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    • 2018-01-24 15:59:57

    Vendere farmaci online: le istruzioni punto per punto

    Vendere farmaci online: le istruzioni punto per punto

    Farmacie comprese, sono poco più di seicento le imprese autorizzate a distribuire sul web Sop, Otc, integratori, cosmetici e device. Il fatturato totale si aggira sui 150 milioni all’anno ma è destinato a crescere. Ecco come avviare un ecommerce di medicinali su internet (dal numero 154 di AboutPharma)


    Un fatturato di 150 milioni di euro l’anno: è questo il business generato dai 612 enti (tra farmacie ed esercizi commerciali) autorizzati dal ministero della Salute a vendere farmaci online. Un mercato, quello dell’ecommerce dei prodotti farmaceutici, destinato a crescere almeno per due motivi. Da un lato la capacità sempre più diffusa di utilizzare il web come canale di acquisto (più del 50% delle famiglie italiane ha almeno un componente capace di comprare online). Dall’altro l’invecchiamento della popolazione e la maggiore aspettativa di vita che portano ad aumentare l’attenzione verso tutti i servizi relativi alla salute. Così, dopo moda, food e gadget hi tech, nel carrello virtuale della spesa degli italiani finiscono i farmaci.

    Vendere farmaci online: le normative

    Il vendere farmaci online è regolato dall’articolo 112-quater del decreto legislativo n. 219 del 24 aprile 2006 e dalle circolari emanate dal ministero della Salute a gennaio e maggio del 2016, che disciplinano la procedura di richiesta di autorizzazione e le modalità di vendita su internet. Nelle norme è specificata innanzitutto la tipologia di medicinali ammessi alla vendita online. In Italia è possibile l’ecommerce per i farmaci senza obbligo di prescrizione (Sop) e i farmaci da banco (Otc), presenti in un apposito elenco disponibile sul sito dell’Aifa. È vietata invece la vendita sul web dei farmaci che necessitano di ricetta medica, per i quali è possibile l’acquisto solo in farmacie fisiche.

    Si possono inoltre acquistare su internet prodotti parafarmaceutici e omeopatici, salvo che il produttore abbia precisato che il medicinale può essere venduto solo dietro presentazione di ricetta medica. In tal caso può essere acquistato solo nei punti vendita fisici. L’ecommerce è vietato anche per i prodotti officinali. Pur non essendo obbligatoria la ricetta medica, gli articoli del decreto 219 che regolano l’attività del vendere farmaci online senza ricetta si riferiscono ai soli medicinali preparati industrialmente. La vendita di medicinali e prodotti farmaceutici mediante i servizi di ecommerce è consentita solo a farmacie, parafarmacie ed esercizi commerciali che hanno già ottenuto la licenza e l’autorizzazione da parte del ministero della Salute alla vendita sul territorio mediante i canali offline. È vietata invece la vendita di farmaci sul web ai distributori all’ingrosso di medicinali.

    Il mercato della vendita di farmaci online

    Secondo l’elenco del ministero della Salute, nel nostro Paese si contano 518 farmacie e 94 esercizi commerciali autorizzati a vendere farmaci online. In testa il Piemonte con 82 farmacie e 15 esercizi commerciali. Seguono la Lombardia con 80 farmacie e 7 esercizi commerciali e la Campania con 68 farmacie e 9 esercizi commerciali. “Se paragonato al commercio elettronico di settori già consolidati, come quello della moda il cui fatturato si aggira attorno ai 2 miliardi di euro annui, i 150 milioni derivanti dalla vendita di medicinali online possono sembrare un business ancora agli albori”, dice Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio che raggruppa le imprese del commercio elettronico.

    È però uno dei settori che sta suscitando grande interesse e per cui “si prevede una crescita annua del 25-30%. Nonostante oggi solo una decina tra le farmacie autorizzate raggiunga un fatturato di almeno 10 milioni di euro l’anno solo con il vendere farmaci online. Per le altre, invece, il fatturato non raggiunge il milione”, continua Liscia. Del resto, il giro d’affari delle farmacie online rappresenta ancora solo il 4% del mercato totale. A trainare le vendite sono soprattutto gli integratori (35%), seguiti da Sop e Otc (25%), cosmetici (20-25%), omeopatici (10%), dispositivi medici (6%).

    Chi acquista medicinali online

    Per quanto riguarda il profilo dell’utente medio, “negli ultimi due anni – continua il presidente di Netcomm – è cambiato notevolmente. Prima il web era il canale di acquisto utilizzato soprattutto da giovani tra 25 e 45 anni, con istruzione medio-alta e buona conoscenza dei dispositivi tecnologici. Oggi la diffusione dello smartphone ha permesso l’inclusione di cinquantenni e sessantenni tra gli utenti che sempre di più decidono di acquistare i farmaci online”. Il trend ha preso piede da una parte nelle grandi aree metropolitane, dove l’ecommerce è diventato un fattore culturale ed è entrato tra le abitudini del cittadino medio. Dall’altra, nei piccoli centri dove il commercio online ha risolto problemi relativi alla distribuzione. Chi non ha una farmacia sotto casa e chi non trova il prodotto desiderato nel punto vendita più vicino sceglie la via del web.

    L’iter per vendere farmaci online

    Il titolare della farmacia o dell’esercizio commerciale interessato ad avviare un’attività di commercio elettronico deve inviare una richiesta di autorizzazione all’autorità regionale competente. Una volta ottenuta, bisogna inviare al ministero della Salute la domanda di concessione del logo identificativo nazionale da esporre sul portale web, e di iscrizione della farmacia e del sito internet nel portale del ministero, dove è rintracciabile l’elenco dei siti autorizzati alla vendita online. Entro trenta giorni dalla richiesta, il ministero assegna al punto vendita richiedente il logo e il corrispondente collegamento ipertestuale che rimanda alla pagina del portale del ministero dove è stata inserita la farmacia con il sito autorizzato alla vendita online di farmaci senza ricetta.

    L’importanza del logo

    Il logo è un elemento fondamentale per la vendita online dei farmaci perché rappresenta uno strumento di tutela per il consumatore, che in ogni fase della procedura di acquisto può verificare se il venditore è un soggetto autorizzato o meno dal ministero della Salute. Nonché un mezzo di contrasto alla contraffazione dei farmaci e alla vendita illegale. “Aspetti di importanza fondamentale quando si parla di commercio elettronico dei farmaci”, afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia.

    L’altra faccia della medaglia: le farmacie web illegali

    La conferma arriva dai numeri: nel 2016 sono state bloccate oltre 20 mila farmacie sul web perché illegali; già 6 mila quelle chiuse nei primi mesi del 2017. “Quando in Italia abbiamo pensato alla possibilità di introdurre le farmacie online, ci siamo confrontati con il Governo perché fossero rispettate due condizioni. Innanzitutto la gestione dei portali da parte di professionisti che avessero già una farmacia. Navigando in rete si finisce spesso in siti che vendono prodotti non sicuri per la salute, che hanno principi attivi diversi rispetto alla corretta formulazione o che non sono stati conservati nel modo corretto. Vedendo il logo sul portale, i consumatori possono essere sicuri che dietro quella vetrina online c’è davvero una farmacia gestita da esperti del settore”, spiega Racca.

    In secondo luogo, Federfarma ha approvato il divieto della vendita online per i medicinali con ricetta medica. “È una scelta scaturita osservando alcuni comportamenti non corretti degli acquirenti. Spesso la gente cerca di acquistare i farmaci che non sono prescritti dal medico, né venduti dal farmacista. Come prodotti per la disfunzione erettile, medicinali per dimagrire o per gonfiare i muscoli. La distinzione tra farmaci con ricetta e farmaci senza è stata necessaria per salvaguardare la salute degli utenti”, continua il presidente di Federfarma Lombardia. Che puntualizza: “In questo modo abbiamo accolto nel nostro Paese una tendenza che non era possibile evitare. Cioè, l’utilizzo di internet nell’acquisto di prodotti, ma cercando di tutelare salute e sicurezza”.

    Le regole per vendere farmaci online

    Secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento, l’ecommerce dei farmaci ha regole che devono essere rispettate dal titolare della farmacia o del servizio commerciale che decide di avviare un’attività online. Regole che riguardano innanzitutto la struttura della vetrina virtuale. Il sito web va impostato distinguendo le pagine dedicate alla vendita di farmaci Sop e Otc – sulle quali deve comparire il logo identificativo nazionale – da quelle dedicate agli altri prodotti in commercio. Ovvero, parafarmaci, cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici, su cui non deve essere apposto il logo fornito dal ministero della Salute. Le diverse tipologie di prodotti, dunque, non possono essere messe in vendita sulla stessa pagina web. Nelle sezioni dedicate alla vendita di medicinali senza ricetta possono essere presenti fotografie o rappresentazioni grafiche dell’imballaggio esterno o del confezionamento primario del prodotto. Ma non è possibile lanciare alcun messaggio pubblicitario relativo allo stesso e al suo utilizzo.

    Le norme sui prezzi

    Un’altra regola per la vendita online riguarda il prezzo. Quello proposto per i farmaci senza ricetta deve essere obbligatoriamente lo stesso di quello praticato all’interno della farmacia. Un obbligo, questo, che non riguarda invece la vendita di tutti gli altri prodotti del settore. Pertanto, il prezzo online di un cosmetico o di un medical device, può differire da quello praticato in farmacia. È obbligatorio, poi, vendere online solo i medicinali già acquistati dalla stessa farmacia. In pratica, il farmacista può vendere in rete solo i medicinali senza ricetta di cui è già in possesso. Di conseguenza, nel caso in cui fosse sprovvisto di un prodotto richiesto online dal cliente, deve, prima di spedirlo, entrarne materialmente in possesso poiché, secondo quanto previsto dalla normativa, non può delegare il grossista a recapitarlo direttamente al cliente. Questa condizione riguarda anche le farmacie che detengono la licenza a operare in qualità di distributore intermedio.

    Vietata la vendita tramite app e marketplace

    Non è consentita la vendita mediante app per mobile. E sono vietati marketplace, siti web intermediari e piattaforme che dal prodotto scelto dall’utente possono risalire a un venditore selezionato dal sistema. Questi strumenti, infatti, pur essendo funzionali alla gestione online dei processi di acquisto, si pongono in contrasto con il principio che ammette le vendite online unicamente attraverso i siti dei soggetti autorizzati che devono coincidere con quelli presenti nell’elenco gestito dal ministero della Salute.

    Cosa stabilisce la legge riguardo al trasporto

    Un’ultima regola riguarda il trasporto dei medicinali venduti online. Questo deve essere effettuato secondo le linee guida contenute del decreto del ministero della Salute del 6 luglio 1999. Vanno trasportati in modo che non contaminino o siano contaminati da altri prodotti. E non devono essere sottoposti a calore diretto, freddo, luce, umidità o ad altre condizioni sfavorevoli che possano deteriorare il prodotto. I mezzi impiegati per il trasporto dei medicinali, inoltre, devono essere dotati, nel vano di trasporto, di impianti idonei a garantire una temperatura alla quale le caratteristiche del prodotto non vengano alterate.