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    • 2019-01-09 19:47:59

    Esami superflui in corsia, Gimbe: routine costosa e inappropriata

    Un position statement della Fondazione auspica iniziative per ridurre la ripetizione “meccanica” dei test per i pazienti ricoverati. Così da evitare sprechi di risorse, ma anche alcuni rischi per la salute


    Una stretta sugli esami superflui in ospedale. È quella auspicata da un position statement pubblicato dalla Fondazione Gimbe. “In base alle evidenze scientifiche – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – oggi possiamo affermare sia che la continua ripetizione dei test di laboratorio nei pazienti ospedalizzati genera sprechi e danni, sia che la loro riduzione non ha alcun impatto negativo sulla sicurezza dei pazienti”.

    Esami superflui in ospedale

    Secondo Gimbe, la continua ripetizione di esami di laboratorio di routine nei pazienti ricoverati “effetti avversi prevenibili”, sia clinici (es. anemia da ospedalizzazione, aumento della mortalità nei pazienti con patologie cardiopolmonari) sia economici (es. esecuzione di ulteriori test diagnostici, trasfusioni inappropriate, aumento della durata della degenza). Da notare, ricorda la Fondazione, che “se gli esami di laboratorio rappresentano meno del 5% della spesa ospedaliera, l’impatto economico è molto più elevato perché i loro risultati influenzano circa due terzi delle decisioni cliniche relative ad ulteriori test diagnostici o interventi terapeutici”.

    Dietro una routine ritenuta costosa e inappropriata ci sarebbero diversi fattori: “Il fenomeno è molto complesso – sottolinea Cartabellotta – e le prescrizioni ripetute di esami di laboratorio nei pazienti ospedalizzati conseguono alla variabile interazione di vari fattori: medicina difensiva, incertezza diagnostica, sottostima degli effetti avversi, scarsa consapevolezza dei costi, mancato feedback sulla prescrizione dei test, differente background formativo dei medici”.

    Gli interventi

    Nel suo documento Gimbe sottolinea come le evidenze scientifiche documentino l’efficacia di vari interventi per ridurre i test di laboratorio inappropriatamente ripetuti in ospedale, senza che questi comportino l’aumento di eventi avversi, come mancate diagnosi, re-ospedalizzazioni e o mortalità. Tre gli interventi, la formazione, l’audit & feedback ai professionisti sull’appropriatezza delle prescrizioni e la loro restrizione tramite cartella clinica informatizzata. Ma non basta: “Nonostante l’efficacia dei singoli interventi una riduzione significativa e prolungata dei test superflui si ottiene dalla loro combinazione multifattoriale, coinvolgendo opinion leader clinici e decisori per promuovere il cambiamento nell’organizzazione ed estendendo gli interventi a tutti i professionisti sanitari e non solo ai medici prescrittori”, conclude Cartabellotta.