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    • 2018-11-08 08:43:38

    Spesa farmaceutica, 28 miliardi nel 2017 di cui 19 a carico del Ssn

    I dati arrivano dal rapporto annuale dell’Osservatorio farmaci per l’anno 2017 pubblicato dal centro Cergas dell’università Bocconi di Milano. La spesa complessiva e pubblica pro-capite per farmaci in Italia è in linea con la media europea. Il dato è sopra la media se si fa riferimento all’incidenza sul Pil e, con riferimento alla componente pubblica, all’incidenza sulla spesa sanitaria


    Ventotto miliardi nel 2017, di cui 19 a carico del Ssn. Questo è il primo dato che emerge dal rapporto annuale dell’Osservatorio farmaci per l’anno 2017 pubblicato dal centro Cergas dell’università Bocconi di Milano. In generale la spesa complessiva e pubblica pro-capite per farmaci in Italia è in linea con la media europea. Valori inferiori però a Germania e Francia e superiori a Regno Unito e Spagna. Il dato è sopra la media se si fa riferimento all’incidenza sul Pil e, con riferimento alla componente pubblica, all’incidenza sulla spesa sanitaria.

    I dati sulla spesa

    La spesa farmaceutica totale ha raggiunto i 28,1 miliardi di euro nel 2017 (464 euro pro-capite), di cui 19,5 a carico del Ssn (322 euro pro-capite) e 8,6 (142 euro pro-capite) a carico del paziente. La copertura pubblica della spesa farmaceutica risulta elevata, ma nonostante le misure di contenimento ha subito una riduzione nel tempo non particolarmente significativa (dal 74% nel 2001 al 69% nel 2017).

    L’incidenza della spesa farmaceutica e quella sanitaria pubblica

    L’incidenza della spesa farmaceutica totale sulla spesa sanitaria è rimasta sostanzialmente stabile dal 2001 ed è pari al 18,2% nel 2017.  quella sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 18,3% nel 2001 al 16,7% nel 2017. Il mix della spesa pubblica per farmaci si è modificato sensibilmente negli anni. Nel 2001 la spesa convenzionata (spesa per farmaci acquistati e dispensati dalle farmacie aperte al pubblico) rappresentava l’82% della spesa farmaceutica pubblica. Nel 2013 tale incidenza è scesa al 53% e nel 2017 al 42%. La modifica del mix è dovuta al lancio sul mercato di prodotti specialistici e all’uso diffuso di forme alternative di distribuzione dei farmaci. Dal 2013 al 2017 la spesa per farmaci in distribuzione diretta e per conto è passata dal 30% al 41% della spesa farmaceutica pubblica complessiva.

    La spesa privata

    Anche il mix della spesa privata ha subito un cambiamento importante. Dal 2001 al 2012 gli analisti hanno registrato un aumento della quota della spesa privata su prodotti rimborsabili dal 7,9% nel 2001 al 34,7% nel 2012 e una stabilizzazione al 35% negli anni successivi. La restante quota (65% nel 2017) è rappresentata dalla spesa per farmaci non rimborsabili dal Ssn.

    Le regioni

    Le regioni mostrano ancora importanti differenze nelle politiche del farmaco. Per quanto vi sia una tendenza ad adottare un mix più equilibrato con la compresenza di compartecipazioni alla spesa, di forme alternative di distribuzione dei farmaci e di azioni di governo del comportamento prescrittivo, esistono tuttora dei modelli differenziati a livello regionale con regioni più propense all’adozione di forme alternative di distribuzione dei farmaci. Su tutte Emilia Romagna e Toscana. Altre regioni hanno invece puntato maggiormente sulle compartecipazioni alla spesa come la Lombardia. Al centro-sud in media è maggiore la spesa farmaceutica pubblica, mentre in quelle del centro-nord la spesa privata. Di fatto per tutti gli indicatori di spesa privata (con l’eccezione delle compartecipazioni alla spesa) il centro-nord presenta valori superiori alla media nazionale. La copertura pubblica della spesa farmaceutica è, quindi, superiore nelle regioni del sud, analogamente all’incidenza della spesa farmaceutica pubblica sulla spesa complessiva del Ssn.

    Le previsioni

    Nel prossimo triennio dovrebbero proseguire il calo della spesa convenzionata netta (-1,1%, – 0,4% e -0,7% rispettivamente nel 2018, 2019 e 2020). La crescita della spesa per farmaci acquistati da aziende sanitarie era del 3,5% nel 2018 e sarà 6,6% nel 2019 e 2,7% nel 2020). Il trend della spesa produrrà un’ulteriore divario tra spesa e relativi tetti. Nello specifico, l’avanzo sulla spesa convenzionata dai 473 milioni di euro passerà a 569 milioni nel 2018, 730 milioni nel 2019 e 903 milioni nel 2020. Lo sfondamento del tetto sulla spesa per farmaci acquistati direttamente dalle aziende sanitarie, passerà da 1,59 miliardi di euro a 1,82 miliardi nel 2018, 2,46 miliardi nel 2019 e 2,67 nel 2020. È evidente che il problema all’origine del sistema dei tetti (sotto-finanziamento del tetto sulla spesa per acquisti), in assenza di compensazione tra gli stessi, produrrà di fatto un payback sempre più rilevante. Già nel 2017, se l’avanzo sul tetto della convenzionata e sui fondi innovativi fosse stato utilizzato per compensare lo sfondamento del tetto di spesa sugli acquisti, quest’ultimo si sarebbe ridotto a 665 milioni.