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    • 2018-07-14 13:09:02

    Consumo di farmaci e spesa in crescita: tutti i numeri del Rapporto Osmed 2017

    Consumo di farmaci e spesa in crescita: tutti i numeri del Rapporto Osmed 2017

    Aifa aggiorna i dati sull’uso dei medicinali in Italia. La spesa farmaceutica totale segna +1,2% rispetto al 2016 e sfiora i 30 miliardi di euro. Cala la spesa territoriale a carico del Ssn.  Focus sui farmaci innovativi


    Cresce la spesa farmaceutica, ma il segno “più” non vale per tutte le sue componenti. Nel complesso, comunque, i consumi sono aumentati del 4,3% tra il 2016 e il 2017 e la spesa totale nazionale ha registrato un incremento dell’1,2%, raggiungendo 29,8 miliardi di euro. È questo uno dei dati principali del Rapporto Osmed 2017 presentato oggi a Roma dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). In 360 pagine, l’ente regolatorio descrive l’evoluzione dei consumi di medicinali nel nostro Paese, dalla variabilità regionale alla spesa per i farmaci innovativi, dai generici alla crescita dei biosimilari.

    Trend di spesa

    Nel 2017 in media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di circa 492 euro. La spesa farmaceutica territoriale complessiva è stata pari a 21.715 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente (-1,4%). La spesa pubblica territoriale – che include la spesa per i farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A – è stata di 12.909 milioni di euro, cioè il 59,4% della spesa farmaceutica territoriale. Il dato ha registrato, rispetto all’anno precedente, una sensibile riduzione del -6,5%, dovuta principalmente alla diminuzione della spesa per i farmaci in distribuzione diretta e per conto (-13,7%).

    La spesa a carico dei cittadini (che include la compartecipazione) per i medicinali di classe A acquistati privatamente e quella per i farmaci di classe C, è stata di 8.806 milioni euro: +7,1% rispetto al 2016.

    La spesa per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (pari al 40% della spesa farmaceutica totale) è stata di 12,1 miliardi di euro (194,6 euro pro capite) e ha fatto registrare nel corso dell’anno un decremento del -0,7% rispetto al 2016.

    Consumo di farmaci

    Nel 2017 le dosi di medicinali consumate al giorno ogni mille abitanti sono state 1.708,2.  In media, ogni italiano ha assunto al giorno circa 1,7 dosi di farmaco. Il 66,2% delle dosi è stato erogato a carico del Ssn, mentre il restante 33,8% riguarda farmaci pagati dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).

    Per quanto riguarda l’assistenza territoriale complessiva, pubblica e privata, sono state dispensate quasi due miliardi di confezioni (+3,2% in un anno). Un trend influenzato principalmente dall’aumento delle confezioni dei farmaci di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto (+21,5%), dei farmaci di automedicazione (+10,4%), dei farmaci in classe C con ricetta (+7,8%) e dei farmaci di classe A acquistati privatamente dal cittadino (+2,8%).

    Le categorie più prescritte

    I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano nel 2017 la categoria più consumata dagli italiani (mentre scendono al secondo posto in termini di spesa), seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici, dai farmaci per il Sistema nervoso centrale e da quelli per l’apparato respiratorio.

    I farmaci antineoplastici e immunomodulatori si collocano al primo posto in graduatoria tra le categorie terapeutiche a maggiore impatto di spesa farmaceutica pubblica. Rispetto al 2016 aumentano consumi (+6,7%) e spesa (+12,9%) dei farmaci antineoplastici e immunomodulatori acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche.

    Dati per età e genere

    Il report analizza nel dettaglio l’uso dei farmaci nella popolazione, anche grazie ai dati del sistema Tessera Sanitaria. La prevalenza d’uso dei farmaci nella popolazione italiana è in media del 66,1% (61,8% negli uomini e 70,2% nelle donne). Con una comprensibile variabilità legata all’età: si passa da circa il 50% nella popolazione fino ai 54 anni, a oltre il 95% nella popolazione anziana con età superiore ai 74 anni. E alcune di genere: nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, nella quale le donne mostrano una prevalenza media d’uso superiore a quella degli uomini, con una differenza di dieci punti percentuali.

    Nella popolazione pediatrica si registra una prevalenza d’uso dei medicinali del 49,9%, maggiore nei maschi rispetto alle femmine (50,7% vs 48,9%), con un picco nel primo anno di età: la metà dei bambini riceve almeno una prescrizione nel corso dell’anno.  L’uso di antibiotici è concentrato maggiormente nei primi quattro anni di vita e dopo i 75 anni. Si conferma una maggiore prevalenza d’uso nelle donne di farmaci antineoplastici e immunomodulatori (tra i 35 e i 74 anni), per il Sistema nervoso centrale (a partire dai 35 anni) e per l’apparato muscolo-scheletrico.

    Variabilità regionale

    La spesa farmaceutica pubblica regionale erogata in regime di assistenza convenzionata è stata pari a 8.116 milioni di euro, a fronte di 580 milioni di ricette emesse e 1,1 miliardi di confezioni di farmaci dispensati.

    Per i farmaci in regime di assistenza convenzionata di Classe A-Ssn, la Puglia è la Regione con la quantità massima di consumi (1.088,3 DDD/1.000 abitanti die), seguita dall’Umbria (1.078,2) e dalla Calabria (1.060). La spesa lorda pro capite più alta si registra in Campania (204,09 euro pro capite), seguita da Puglia (203,68) e Abruzzo (201,78).

    La Provincia autonoma di Bolzano è quella con livelli di spesa e consumi meno elevati, pari a 123,30 euro pro capite e 720,3 dosi giornaliere ogni mille abitanti. Le Regioni del Nord registrano livelli inferiori di spesa convenzionata rispetto alla media nazionale; Sud e Isole mostrano valori di spesa superiori.

    Equivalenti e biosimilari

    Il 79,4% delle dosi consumate ogni giorno in regime di assistenza convenzionata è costituito da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano il 59% della spesa convenzionata.

    Quattro inibitori di pompa risultano tra i primi 20 principi attivi a brevetto scaduto a maggiore spesa convenzionata. In aumento l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+65,1% rispetto al 2016) e della somatropina (+101,8%), con effetti positivi sulla spesa.

    Registri di monitoraggio e accordi di rimborsabilità condizionata

    Il Rapporto Osmed ci aggiorna anche sui Registri dei farmaci sottoposti a monitoraggio: nel 2017 ne risultano 212, di cui 122 attivi, 61 in fase di sviluppo (cartaceo) e 29 chiusi. All’interno dei Registri sono stati raccolti complessivamente i dati relativi a 1,6 milioni di trattamenti e 1,5 milioni di pazienti. Il maggior numero di trattamenti è stato registrato per i farmaci appartenenti alla categoria del sangue e degli organi emopoietici (principalmente i nuovi anticoagulanti orali) e per i farmaci antineoplastici e immunomodulatori.

    Farmaci orfani

    Al 31 dicembre 2017 risultano commercializzati in Italia 92 farmaci orfani sul totale dei 99 autorizzati dall’Ema negli ultimi 16 anni. La spesa a carico del Ssn per i farmaci orfani è stata nell’anno di circa 1,6 miliardi di euro, corrispondente al 7,2% della spesa complessiva.

    Farmaci innovativi

    Nel corso del 2017 sono stati riconosciuti innovativi otto farmaci, tre dei quali indicati nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C.

    Nel 2017 la spesa per i farmaci innovativi (sia con innovatività piena che condizionata) è stata pari a 1,6 miliardi di euro, con una riduzione del -38% rispetto al 2016. Considerando i farmaci innovativi (con innovatività piena) con accesso ai fondi ai sensi della Legge di Bilancio 2017 (due da 500 milioni ciascuno), la spesa è stata pari a 900,3 milioni di euro per gli innovativi non oncologici e a 409,2 milioni di euro per gli innovativi oncologici. Considerando, però, i valori al netto dei payback relativi agli accordi di rimborsabilità condizionata, la spesa per gli innovativi non oncologici è stata pari a 143,7 milioni di euro, mentre non risultano ancora versati payback da parte delle aziende farmaceutiche relativamente agli innovativi oncologici.

    In sostanza, è stato speso soltanto poco più delle metà di quel miliardo di euro stanziato per i due fondi ad hoc per l’innovazione. “Le risorse avanzate – commenta il direttore generale dell’Aifa, Mario Melazzini –  rimangono all’interno del Ssn, un domani queste risorse potrebbero essere allocate specificatamente sulla farmaceutica, ma è una decisione che spetta alla politica. I fondi sono un contenitore estremamente utile, ma noi dobbiamo essere pronti a garantire una risposta al paziente, anche nell’ipotesi non ci dovessero essere più, mi auguro di no ma nel caso in cui non ci fossero dobbiamo garantire la sostenibilità della spesa”.

    Per quanto riguarda i consumi, nel 2017 sono state dispensate 13,4 milioni di dosi giornaliere rispetto ai 12 milioni nel 2016 e 9,2 milioni nel 2015. Le Regioni con la maggior spesa per i farmaci innovativi nel 2017 sono state la Lombardia (285,8 milioni di euro), la Campania (201,8 milioni di euro) e il Lazio (141,3 milioni di euro).