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    • 2018-03-26 21:59:40

    Scienza e ricerca, si rischia sempre più un’Europa a due velocità

    Scienza e ricerca, si rischia sempre più un’Europa a due velocità

    Disponibilità finanziarie, difficoltà a reperire le coorti dei pazienti, infrastrutture inadeguate. Secondo il report del Parlamento europeo sono questi alcuni dei problemi cronici dei Paesi orientali che non tengono il passo con le controparti occidentali. L'Italia è tra i Paesi più virtuosi


    C’è troppa differenza e si rischia un’Europa a due velocità e a farne le spese sono le scienze e la ricerca. A dirlo è un report del Parlamento europeo che mette in guardia da una divisione sempre più netta tra Europa occidentale e quella centro-orientale. Disponibilità finanziarie, difficoltà a reperire le coorti, infrastrutture inadeguate. Questi sono alcuni dei problemi a cui vanno incontro soprattutto gli Stati più giovani, quelli di Ue-13.

    Ue-15 contro Ue-13

    Per Ue-13 si intendono quegli Stati membri entrati a partire dal 2004: Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Tutti Paesi dell’est che, a quanto dice il Parlamento europeo, non reggono il confronto con il gruppo dei 15, ossia coloro che sono entrati prima.
    A intervenire per tamponare il gap ci penserà anche la Commissione europea, soprattutto in vista del progetto Horizon 2020. La bassa aderenza ai programmi di ricerca e sviluppo all’interno di questo progetto è causata soprattutto dalla governance, oltre da problemi cronici come la mancanza di infrastrutture. Senza contare la debolezza degli istituti di ricerca. Questo comporta una carenza di qualità dei progetti sottoposti alla comunità internazionale, molto più bassa rispetto a quelli francesi, italiani, spagnoli o inglesi.

    Ma manca anche l’internazionalizzazione

    Un altro elemento a sfavore è la mancanza di apertura verso scenari internazionali. Anche la preparazione degli scienziati e ricercatori presenta delle differenze notevoli. “Sarà vitale aumentare le opportunità per i ricercatori provenienti da quelle aree con un più basso livello di partecipazione a progetti internazionali, così da sviluppare nuove eccellenze”, dice il report.

    Spesa in R&S in rapporto al Pil nei Paesi Ue-13 tra il 1990 e il 2015. Fonte Eurostat

    Spesa in R&S in rapporto al Pil nei Paesi Ue-15 tra il 1990 e il 2015. Fonte Eurostat

    Gli investimenti in ricerca e sviluppo

    Nel periodo 1990-2015, i livelli di investimento in R&D (in rapporto al Pil) nell’Europa a 15 sono superiori rispetto a quelli dell’Europa a 13. Slovenia, Estonia e Rep.Ceca si avvicinano al livello medio di tutti i 27 Paesi. Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Uk e Lussemburgo spendono tanto quanto i Paesi dell’est. In occidente crescono Austria, Danimarca, Germania e Belgio. In oriente crescono Rep.Ceca, Slovenia, Estonia e Ungheria.