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    • 2018-06-25 03:53:47

    Nuovi dati per la terapia genica contro la beta talassemia

    Nuovi dati per la terapia genica contro la beta talassemia

    Sono stati presentati durante l’Eha i risultati di due studi clinici su LentiGlobin, terapia sviluppata da Bluebird bio. Alcuni tipi di pazienti (con genotipo non grave) hanno raggiunto l’indipendenza dalle trasfusioni. La domanda di autorizzazione prevista entro il 2018


    Ancora un passo avanti verso la terapia genica contro la beta talassemia. Nuovi dati arrivano dal Congresso della società europea di ematologia (Eha), dove Bluebird bio ha presentato i risultati di due studi. Il primo è il trial di fase I/II Northstar (HGB-204), giunto al termine, condotto su pazienti adolescenti e adulti affetti da beta talassemia trasfusione-dipendente (Tdt) con qualsiasi genotipo. Il secondo uno studio clinico multicentrico di Fase III Northstar-2 (HGB-207), ancora in corso, che sta testando la terapia genica sperimentale LentiGlobinTM per il trattamento di pazienti affetti da Tdt con un particolare genotipo (non β0/β0).

    Senza trasfusioni

    “I dati dei due studi indicano che un trattamento effettuato una sola volta con LentiGlobin potrebbe agire sulla causa genetica scatenante la Tdt” ha affermato David Davidson, Chief Medical Officer di bluebird bio. “Grazie al perfezionamento del processo di produzione, la maggior parte dei pazienti affetti dalla patologia con genotipo non β0/β0 è risultata trasfusione-indipendente e sta producendo un livello totale di emoglobina normale o quasi normale”.

    La β-talassemia trasfusione dipendente

    La β-talassemia è la malattia ereditaria del sangue più diffusa al mondo. Ne sono affetti circa 300 mila pazienti, di cui 6-7 mila solo in Italia. L’incidenza più alta si ha nelle due Isole maggiori, nelle regioni meridionali del Paese e nell’area del Polesine. ll 60-80% dei pazienti presenta normalmente una forma grave (talassemia major) che necessita di un trattamento trasfusionale regolare. Le trasfusioni, tuttavia, comportano dei rischi, tra cui l’inevitabile accumulo di ferro, che può causare danni a diversi organi e ridurre l’aspettativa di vita dei pazienti. Per questo vengono utilizzati anche farmaci per eliminare il ferro in eccesso. Questo particolare tipo di paziente è detto affetto da β-talassemia trasfusione dipendente.

    Maggior sicurezza ed efficacia

    La sicurezza e l’efficacia di LentiGlobin nei pazienti con Tdt sono state valutate nello studio di Fase I/II Northstar (HGB-204). Per migliorare gli esiti clinici, è stato impiegato un processo di produzione perfezionato per ottenere il prodotto farmaceutico LentiGlobin. Lo scopo dello studio di Fase III Northstar-2 (HGB-207), tuttora in corso, consiste dunque nel valutare la sicurezza e l’efficacia di LentiGlobin, attraverso il processo di produzione perfezionato, nei pazienti affetti da Tdt con genotipo non β0/β0.

    Cambiare la storia dei pazienti

    “Questi perfezionamenti – afferma ricorda Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia e medicina trasfusionale dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – hanno portato a livelli sempre più elevati del numero di copie del vettore virale in vivo e di emoglobina, osservati nei pazienti. Hanno determinato un miglioramento delle caratteristiche della terapia genica – continua il professore, che sta sperimentando la terapia partecipando allo studio Northstar-2– tali da portare alla prolungata indipendenza da trasfusioni nella stragrande maggioranza dei pazienti. I dati raccolti negli oltre tre anni nello studio Northstar indicano come  LentiGlobin potrebbe permettere alla maggior parte dei pazienti con genotipo non β0/β0 di raggiungere l’indipendenza da trasfusioni a lungo termine. Cambiando la storia naturale per numerosi pazienti.”

    Gli studi clinici condotti sinora

    “La terapia è stata sperimentata prima fuori dall’Europa – racconta Locatelli –  con uno studio (Hgb204) che ha coinvolto centri in Usa, Australia e Tailandia. Già con questo primo trial la larga maggioranza (8 su 10) dei pazienti con Tdt β+ (cioè soggetti che pur mostrando una dipendenza trasfusionale mostrano una produzione residua di emoglobina nell’ordine dei 3-5 gr/dL) hanno raggiunto indipendenza trasfusionale. Ora si stanno analizzando i dati di follow up a tre anni e mezzo dal trattamento. Sulla base di questi primi risultati promettenti, l’approccio di trasduzione delle cellule è stato ulteriormente rifinito e migliorato e sono stati avviati due altri studi. Il Hgb207 per i pazienti β+ e Hgb212, per i soli pazienti β0/β0, ossia portatori di un difetto genetico che comporta l’assenza completa delle catene β -globiniche. Ambedue gli studi sono stati estesi anche all’Europa con la partecipazione di 5 centri europei in Francia, Germania, UK e Italia a Roma, presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù”.

    Una domanda di autorizzazione entro il 2018

    La strada per presentare la domanda di autorizzazione alla commercializzazione nell’Unione Europea sembra vicina, come sottolinea Davidson, che spera di poterla presentare entro la fine dell’anno. “Nel frattempo continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con gli sperimentatori clinici e le autorità regolatorie per portare a termine i nostri studi clinici tuttora in corso. In modo da offrire ilprima possibile questa importante opzione terapeutica ai pazienti.”

    Dentro i percorsi di approvazione accelerata

    Bluebird bio sta sviluppando LentiGlobin con l’obiettivo di presentare domanda per ottenere le approvazioni di Fda ed Ema per il trattamento della Tdt e dell’anemia falciforme grave. Intanto LentiGlobin ha ottenuto lo stato di farmaco orfano dall’ente statunitense e da quello europeo per il trattamento della beta talassemia e dell’anemia falciforme grave. Inoltre in entrambi i casi è entrato a far parte dei rispetti percorsi di approvazione accelerata per il trattamento di queste patologie del sangue.