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    • 2018-10-15 17:06:50

    Manovra, Gimbe: “Al Ssn servono quattro miliardi”

     

     

     

     

     

     


    Il ministro della Salute, Giulia Grillo, dice “un miliardo in più”. Le Regioni chiedono il doppio. Ma secondo la Fondazione Gimbe per un vero rilancio della sanità pubblica servono almeno quattro miliardi di euro. “Alla vigilia della discussione sulla Legge di Bilancio 2019 numerose legittime richieste degli stakeholder della sanità rischiano di rimanere disattese. Al momento, infatti, le risorse necessarie sembrano ben lontane da quelle che il nuovo esecutivo potrà assicurare alla sanità pubblica”, sottolinea la Fondazione in una nota. Risorse che dovrebbero garantire rinnovi contrattuali, sblocco del turnover, nuovi Lea, eliminazione del superticket e borse di studio per specializzandi

    I numeri

    Gimbe ha passato al setaccio alcune cifre tirate in ballo dal dibattito pubblico su sanità e manovra finanziaria. “Cifre a volte sovrastimate in maniera opportunistica dai singoli stakeholder, a volte divenute oggetto di strumentalizzazione politica”, spiega la Fondazione. Ecco, in sintesi, i dati analizzati da Gimbe:

    • Fondo sanitario nazionale 2019. Rimane quello fissato dalla Legge di Bilancio 2017 così come rideterminato dal Decreto 5 giugno 2017, ovvero 114,396 miliardi di euro. “In altri termini – sottolinea Gimbe – l’attuale Governo al momento non ha previsto alcun aumento del fondo sanitario nazionale, visto che il miliardo di euro in più rispetto al 2018 era già stato definito dal precedente esecutivo”.
    • Rinnovi contrattuali: un miliardo. La stima, riportata nel luglio 2018 dal presidente della Commissione salute alla Conferenza Stato Regioni Saitta in audizione presso la Commissione Igiene e Sanità, è inclusiva di quanto recentemente stimato dall’Aran per la dirigenza medica e veterinaria: 560 milioni, di cui 500 per l’aumento del 3,48% degli stipendi pubblici e 60 per garantire l’indennità di esclusività della massa salariale. Per i fondi contrattuali per il trattamento economico accessorio della dirigenza nel 2019 sono disponibili 30 milioni, dei 437 milioni totali stanziati dalla Legge di Bilancio 2018 sino al 2026.
    • Sblocco del turnover: 1.100 milioni. La stima di Saitta coprirebbe circa 20mila assunzioni nel Ssn, previa rimozione del vincolo di spesa sui valori del 2004 ridotta dell’1,4%.
    • Borse di studio per il corso di formazione specifica in medicina generale: 40 milioni. Già assegnati dal fondo sanitario, secondo quanto dichiarato dal ministro Grillo, per finanziare insieme alle Regioni 840 borse aggiuntive per un totale di 2.093.
    • Borse di studio per le scuole di specializzazione: 250-300 milioni. Saitta stima 2.600 borse non finanziate rispetto al fabbisogno formativo a un costo medio annuo di circa 25.000 euro. La stima complessiva non può tuttavia essere precisa, sia per la differente durata delle scuole di specializzazione, sia perché il numero di borse appare sovrastimato anche alla luce del poco noto fenomeno delle “borse perdute” che deve essere necessariamente arginato.
    • Nuovi Lea: da 800 milioni a 1,6 miliardi. La prima stima è della relazione tecnica che ha dato il via libera alla “bollinatura” del testo del Dpmc sui nuovi LEA da parte della Ragioneria Generale dello Stato. La seconda è della Conferenza delle Regioni e Province autonome che ritiene insufficiente tale copertura perché contabilizza potenziali risparmi.
    • Eliminazione superticket: 350 milioni. Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti nel Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2018, il superticket nel 2017 ha “pesato” per 413,7 milioni, da cui sono stati decurtati nella stima i 60 milioni già stanziati dalla Legge di Bilancio 2018, ma non ancora utilizzati per mancato accordo sulla bozza di decreto da parte della Conferenza delle Regioni e province autonome. La stima potrebbe essere sovrastimata perché alcune Regioni nel corso del 2018 hanno già deliberato la sua eliminazione parziale o totale.
    • Ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico: 32 miliardi. La stima complessiva è riportata dalla Corte dei Conti nella Deliberazione 9 marzo 2018 intitolata “L’attuazione del programma straordinario per la ristrutturazione edilizia l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario”.
    • Residuo pay-back farmaceutico 2013-2016: circa 920 milioni. Tale importo, quasi interamente contabilizzato come entrata nel bilancio dello Stato, è attualmente oggetto di contenzioso e potrebbe, seppur in parte, trasformarsi in una voce di passività per la finanza pubblica.

    Manovra 2019, invertire la tendenza

    “Escludendo i potenziali effetti del contenzioso sul pay-back, oltre che ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico che richiedono un piano pluriennale di investimenti che non possono gravare sul fondo sanitario, e stimando realisticamente in 1.200 milioni l’impatto dei nuovi Lea per sbloccare i nomenclatori tariffari, la cifra necessaria per il fondo sanitario 2019 raggiunge i 4 miliardi”, commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Una cifra irraggiungibile: “Una simile disponibilità di risorse nel 2019 è assolutamente irrealistica nonostante l’impegno della ministra Grillo a reperire altri fondi, la sua determinazione a non farsi ‘commissariare dal Mef’ e la possibilità di recuperare ulteriori risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze. La sanità, al momento, non rappresenta affatto una priorità per Di Maio e Salvini”. Secondo il presidente di Gimbe, la legge di Bilancio e la nota di aggiornamento del Def 2018 dovrebbero invertire la tendenza. “Se così non fosse – conclude Cartabellotta – il 23 dicembre invece di festeggiare il 40esimo compleanno del Ssn, prepariamoci serenamente a intonarne il requiem”.