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    • 2016-12-16 10:45:37

    Rapporto Sic, l’allarme di Senior Italia sulla spesa sanitaria a carico delle famiglie: 110 euro al mese sono troppi

    Aziende

     

    Rapporto Sic, l’allarme di Senior Italia sulla spesa sanitaria a carico delle famiglie: 110 euro al mese sono troppi

     

    Presentato oggi a Roma il decimo rapporto “Sanità in cifre”: per i cittadini aumenta “pesantemente” la spesa destinata a farmaci e prestazioni. Preoccupazione anche per la carenza di personale sanitario

    di Redazione Aboutpharma Online 15 dicembre 2016

     

    “La sanità ci è costata, di tasca nostra, il 15% in più, passando da una media di 95 euro a 110 euro mensili. Cifre estremamente pesanti”. È questa la preoccupazione principale che emerge dal decimo “Rapporto Sic: la sanità in cifre 2015” secondo Roberto Messina, presidente di Senior Italia-Federanziani. I costi, prima di tutto, e poi le carenze organizzative della sanità pubblica: “Siamo spaventati perché avremo meno medici e operatori. Solo in un anno abbiamo perso, non sostituiti, 26mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale”.

    Out of pocket. Le famiglie italiane, secondo i dati del Rapporto dell’Istat sulla “Spesa per i consumi delle famiglie” citato nel report di Senior Italia, spendono di più per le prestazioni sanitarie e i servizi che riguardano la salute. Nel 2014 si è speso in media 109,45 euro al mese contro i 95,63 euro del 2013, con un aumento pari al 15%, passando da circa 1.147,5 a 1.313,4 euro all’anno, ben 166 euro in più. Il 4,4% della spesa totale delle famiglie è destinato ai servizi sanitari e alle spese per la salute, in crescita dal 3,9% di un anno prima.

    Ssn ridimensionato. Quanto all’organizzazione della sanità pubblica, i dipendenti del Servizio sanitario nazionale sono scesi di 16.523 unità tra il 2010 e il 2012. Dato evidentemente legato alle politiche di contenimento della spesa e al blocco del turn over.

    La spesa sanitaria. Ampio spazio è dedicato nel Rapporto Sic alle dinamiche della spesa sanitaria. Nello specifico, la spesa sanitaria corrente di Conto Economico è passata da 96.137 a 111.186 milioni di euro dal 2005 al 2015, con un incremento in valore assoluto pari a 15.049 milioni ed un tasso di crescita medio annuo dell’1,5%. Negli ultimi anni la spesa sanitaria ha continuato a crescere, ma i ritmi di questo incremento hanno subito rallentamenti: si tratta – sottolinea Senior Italia- dei “ primi risultati del processo di responsabilizzazione attuato per vincere la sfida dei sistemi sanitari nell’assicurare un’offerta sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione sempre più longeva”. La maggior parte delle risorse viene assorbita dalle prestazioni sociali in natura (beni e servizi da produttori market) per il 35,4%, e dai redditi da lavoro dipendente per il 31,3%.

    I farmaci. Nel 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 28,9 miliardi di euro, di cui quasi il 76,3% rimborsato dal Ssn. La spesa farmaceutica privata è aumentata del 13,45% in 5 anni, passando da 6.046 nel 2010 a 6.859, mentre l’aumento tra il 2014 e il 2015 è stato quasi del 3%.
    L’aumento ha interessato tutte le categorie di farmaci acquistabili out of pocket: i medicinali di classe A (+3,1%) acquistati privatamente, classe C acquistati con ricetta (+2,1%), e automedicazione (+4,7%). In altre parole la razionalizzazione della spesa pubblica ricade inesorabilmente sul cittadino privato, e questo potrebbe avere effetti anche sugli esiti clinici associati alle terapie farmacologiche.
    Le fasce di età superiori ai 64 anni evidenziano una spesa pro capite per i medicinali a carico del Ssn fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale. Inoltre, per ogni cittadino “senior” il Ssn deve affrontare una spesa farmaceutica oltre 6 volte superiore rispetto alla spesa media sostenuta per soggetti più giovani.

    Lo scenario demografico. Infine, uno sguardo ai processi demografici che inevitabilmente generano ricadute sul sistema sanitario. Se la popolazione appare in lieve diminuzione, molto marcato è il processo di invecchiamento della stessa, con un aumento della speranza di vita alla nascita e dell’indice di vecchiaia. In Italia, a fronte di una diminuzione della popolazione, che al 31 dicembre del 2015 risulta essere diminuita di 130.061 unità rispetto allo stesso periodo del 2014, prosegue l’inesorabile processo di invecchiamento, con la speranza di vita alla nascita che per i maschi è pari a 80,2 anni (era 79,8 nel 2013), mentre quella delle femmine è pari a 84,9 anni (84,6 anni nel 2013). L’indice di vecchiaia, dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni, l’indicatore che meglio sintetizza il grado di invecchiamento della popolazione, al 31 dicembre 2014 è pari al 157,7 per cento, ancora in crescita rispetto all’anno precedente (154,1). L’età media degli italiani nel 2014 è 44,4 anni. L’aumento della proporzione di popolazione anziana determina una serie di cambiamenti dal punto di vista epidemiologico, come l’aumento di incidenza e prevalenza di patologie croniche e tumori.