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    • 2017-01-28 14:36:21

    Mal di schiena cronico, dati real life promuovono ossicodone/naloxone contro dolore neuropatico

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    Mal di schiena cronico, dati real life promuovono ossicodone/naloxone contro dolore neuropatico

    Nello studio OXYNTA, condotto su 261 pazienti, la combinazione si è rivelata superiore del 55,5% al tapentadolo nel procurare sollievo dal dolore, ridurre la disabilità e migliorare la qualità di vita, a fronte di una buona tollerabilità

    di Redazione Aboutpharma Online 26 gennaio 2017

     

    Dati “real life” provenienti da uno studio su 261 pazienti con mal di schiena cronico associato a dolore neuropatico promuovono la combinazione ossicodone/naloxone. A confronto con tapentadolo, altro farmaco appartenente alla classe degli oppioidi, l’associazione si è rivelata superiore del 55,5% nel procurare sollievo dal dolore, ridurre la disabilità e migliorare la qualità di vita, a fronte di una buona tollerabilità. Lo spiega l’azienda Mundipharma in una nota, illustrando i dati dello studio OXYNTA.

    Lo studio – spiega Mundipharma – è stato condotto per 12 settimane in condizioni di vita “reale” su di età compresa tra 20 e 71 anni, inseriti nel German Pain Registry e affetti da lombalgia cronica con componente neuropatica e dolore moderato-severo, che non avevano tratto beneficio o avevano avuto effetti collaterali da precedenti trattamenti con altri analgesici. Sono stati randomizzati in cieco 128 pazienti al trattamento con ossicodone-naloxone e 133 hanno ricevuto tapentadolo. L’endopoint primario prevedeva una valutazione combinata di 6 parametri: 3 relativi all’efficacia (miglioramento del 30% del dolore, della disabilità e della qualità di vita) e 3 relativi alla tollerabilità (assenza di eventi avversi a livello del sistema nervoso centrale, no abbandono della terapia per effetti collaterali e funzionalità intestinale nella norma). Ossicodone/naloxone ha raggiunto l’endpoint primario combinato, dimostrandosi superiore a tapentadolo (39,8% contro 25,6%), con un incremento del 55,5% nel tasso di risposta dei pazienti. Questi risultati sarebbero riconducibili alla sua maggiore attività analgesica, che ha consentito di ottenere miglioramenti più significativi sul dolore, la disabilità e la qualità di vita. I profili di tollerabilità dei due farmaci sono stati sostanzialmente sovrapponibili.

    “I risultati dello studio – riassume Stefano Masiero, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Padova – hanno evidenziato che l’associazione ossicodone/naloxone non solo si è dimostrata non inferiore a tapentadolo e ben tollerata ma ha avuto un’efficacia analgesica superiore per quanto riguarda il miglioramento del dolore, della disabilità ad esso correlata e della qualità di vita. L’auspicio è che questi dati contribuiscano in futuro a ridurre abitudini prescrittive poco corrette e l’abuso di farmaci, soprattutto FANS, talvolta responsabili di serie complicanze, come quelle gastroenteriche o cardiovascolari”.

    “La lombalgia costituisce uno dei motivi più frequenti di ricorso al medico di medicina generale e determina da un minimo di 3,5 prestazioni a settimana a 2 visite al giorno”, aggiunge Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia. “Se in molti casi – aggiunge – può esserci, nella prima fase, una forma infiammatoria che giustifica l’uso per breve tempo di FANS o COXIB, in presenza di una componente neuropatica la terapia deve rapidamente orientarsi verso altri farmaci. Gli analgesici oppioidi sono stati a lungo ghettizzati a un utilizzo nel solo dolore da cancro. Negli ultimi anni, grazie alle semplificazioni introdotte dalla Legge 38 e a una maggiore cultura in materia, è cresciuta la fiducia verso questi farmaci da parte dei medici di famiglia, complice anche la disponibilità di nuove formulazioni, più maneggevoli e meglio tollerate, come l’associazione che unisce all’ossicodone il suo antagonista naloxone”.

    La lombalgia cronica – ricorda la nota di Mundipharma – è una tra le più comuni e invalidanti condizioni dolorose, colpisce quasi un adulto su quattro. Nel 20-35% dei casi, può presentare una componente neuropatica, dovuta alla compressione o lesione di un nervo, che rende particolarmente difficile la gestione del problema, richiedendo un approccio specifico con terapie in grado di agire su un dolore più intenso e di natura più complessa. “È fondamentale offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche che siano efficaci contro il dolore e, al tempo stesso, ben tollerate. L’impegno di Mundipharma va da sempre in questa direzione”, sottolinea Amedeo Soldi, Medical Director Mundipharma Pharmaceuticals.