logo
EMA-ROMA su facebook
    • 2018-10-09 18:31:48

    Manovra, Gimbe: “Buio pesto per la sanità pubblica”

     

     


    “Dalla Nota di aggiornamento al Def 2018 emergono tutte le contraddizioni di una manovra che porta alle stelle il debito sacrificando le tutele pubbliche. Con la sanità che resta fuori dall’agenda politica, nonostante le dichiarazioni di intenti”. È il giudizio della Fondazione Gimbe sulla Nota di aggiornamento al Def 2018 (NaDef) pubblicata la scorsa settimana dal Governo. “Dopo quasi un decennio di tagli e definanziamenti destinati al risanamento della finanza pubblica – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – da un Governo che si definisce ‘del Cambiamento’ ci si aspettava che la sanità pubblica fosse rimessa al centro dell’agenda politica, tenendo conto del programma contenuto nel ‘Contratto’. Invece, nonostante l’aumento del debito pubblico, tutela della salute, ricerca e sviluppo e innovazione non hanno diritto di cittadinanza nella manovra di fine anno”. L’unica “ragionevole certezza” – sottolinea la fondazione in una nota –  è che il miliardo aggiuntivo stanziato dal precedente esecutivo rimarrà indenne. Gimbe analizza i tre contenuti principali della Nadef 2018: la revisione delle stime finanziari, le problematiche rilevanti identificate e le azioni previste.

    Le stime finanziarie

    “La NaDef 2018  – scrive Gimbe – azzarda una crescita del Pil del 3,1% nel 2019 che schizza al 3,5% nel 2020 per poi tornare al 3,1% nel 2021, ma contiene l’aumento percentuale della spesa sanitaria a 0,8% nel 2019, 1,9% nel 2020 e 2% nel 2021. Questo primo dato certifica che la crescita della spesa sanitaria nel triennio 2019-2021 rimane ben al di sotto di quella stimata per il Pil nominale. Inoltre, considerato che l’indice dei prezzi del settore sanitario è superiore all’indice generale dei prezzi al consumo, la restrizione in termini di spesa reale è ancora più marcata”.

    Rispetto al Def 2018, la NaDef 2018 aumenta dello 0,1% per anno il rapporto spesa sanitaria/PIL (6,5% nel 2019 e 6,4% nel 2020 e nel 2021), ma – sottolinea Gimbe – “non conferma l’attesa inversione di tendenza annunciata dal premier Conte in occasione del discorso per la fiducia”. Parallelamente, aumentano le stime della spesa sanitaria rispetto al Def 2018: 117,239 miliardi di euro per il 2019 (+ 857 milioni); 119,452 per il 2020 (+ 880 milioni) e 121,803 per il 2021 (+ 909 milioni).

    “Rimane poco comprensibile – puntualizza la Fondazione – il notevole incremento (+ 2,4%) della spesa sanitaria dal 2017 al 2018 stimato in ben 2,732 miliardi: dai 113,6 miliardi già certificati per il 2017 ai 116,331 stimati per il 2018. Considerato che tutte le Regioni hanno raggiunto un sostanziale pareggio di bilancio, come interpretare gli oltre 2,9 miliardi di spesa sanitaria previsti nel 2018? È un via libera a spendere in libertà in questi ultimi due mesi? Concretizza una (inverosimile) ‘iniezione’ straordinaria di liquidità di fine anno? Oppure – incalza la fondazione –  si tratta di una sofisticata mossa contabile, se non di una clamorosa svista?”.

    I problemi rilevanti

    Quanto all’analisi sulle “problematiche rilevante” contenuta nella NaDef, Gimbe rileva alcune “clamorose contraddizioni”. Da un lato, si vuole “migliorare la garanzia dell’erogazione dei Lea in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”, dall’altro il Governo ha già confermato il via libera al regionalismo differenziato che, spiega Gimbe, aumenterà le diseguaglianze. Seconda contraddizione: “Si propone di aumentare l’attenzione per la promozione e la prevenzione della salute, senza prevedere azioni correlate né tantomeno risorse”. E ancora: “E’ anacronistico – sostiene Cartabellotta – affermare che bisogna ‘prepararsi ai cambiamenti derivanti dal progresso scientifico e dall’innovazione tecnologica’, ovvero si continua ad ignorare il ritardo decennale nell’adozione di tecnologie innovative per trasformare l’assistenza sanitaria”.

    Le azioni previste

    Rispetto alle cinque azioni prioritarie individuate nel documento, Gimbe esamina – punto per punto – le intenzioni del Governo. Ecco cosa emerge dall’analisi della Fodnazione:

    Personale. Confermata la volontà di “completare i processi di assunzione e stabilizzazione del personale” e l’aumento delle borse di studio per medicina generale e specializzazioni. Il costo già stimato dalla Fondazione Gimbe è di 1,1 miliardi per assumere 20.000 professionisti sanitari, di 250-300 milioni per le borse di studio di specializzazione e 40 milioni (già stanziati) per il corso di formazione specifica in medicina generale. Nessun cenno ai rinnovi contrattuali (si stima un miliardo).

    Miglioramento della governance della spesa sanitaria. Azioni limitate a farmaci e dispositivi: risoluzione dei contenziosi sul payback farmaceutico, nuove modalità di calcolo di scostamenti dai vincoli della spesa farmaceutica per acquisti diretti e del tetto della farmaceutica convenzionata 2017-2018, adeguamento per il 2019 dei criteri per la contrattazione del prezzo dei farmaci, specifiche direttive per l’acquisizione delle categorie merceologiche sanitarie. Nessuna stima delle risorse potenzialmente recuperabili da tali azioni.

    Promozione dell’innovazione e della ricerca. Oltre all’istituzione dell’Anagrafe nazionale dei vaccini proposte l’implementazione del Fascicolo sanitario elettronico in tutte le Regioni, la connessione dei vari sistemi informativi per tracciare il percorso del paziente e l’estensione della tracciabilità dei medicinali al settore veterinario. Non stimati gli investimenti necessari e le risorse recuperabili.

    Attuazione, monitoraggio e aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Previste due azioni rilevanti: la definizione degli standard per l’assistenza territoriale e l’avvio del nuovo Piano nazionale per il governo delle liste di attesa. Nessun cenno allo sblocco dei nomenclatori tariffari dei “nuovi” Lea per i quali manca la copertura finanziaria (stima ministero 800 milioni, stima Regioni 1.600 milioni), né di effettuare un consistente “sfoltimento” delle prestazioni incluse. Subordinata alla “garanzia degli equilibri economico-finanziari del Ssn” la revisione della disciplina della compartecipazione alla spesa e delle esenzioni. Nessun cenno all’eliminazione del superticket.

    Investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e ammodernamento tecnologico delle attrezzature. Una cabina di regia definirà le priorità per gli interventi di edilizia sanitaria relative all’adeguamento antisismico (zone I e II), all’osservanza delle norme antincendio e all’adeguato ammodernamento tecnologico. Nessuna stima delle risorse necessarie, né alcun riferimento a quelle della Corte dei Conti che ha stimato in 32 miliardi il costo per ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico.