesi ma un primo bilancio dei risultati ottenuti, ha sottolineato Cantone, si avrà entro la fine dell’anno.

    Secondo il numero uno dell’anticorruzione sono “varie le situazioni a rischio di corruzione nella sanità, dalle liste di attesa alle nomine, dagli appalti ai conflitti di interessi tra medici e aziende”. Un terreno fertile per il malaffare, quello della sanità, grazie ai “grandi interessi economici che girano interno”, sottolinea. Quanto ai numeri sulla corruzione, che alcune stime valutano in circa sei miliardi l’anno per il solo settore sanità, Cantone invita ancora una volta alla cautela: “Come tutte le attività illecite  è difficile calcolare l’impatto reale del fenomeno, ma su questo stiamo lavorando e un’idea è quella di utilizzare le competenze dell’Istat per arrivare ad una valutazione”.

    Il protocollo d’intesa firmato oggi ”non certifica l’esistenza di un sistema malato dalla testa ai piedi ma, al contrario, la volontà delle istituzioni e della parte più sana del Ssn, che è la maggioranza, di allearsi tenacemente per stanare i pochi intrusi ed espellerli dal sistema prima ancora che possano provocare danni”. Ne è convinto Francesco Bevere, direttore generale di Agenas, che spiega così il ruolo dell’agenzia nell’attività della task force: “Agenas sarà lo strumento tecnico di raccordo per cooperare nelle attività di verifica e monitoraggio anche sul campo, ampliando e integrando la propria mission istituzionale di affiancamento delle regioni e delle aziende sanitarie nel percorso di miglioramento delle performance cliniche, economiche ed amministrativo-gestionali”. L’Agenas, inoltre, ”investirà ancora nella formazione di professionalità specifiche – ha aggiunto – affinché come in un lavoro di squadra, tutti insieme, si possano individuare strumenti e metodi per mettere in sicurezza il sistema sanitario da rischi corruttivi”.

    L’iniziativa di ministero e Anac piace ad Assobiomedica, l’associazione che riunisce le aziende produttrici di medical device, che in una nota interpreta “il segnale forte lanciato oggi” come uno stimolo importante “per aggredire le inefficienze generate da una gestione poco etica e trasparente della sanità”.

    “Le imprese associate ad Assobiomedica – ricorda il presidente, Luigi Boggio – da anni si sono dotate di un codice etico e di modelli di organizzazione, gestione e controllo al loro interno per arginare episodi di corruzione, attuando procedure specifiche di vigilanza e attività di formazione rivolte ai propri collaboratori. Comportamenti poco etici introducono una distorsione della concorrenza sul mercato che fa male alle imprese”. Sempre nell’ottica di “leale e trasparente collaborazione tra attori del sistema”, Boggio ricorda infine “i protocolli d’intesa sottoscritti negli ultimi anni con diverse società scientifiche per collaborare in modo etico anche e soprattutto nella formazione medico-scientifica”.