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    • 2018-03-03 19:41:45

    Elezioni, farmaci generici e misure anti-spreco: l’appello dei veterinari

    Elezioni, farmaci generici e misure anti-spreco: l’appello dei veterinari

    In vista del 4 marzo l’Associazione nazionale dei medici veterinari lancia cinque proposte ai candidati. Una di queste riguarda il contenimento della spesa per i medicinali e lo “spacchettamento” delle confezioni

    elezioni

    Promuovere la diffusione dei farmaci generici veterinari e lo spacchettamento delle confezioni, il cosiddetto “bilsteraggio”. Da un lato, per contenere la spesa. Dall’altro per evitare sprechi, tutelare l’ambiente e favorire uno uso prudente dei medicinali, soprattutto nell’ottica di contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. È questa una delle richieste che veterinari italiani hanno indirizzato alle forze politiche in lizza per le elezioni del 4 marzo. Uno dei cinque punti sintetizzati in un documento di cui dà notizia “Anvmi Oggi”, il notiziario dell’Associazione nazionale dei medici veterinari italiani. Di questi temi si è occupati il Parlamento, unificando diverse proposte su generici e “cessione frazionata” dei blister in un testo unico, esaminato dalla Commissione Sanità del Senato. Le elezioni, però, hanno fermato l’iter.

    Prezzi alti

    Chi possiede un cane o un gatto lo sa bene: i farmaci per gli animali costano parecchio, molto di più di quelli per l’uomo. La spesa, poi, è tutta a carico del proprietario, perché a differenza dei “nostri” medicinali non è prevista la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. Esistono i generici, ma in pochi lo sanno e il tema è spesso fonte di equivoci. Per alcune differenze fondamentali tra generici destinati agli animali e quelli per uso umano. Innanzitutto per il modo in cui i primi vengono chiamati: i farmaci equivalenti veterinari spesso non sono chiaramente individuabili perché sono in commercio con denominazioni di fantasia. Poi, perché non esiste una norma che preveda l’obbligo per i medicinali generici veterinari di avere un prezzo di vendita inferiore di almeno il 20% rispetto all’originator.

    Altre proposte

    Le altre proposte di veterinari italiani riguardano valorizzazione della professione, la necessità di “politiche attive per il benessere degli animali allevati, per il contrasto delle resistenze antimicrobiche e per la promozione delle produzioni alimentari nazionali la neo istituita figura del veterinario aziendale, sulla base del ruolo ad essa riconosciuto dalle autorità sanitarie”. Chiedono, inoltre, di rivedere i Livelli essenziali di assistenza (Lea), spostando “su una rete di strutture veterinarie private già esistenti sul territorio nazionale, in regime di convenzione” l’erogazione di alcune prestazioni di medicina veterinaria di base agevolata ed Iva esente. E, infine, interventi sul piano fiscale: “Revisionare le aliquote Iva spostando le prestazioni veterinarie e gli alimenti per animali da compagnia in fascia agevolata; esentare dall’Iva le prestazioni di medicina veterinaria di base obbligatorie e ‘one health’; aumentare significativamente le detrazioni fiscali delle spese veterinarie inviate al Sistema tessera sanitaria”.