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    • 2019-05-07 17:40:16

    Gestire la cronicità, "Novartis lancia la "linea Embrace"

    Per rispondere al bisogno crescente dei pazienti e restituire centralità ai medici di medicina generale, al via un progetto che mira a dimezzare i tempi di accesso al percorso di diagnosi. Dal numero 168 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON NOVARTIS


    È la gestione del paziente cronico la prossima grande sfida del Servizio sanitario nazionale. A dirlo sono i numeri: secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute, 24 milioni di cittadini presentano una patologia cronica. Di questi 12,5 milioni sono colpiti da multi-cronicità, con una spesa sanitaria che tocca quota 67 miliardi di euro. In uno scenario di questo tipo oltre il 70% delle risorse sanitarie sono destinate alla gestione di malattie croniche, mentre il 55% dei contatti con i medici di medicina generale sono generati proprio da pazienti con patologie croniche.

    La soluzione di Novartis

    Per rispondere al bisogno crescente dei pazienti e restituire centralità al ruolo dei medici di medicina generale nel percorso di cura, Novartis ha dato vita alla “Linea Embrace”. Si tratta di un progetto franchise del gruppo svizzero, che ha messo in moto una squadra di professionisti per “abbracciare” la rete di player coinvolti.

    Il progetto mira a dimezzare i tempi di accesso al percorso di diagnosi e trattamento più appropriato per il paziente, favorire la collaborazione e l’integrazione tra ospedale e territorio, assicurando la continuità assistenziale, e migliorare la capacità di gestione della malattia. La squadra di Novartis sul territorio sarà composta da 80 giovani di età compresa tra i 24 e i 29 anni, definiti advisor di patologia, che in un anno incontreranno circa 15 mila medici di medicina generale sul territorio italiano.

    L’obiettivo dell’iniziativa linea Embrace

    “Con il lancio di Linea Embrace – spiega Francesco Barbieri, Head of Embrace franchise di Novartis Italia – vogliamo garantire ai pazienti il trattamento corretto il più velocemente possibile. Per poterlo fare dobbiamo mettere a disposizione del medico di famiglia tutte le informazioni relative alle diverse patologie da trattare, nonché aiutarlo a individuare la sintomatologia che caratterizza questi pazienti. Partendo da queste basi poi il medico sarà in grado di indirizzare i pazienti nei centri più vicini dove vengono effettuati i trattamenti necessari”. Grazie a “Linea Embrace” si offrono maggiori opportunità a quel 55% di pazienti cronici che viene gestito principalmente dal medico di famiglia.

    In altre parole si sviluppa un processo di cura che coinvolge sempre di più il territorio (e i tutti i suoi attori: medici di famiglia e farmacisti) alleggerendo così l’operatività degli ospedali. “Veniamo da una cultura ospedale-centrica – continua Barbieri – in cui non ci sono tanti collegamenti tra il medico di famiglia e i centri specializzati. La nostra ambizione è diventare i facilitatori dell’accesso alle cure, creando networking e realizzando un punto di contatto tra medici, specialisti, farmacie e centri ospedalieri”.

    Cosa faranno gli 80 giovani coinvolti

    Agli ottanta advisor di patologia il compito di rendere operativo il progetto “Linea Embrace”. I giovani partecipanti sono stati selezionati tra le oltre 5 mila candidature arrivate da tutta Italia. “La partecipazione è stata straordinaria – sottolinea Barbieri – abbiamo selezionato i profili guardando non solo alle competenze tecniche, ma anche a quelle soft skill, capacità relazionale in primis – che sono fondamentali per svolgere questo lavoro.

    Gli advisor – continua – verranno distribuiti in funzione dei centri specializzati e dei medici di famiglia. In questo modo i pazienti, una volta diagnosticati, potranno essere indirizzati verso il centro specializzato più vicino. Con “Linea Embrace” ci aspettiamo di dare il via a un vero e proprio movimento in questa direzione, in grado di garantire un risultato concreto in termini di calo dei ricoveri ospedalieti”.

    Il ruolo dei farmacisti

    Oltre ai medici di medicina generale, un ruolo importante nella riuscita di “Linea Embrace” lo svolgeranno anche i farmacisti. Grazie alle proprie competenze, i farmacisti si configurano come professionisti in grado di fare uno screening iniziale del paziente, per poi indirizzarlo verso il medico di famiglia. “Si tratta di un elemento fondamentale del processo – conclude Barbieri – perché abbina la relazione personale con il paziente alle competenze scientifiche”.

    In collaborazione con Novartis