logo
EMA-ROMA su facebook
    • 2018-04-24 15:59:54

    Troppo basso il livello di digitalizzazione in farmacia

    Troppo basso il livello di digitalizzazione in farmacia

    Secondo uno studio dell'Università statale di Milano solo la metà dei farmacisti ha dimostrato di avere investito su una qualche forma di innovazione di processo nell’ambito della propria attività. Ma c'è un gap generazionale da superare. In questo senso gli over 50 comprendono meglio dei giovani le potenzialità delle nuove tecnologie


    Troppo basso il livello di digitalizzazione delle farmacie. Questo è quanto emerge da una ricerca sullo stato di digitalizzazione dei processi in farmacia in Italia, condotta dall’Università degli Studi di Milano, presentata a Bologna in occasione dell’edizione 2018 di Cosmofarma.

    I social

    Da una parte c’è la farmacia solo “social”. Appare la tipologia più diffusa al livello nazionale, si affida soprattutto a Facebook e WhatsApp. Dall’altro stanno crescendo le farmacie “a fiore”, quelle che mostrano un forte impiego di risorse sulle nuove tecnologie ma che spesso non riescono a cogliere in pieno i frutti della digitalizzazione. Infine le farmacie “per gemmazione”, che senza disdegnare la propria immagine social utilizzano la rete soprattutto per l’e-commerce. Il modello più evoluto è sicuramente quello “espanso”, con la farmacia che integra al meglio le dimensioni virtuale e fisica, valorizzando le proprie competenze distintive attraverso il mix di canali. La rete diventa quindi uno strumento per dare continuità all’esperienza di acquisto.

    Troppo pochi i farmacisti che investono in digitalizzazione

     

    Dall’indagine, che ha coinvolto quasi 200 professionisti su tutto il territorio italiano, emerge un panorama molto complesso. Solo la metà, ad esempio, ha dimostrato di avere investito su una qualche forma di digitalizzazione di processo nell’ambito della propria attività. La percentuale scende addirittura a poco più del 40% di chi ha effettivamente maturato una certa consapevolezza su strategia, tecnologie e risultati. A far muovere l’attenzione, specialmente dei titolari delle farmacie (73,5%), sulla digitalizzazione è nel 67% dei casi la necessità di guardare al domani. Per questo Facebook e WhatsApp diventano soluzioni imprescindibili già attivate rispettivamente dal 76% e 49% delle farmacie al fianco di canali tradizionali. Soprattutto la telefonata per il recall (56%) o l’Sms (58%).

    La differenza anagrafica: meglio gli over 50 che i giovani

    “La farmacia sta assistendo oggi all’espansione delle tecnologie digitali senza avere ancora sviluppato una visione organica d’insieme”, ha spiegato Laura Iacovone dell’Università degli Studi di Milano. “Esiste una differenza “anagrafica” tra i più giovani che dovrebbero essere attivi in questo senso e gli over 50 che invece, pur non utilizzando i social, ne intuiscono le potenzialità. Grazie ad uno spirito imprenditoriale e una capacità di visione riescono a innescare processi di riorganizzazione in grado di sfruttarne in pieno i benefici in un’ottica di integrazione e continuità”.