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    • 2016-09-20 17:23:55

    Fondazione Gimbe: “Basta tagli, è arrivato il momento di investire sulla salute degli Italiani”

    Sanità e Politica

    Fondazione Gimbe: “Basta tagli, è arrivato il momento di investire sulla salute degli Italiani”

    Il presidente Cartabellotta: “Di fronte al Pil che cresce meno del previsto e a un sistema sanitario ormai allo stremo, ostinarsi a utilizzare la sanità come un bancomat al portatore è da parte del Governo una scelta autodistruttiva"

    di Redazione Aboutpharma Online 19 settembre 2016

     

    È arrivato il momento di investire sulla salute degli Italiani. A lanciare il monito al Premier Matteo Renzi e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan è la Fondazione Gimbe, il cui presidente, Nino Cartabellotta, afferma: “Di fronte al Pil che cresce meno del previsto e a un sistema sanitario ormai allo stremo, ostinarsi a utilizzare la sanità come un bancomat al portatore è da parte del Governo una scelta autodistruttiva. Perché piuttosto non giocare la carta della tutela della salute, offrendo a 60 milioni di cittadini un segnale concreto di voler finalmente rimettere al centro dell’agenda politica il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e l’intero sistema di welfare? Perché anzi non investire più dei 2 miliardi di euro previsti, parametrando l’incremento del finanziamento pubblico con la capacità delle Regioni di recuperare risorse da sprechi e inefficienze?”.

    Ancora una volta, alla vigilia della Legge di Stabilità, le stime sul finanziamento del Ssn vengono progressivamente riviste al ribasso dalle irrealistiche previsioni del Def 2016, l’incremento è sceso ai 2 miliardi di euro richiesti dalle Regioni e promessi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sino a una ulteriore riduzione ipotizzata alla luce delle ultime stime sul Pil rese pubbliche dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – si legge in una nota Gimbe – Il Premier Renzi ha immediatamente smentito l’ipotesi di nuovi tagli, senza tuttavia fornire alcuna certezza sull’entità delle risorse che il Governo metterà sul piatto nella Legge di Stabilità, mentre la Lorenzin ribadisce la certezza dei 113 miliardi di euro per il 2017.

    “In questo contesto di progressivo definanziamento della sanità pubblica – continua Cartabellotta – accanto al crescente disagio di cittadini, pazienti, professionisti e operatori sanitari si sono consolidate inequivocabili evidenze sulle diseguaglianze regionali, sulla scarsa qualità dell’assistenza, sulle difficoltà di accesso alle prestazioni, sulla rinuncia dei cittadini alle cure e, per la prima volta in Italia, si è ridotta l’aspettativa di vita”.

    Tagli e mancati aumenti hanno fatto rotolare l’Italia sempre più giù nel confronto con gli altri Paesi: la percentuale del Pil destinata alla sanità è inferiore alla media dei paesi Ocse; la spesa sanitaria pubblica è inferiore a quella di Finlandia, Regno Unito, Francia, Belgio, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Olanda; tra i Paesi del G7 siamo ultimi per spesa pubblica e spesa totale, ma secondi solo agli Usa per spesa out-of-pocket. “Questi dati – continua il presidente Gimbe – testimoniano che negli anni, per legittime esigenze di finanza pubblica, i Governi hanno progressivamente ridotto il finanziamento del Ssn e scaricato la spesa privata sui cittadini, ignorando le raccomandazioni dell’Ocse che richiamava il nostro Paese a garantire che gli sforzi in atto per contenere la spesa sanitaria non intaccassero la qualità dell’assistenza”.