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    • 2018-04-30 18:19:39

    Infezioni ospedaliere, troppe le morti evitabili. E i costi si alzano

     

     

     

     

     

     

    Infezioni ospedaliere, troppe le morti evitabili. E i costi si alzano

    Il problema riguarda anche i vaccini in quanto, secondo il presidente dell'Iss Walter Ricciardi, solo il 15% dei medici e infermieri è vaccinato contro l'influenza e un operatore su 10 può ammalarsi di morbillo. Un caso di salute pubblica a cui bisogna trovare un rimedio


    Troppe infezioni ospedaliere che causano circa settemila morti. Tutte evitabili. Lo ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità durante l’inaugurazione del Master “Sepsi in chirurgia” al Policlinico Gemelli. “Questi decessi sono collegati a infezioni contratte in ospedali, con costi aggiuntivi pari a un miliardi di euro”.

    I costi aggiuntivi

    “I costi umanitari, sanitari ed economici derivano da una mancata prevenzione delle infezioni ospedaliere. Sono dovuti a comportamenti sbagliati, organizzazioni carenti e mancanza di prevenzione”, ha detto Ricciardi. Il presidente propone non solo un corretto lavaggio delle mani (che previene il 40% delle infezioni), ma anche una continua e precisa sterilizzazione.

    Troppo pochi gli operatori vaccinati

    Ma c’è un altro aspetto da considerare. Sempre secondo Ricciardi “un operatore su 10 può ammalarsi di morbillo e solo il 15% dei medici e infermieri è vaccinato contro l’influenza”. Un tasso molto alto che rischia di compromettere la salute dei pazienti nel primo luogo di cura. “Dobbiamo trovare il modo di affrontare il problema. Innanzi tutto con la convinzione. Ma dobbiamo fare di più.” Il riferimento va all’Emilia Romagna, regione che ha deciso di rendere obbligatorie le vaccinazioni pediatriche e degli operatori sanitari (nei reparti ad alto rischio). Poi una riflessione sulle politiche attuate dal ministero della Salute e dallo stesso Iss. Duro l’attacco di Ricciardi contro i no vax, accusati di provocare malattie infettivi ai loro figli.

     I vaccini aumentano

    Si ferma al 2017 il calo delle coperture vaccinali. L’Italia inverte la rotta e sfiora la soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il dato nazionale per l’esavalente (a 24 mesi) si attesta oltre il 95% in 11 Regioni e raggiunge una media nazionale del 94,95%, in crescita dell’1,21% rispetto al 2016. Ancora più marcato l’incremento per la prima dose contro il morbillo, che arriva al 91,68% con un +4,42% sull’anno precedente. È il primo bilancio degli effetti del decreto sull’obbligo della vaccinazione per l’accesso a scuola, trasformato in legge a luglio 2017. I tassi di copertura aggiornati sono stati presentati oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Dati positivi, ma che richiedono ancora uno sforzo per superare la soglia di sicurezza dell’Oms e le differenze regionali. Nel caso del morbillo (prima dose), soltanto una Regione (il Lazio) ha superato la soglia del 95%.