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    • 2018-07-07 12:29:19

    Liste d’attesa, trasparenza sui tempi solo in cinque Regioni

    Liste d’attesa, trasparenza sui tempi solo in cinque Regioni

    A dirlo è uno studio della Fondazione Gimbe, analizzando i risultati preliminari di un monitoraggio indipendente sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa. Promosse Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta e P.A. di Bolzano


    La maggior parte delle Regioni italiane bocciate in materia di trasparenza sulle liste d’attesa. A dirlo sono i primi risultati di un monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa. Un’analisi che premia cinque Regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta e P.A. di Bolzano. E assegna una maglia nera a Campania, Molise e Toscana.

    L’iniziativa del ministro e lo studio Gimbe

    Lo scorso 14 giugno, in vista della predisposizione del nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla), il ministro della Salute Giulia Grillo ha inviato a Regioni e Province autonome una circolare finalizzata a raccogliere informazioni capillari sulle modalità di gestione delle liste di attesa e dell’attività libero-professionale intramuraria. “Considerato l’interesse del nuovo esecutivo per la spinosa questione dei tempi di attesa – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GImbe – abbiamo deciso di rendere noti i risultati preliminari del monitoraggio indipendente sugli adempimenti di Regioni e Province autonome”. Informazioni che, secondo quanto previsto dal cosiddetto “decreto trasparenza” (Dlgs 14 marzo 2013, n. 33), dovrebbero essere rese pubblicamente disponibili a tutti i cittadini.

    In questa prima fase dello studio, spiega la Fondazione, la ricerca dei documenti è stata effettuata sia tramite la consultazione diretta dei siti web istituzionali di Regioni e Province autonome sia tramite ricerche Google utilizzando varie parole chiave: “liste di attesa”, “liste d’attesa”, “tempi di attesa”, “tempi d’attesa”.

    Tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del Pngla 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa. Dopo la pubblicazione della prima versione, tali piani sono stati variamente aggiornati o integrati dal 2010 al 2018. Dai siti istituzionali emerge un quadro molto eterogeneo, riassunto così dalla Fondazione Gimbe:

    • Campania, Molise e Toscana non rendono disponibile alcun report.
    • Calabria, Lombardia e Umbria rimandano ai siti web delle aziende sanitarie, senza effettuare alcuna aggregazione dei dati a livello regionale.
    • 9 Regioni e una Provincia autonoma rendono disponibile solo l’archivio storico sui tempi di attesa con range temporali e frequenza degli aggiornamenti molto variabili: Provincia autonoma di Trento dal 2013 al 2017, Abruzzo dal 2013 al 2014, Friuli-Venezia Giulia dal 2009 al 2014, Liguria dal 2017 a marzo 2018, Marche da settembre 2014 a maggio 2018, Piemonte dal 2009 al 2017, Puglia da aprile 2012 a ottobre 2017, Sardegna da ottobre 2014 ad aprile 2018, Sicilia solo ottobre 2013, Veneto da gennaio 2017 ad aprile 2018.

    Solo 5 Regioni offrono sistemi avanzati di rendicontazione pubblica sui tempi di attesa:

    • La Provincia autonoma di Bolzano riporta per 58 prestazioni i tempi di attesa nelle aziende sanitarie riferiti ad un preciso giorno di riferimento del mese precedente (30 maggio 2018).
    • La Valle d’Aosta riporta i tempi di attesa nelle aziende sanitarie per oltre 100 prestazioni riferite al mese precedente (giugno 2018).
    • L’Emilia-Romagna, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere per 50 prestazioni il numero e la percentuale di prenotazioni erogate dalle aziende sanitarie entro i tempi massimi previsti. I report sono elaborati a cadenza settimanale dal gennaio 2016 e sono disponibili anche report storici dal gennaio 2015. Il sistema permette anche di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie.
    • Il portale della Regione Lazio offre per 44 prestazioni le stesse modalità di rendicontazione dell’Emilia Romagna, ma non permette di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie. I dati sono elaborati a cadenza settimanale a partire dal 21 maggio 2018, ma non è disponibile alcun archivio storico.
    • La Basilicata, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere in tempo reale i tempi di attesa per le prestazioni erogate da ciascuna azienda sanitaria e di consultare l’archivio storico 2014-2018 dei tempi medi di attesa per tutte le prestazioni in tutte le strutture sanitarie. Non consente, invece, di confrontare in tempo reale i tempi di attesa per singola prestazione tra differenti strutture.

    Un auspicio

    I risultati preliminari dello studio  dimostrano che la trasparenza sui tempi di attesa rimane in larga parte disattesa dalle Regioni. “Al fine di contrastare questo inaccettabile livello di mancata trasparenza – conclude Cartabellotta – la Fondazione Gimbe auspica che il nuovo Piano nazionale per il governo delle liste di attesa definisca criteri univoci per rendicontare pubblicamente i tempi di attesa, per consentire ai cittadini di partecipare attivamente al miglioramento dei servizi sanitari e per fornire a Istituzioni e ricercatori una base univoca di dati per confrontare le performance regionali, anche ai fini di un inserimento di tale indicatore nel monitoraggio degli adempimenti Lea”.