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    • 2018-06-25 03:58:57

    Farmaci falsificati, due terzi sono contro l’impotenza

    Farmaci falsificati, due terzi sono contro l’impotenza

    Presentata a Roma, durante la settimana nazionale contro la contraffazione, la campagna “La tua salute vale di +” a cura della Società italiana di urologia. Medicinali al secondo posto dopo il settore dell’abbigliamento.


    Il commercio di farmaci contraffatti, secondo i dati del Consiglio d’Europa, supera di 25 volte quello delle sostanze stupefacenti. Un problema molto rilevante, che rientra nell’economia sommersa di tipo criminale e dunque difficile da quantificare in modo esatto. A lanciare l’allarme è la Società italiana di urologia (Siu), che presenta la nuova campagna “La tua salute vale di +”, per sensibilizzare i cittadini e contrastare questo fenomeno a partire dall’acquirente, con una serie di iniziative tradizionali e social.  La campagna e alcuni dati sul mercato dei farmaci contraffatti sono stati presentati oggi a Roma, in occasione della settimana nazionale contro la contraffazione. Nelle farmacie e nei centri di urologia che collaborano con la Siu sarà distribuito un opuscolo che contiene un decalogo di comportamento molto chiaro e altre importanti informazioni.

    I numeri dei farmaci falsificati

    Quasi 18mila controlli, per oltre 2,4 milioni di confezioni e quattro milioni di fiale o compresse sequestrati, in totale 6,4 milioni di farmaci contraffatti tolti dal mercato in quattro anni (2013-2017) dal comando dei Carabinieri per la tutela della salute (Nas). Oltre 200 persone arrestate e 3.200 denunciate, quasi 2mila segnalate e 4.600 sanzioni amministrative comminate. Numeri imponenti a cui si sommano altri 7mila interventi di controllo nel 2018. Numeri enormi, che vedono spiccare per tipologia i farmaci per la disfunzione erettile o altre problematiche della sfera sessuale maschile. Secondo l’Aifa, la tipologia di farmaci più sequestrata in Italia è quella per il trattamento delle disfunzioni erettili (60-70% del totale). Seguono prodotti a base di tossina botulinica altri in cui gli integratori alimentari sono stati utilizzati per celare la presenza illecita di principi attivi farmaceutici.

    I canali di vendita

    In Italia, difficilmente i farmaci contraffatti trovano spazio nei canali di vendita legali, come le farmacie, ma le vendite illegali, in particolar modo sui siti web, continuano ad aumentare. “Non si tratta solamente di un problema economico, ma soprattutto di una minaccia alla salute pubblica – spiega Domenico Di Giorgio direttore dell’Ufficio qualità prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa – Nello specifico il mercato illegale dei prodotti per la sfera sessuale utilizza prevalentemente il canale web: i clienti si approvvigionano da siti pirata, o da sex shop e altri negozi non farmaceutici che si riforniscono dagli stessi siti. La rete di collaborazione strutturata da Aifa permette di evitare che prodotti pericolosi per la salute vengano offerti anche su piattaforme legali – come Facebook o Twitter – cui il paziente si rivolge con fiducia in considerazione dell’ampia notorietà che diviene sinonimo di affidabilità. La collaborazione già da anni implementata da Aifa con eBay ha portato, nel 2017, all’implementazione di misure di sensibilizzazione degli utenti eBay, alla rimozione di oltre 3.000 offerte sul sito italiano”.

    Cosa contengono

    A rischiare sono coloro che ne fanno uso, affidandosi necessariamente a canali distributivi non verificati, al web, al mercato nero. Nel recente rapporto “Illicit trade: converging criminal networks”(2016), si legge che il 32% dei farmaci contraffatti non contiene principi attivi, il 20% ne contiene in quantità non corrette, il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati, il 15,6% ha corrette quantità di principi attivi ma un packaging falso, l’8,5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti.

    L’iniziativa degli urologi

    “La Società italiana di urologia ha deciso di prendere una posizione forte sul tema della contraffazione per sensibilizzare la popolazione sui pericoli legati all’acquisto dei farmaci attraverso canali non ufficiali e senza il consiglio dello specialista – spiega Walter Artibani, segretario generale della Siu – Sono ancora troppi gli imbarazzi dei pazienti maschi nel parlare al medico delle difficolta` sotto le lenzuola insieme con l’illusione di poter disporre ad un prezzo sensibilmente più basso di farmaci altrimenti più costosi”.

    “I farmaci contraffatti – precisa Vincenzo Mirone, responsabile comunicazione della Siu – costituiscono un grave rischio per la salute pubblica. Nel migliore dei casi questi farmaci contengono un principio attivo senza alcuna efficacia, ma in molti casi questi farmaci contengono elementi pericolosissimi per la salute: le analisi svolte sui prodotti sequestrati hanno consentito per esempio di trovare vernici stradali e gesso, in alcuni casi sono state trovate tracce di arsenico e veleno per topi”.

    Miliardi in fumo

    Giulia Ponticelli, dirigente della Divisione II della Direzione generale alla per la lotta alla contraffazione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, suggerisce una riflessione sul peso economico della contraffazione: “Secondo una recente indagine dell’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (Euipo) – spiega – i prodotti contraffatti presenti sul mercato italiano causano, ogni anno, perdite per oltre 8,6 miliardi di euro. In Italia, i danni da contraffazione colpiscono, subito dopo il settore dell’abbigliamento, (oltre 3 miliardi di vendite perse, quasi il 7% del giro d’affari legale), proprio il settore dei farmaci (oltre 2,2 miliardi di perdite, pari all’8%). È quindi davvero importante un’iniziativa come questa, che mira alla sensibilizzazione dei cittadini-consumatori, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui rischi e sugli effetti della contraffazione nel settore farmaceutico, contribuire nella diffusione di un modello di consumo consapevole ed informato e, conseguentemente, depotenziare la domanda di beni contraffatti”.

    In campo le farmacie

    In campo anche le farmacie. Il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone, riassume così l’impegno dei farmacisti: “Partecipare attivamente allo sviluppo della capacità di autotutela del cittadino dai rischi del web, contribuendo a renderlo capace di difendere la propria salute. L’autenticità del farmaco e la sua sicurezza rappresentano per noi e per le nostre farmacie la prima garanzia di tutela della collettività sociale, per questo – conclude –  continueremo a combattere strenuamente e in ogni sede il fenomeno della contraffazione”.