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    • 2017-01-12 21:06:31

    Mai tante donazioni di organi come nel 2016. E si accorciano le liste d’attesa per i trapianti

    Medicina scienza e ricerca

    Mai tante donazioni di organi come nel 2016. E si accorciano le liste d’attesa per i trapianti

    I donatori sono stati 1.596 contro i 1.489 del 2015. Più di tremila i pazienti trapiantati. Finora tre casi di "donazione samaritana". Ecco i nuovi dati presentati oggi dal Centro Nazionale Trapianti al ministero della Salute

    di Redazione Aboutpharma Online 10 gennaio 2017

     

    Un anno eccezionale per le donazioni di organi e i trapianti in Italia. Nel 2016 abbiamo avuto 1.596 donatori contro i 1.489 dell’anno precedente e 1.282 di dieci anni fa. Ed è cresciuto del 13% il numero di pazienti trapiantati: 3.736 contro i 3.327 del 2015. Sono questi i dati principali forniti oggi dal Centro nazionale trapianti (Cnt) durante la presentazione del report di attività 2016 al ministero della Salute. La regione più ‘generosa’ si conferma la Toscana, con in generale il Nord che supera il sud per donatori pro capite. Al contrario le “opposizioni” alla donazioni (stabili intorno a una media nazionale del 30%) sono presenti di più nel Mezzogiorno.

    I numeri dei trapianti. Il trend positivo è confermato anche dall’aumento dei “donatori utilizzati”, che superano per la prima volta quota 1.300 contro i 1.165 del 2015. Quanto ai trapianti effettuati, l’incremento di attività vale un po’ per tutti gli organi, che si attestano su questi dati: 2.086 per il rene, 1.235 per il fegato, 267 per il cuore, 154 per il polmone e 69 per il pancreas. Tra i “donatori utilizzati” si registrano “finalmente – sottolinea il Cnt – diverse donazioni dopo accertamento di morte con criteri cardiocircolatori, cioè con una modalità che potrebbe ulteriormente sviluppare le donazioni ed i trapianti in Italia, come sta avvenendo nelle principali nazioni europee”. Le donazioni a “cuore fermo (DCD)” sono passate da 9 a 21 tra il 2015 e il 2016, mentre i trapianti da 6 a 13.

    Liste d’attesa. Tra le buone notizie, i numeri sulle liste d’attesa: per la prima volta la lista del rene e quella del polmone sono in diminuzione rispetto all’anno precedente (circa 300 pazienti in meno nel primo caso). Al 31 dicembre 2016, i pazienti in lista di attesa sono 8.856: la maggior parte di questi per ricevere un trapianto di rene (6.598); 1.041 di fegato, 742 di cuore e 346 di polmone.

    Donazioni “samaritane”. Nel 2016 – spiega il ministero – sono state realizzate anche due catene di trapianti di rene da vivente in modalità cross-over innescate da una “donazione samaritana”. L’ultima catena si è sviluppata tra dicembre 2016 e gennaio 2017: grazie al terzo donatore samaritano nel nostro Paese, sono state coinvolte 5 coppie donatore/ricevente incompatibili tra loro. I centri trapianto che hanno sviluppato questa catena di solidarietà sono stati 4 (Vicenza- Ospedale San Bartolo, Palermo- Ospedale Civico, Pisa- Ospedale di Cisanello e Parma- Ospedale Riuniti), in collaborazione la Polizia di Stato.

    Donatori di midollo osseo. Cresce anche l’attività di donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche: nel 2016, gli iscritti al Registro italiano donatori di midollo osseo (Ibmdr) sono stati 498mila contro i 469mila del 2015. I trapianti da donatore volontario adulto sono stati 742 (contro i 704 del 2015) mentre i trapianti da donatore familiare semi-compatibile (noto come trapianto aploidentico) sono stati 360 (mentre nel 2015 erano 338).

    L’impegno continua. Con il nuovo anno, ministero e Cnt puntano a rafforzare l’impegno sul fronte della comunicazione. Il primo obiettivo sarà sicuramente di provare a ridurre quel 30% di opposizioni alla donazione. Ai cittadini sarà ancora chiesto di esprimere il consenso alla donazioni di organi e tessuti in occasione del rinnovo della carta d’identità: con questa modalità, hanno detto “sì” 380mila cittadini in 1.350 comuni italiani. Infine, proseguirà la campagna “Diamo il meglio di noi”, iniziativa dedicata alle grandi organizzazioni pubbliche e private per diffondere tra i propri dipendenti la cultura del dono e aumentare il numero delle dichiarazioni di volontà. Con l’obiettivo di coinvolgere le Regioni e moltiplicare le iniziative sul territorio.

     

    Nota della Redazione del Sito

    Naturalmente siamo molto soddisfatti dai notevoli risultati conseguiti dalle organizzazioni Ospedaliere, con una delle quali, che opera presso l'Azienda Ospedaliera S. Camillo di Roma abbiamo un rapporto di collaborazione, aiutate da efficenti Associazioni di Volontariato, così come EMA-ROMA da sempre collabora con alcuni Trasfusionali di Roma.

    Ma a questa soddisfazione si contrappone la grande delusione causata dai risultati che invece da molti anni caratterizzano il settore "Donazioni di Sangue", tanto che da anni si parla di Emergenza Sangue. Risultato - i Trasfusionali degli Ospedali del Lazio e di Roma attualmente sono senza scorte di sangue, tanto che molti interventi chirurgici vengono rinviati.

    Perchè tanta differenza tra enti simili? Quali i motivi? Perchè manca costantemente un organo così vitale come il sangue destinato alla salute dei cittadini?

    Per inefficienza, disinteresse e scarsa professionalità dei responsabili. Esistono altri motivi quando le cose non funzionano? E come ricorrono ai ripari i responsabili, tra l'altro  ignorando la prevenzione che da anni invochiamo? Acquistando in continuazione importanti quantità di sacche e spendendo somme notevoli versate dai contribuenti, arricchendo i bilanci di altre Regioni meglio organizzate e meglio dirette! Formula non più facilmente praticabile, poichè anche altrove oggi esistono difficoltà di approvvigionamento.

    Da anni e con tutte le amministrazioni che si sono susseguite EMA-ROMA ha chiesto un incontro tra competenti, per affrontare il problema ed esaminare la proposta che abbiamo presentato più volte, l'unica che a nostro avviso può risolvere il problema e cioè, quella di coinvolgere in modo corretto e assiduo i circa sei milioni di abitanti residenti nel Lazio. Se da questo calcolo eliminiamo i non maggiorenni, coloro che hanno superato l'età che gli consente di donare (60 anni e 65 per i donatori abituali) coloro che non godono di buona salute, i timorosi, gli indifferenti, ecc, resta un serbatoio di candidati che, se infornati in modo corretto, possono garantire cisterne di sangue!

    Abbiamo persino inviato una copia del  "Piano annuale di Comunicazione" da noi proposto, dove elenchiamo i media da utilizzare e persino alcuni spot pubblicitari idonei. Consigliando persino l'utilizzo di un numero telefonico adatto (Es. il 060606 del Comune di Roma) dotandolo di un gingle particolare, che fornisca solo le prime nozioni importantie, quali - dove risiede e dove svolge la sua attività colui o colei che chiede chiarimenti, fornire gli indirizzi e gli orari di esercizio e le coordinate telefoniche dei Trasfusionali più vicini e quelli delle Associazioni di volontariato. In anni di attività abbiamo appurato che molti candidati che intendono intervenire non sanno neppure a chi rivolgersi e come muoversi!

    E' solo un inizio, ma è indispensabile e urgente iniziare. Esistono molteplici esempi della Solidarietà umana che gli italiani dimostrano ogni giorno aiutando il prossimo. Vogliamo ignorarlo?

    La Redazione del Sito