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    • 2019-06-04 21:33:56

    Disturbi del sonno, quando curarli a domicilio conviene (anche al Ssn)

    In ambito respiratorio, l'esecuzione e la domiciliazione degli esami legati a questa patologia, gestite in collaborazione con i centri specializzati, garantisce un servizio più tempestivo per i pazienti. *IN COLLABORAZIONE CON VIVISOL


    La sindrome delle apnee ostruttive del sonno, abitualmente conosciuta con l’acronimo inglese Osas (Obstructive sleep apnea syndrome) rappresenta il più comune tra i disturbi del sonno in ambito respiratorio. È un quadro morboso dovuto a ricorrenti episodi di ‘collasso’ delle vie aeree superiori che determinano complete o parziali interruzioni della respirazione rispettivamente apnee od ipopnee.

    Tali eventi causano de-saturazioni ossiemoglobiniche, frammentazione del sonno e alterazioni dell’emodinamica cardiovascolare cui solitamente fanno seguito eccessiva sonnolenza diurna, complicanze cardiache e cerebrovascolari, insufficienza respiratoria notturna e diurna. I principali fattori di rischio dell’Osas sono alterazioni anatomo-funzionali delle vie aeree superiori, l’obesità, il tabagismo e l’eccessivo consumo serale di alcol.

    Disturbi del sonno, prevalenza e impatti socio-economici

    Nell’ambito delle patologie croniche, l’Osas presenta una prevalenza elevata soprattutto nella popolazione adulta (30-60 anni). I dati variano da paese a paese, ma si può affermare che tale patologia coinvolga almeno il 2% della popolazione femminile e il 4% di quella maschile. Tuttavia, a seconda della severità e considerati alcuni sintomi come il russamento, nelle sue varie forme, la patologia può arrivare a interessare il 24% degli uomini e il 9% delle donne. In Italia si stima che ne siano affette tra le 800 mila e il milione di persone, di cui solo il 20% ha ricevuto una diagnosi.

    La mancata osservanza di un appropriato percorso diagnostico-terapeutico si può ripercuotere sullo stato di salute della persona e ha risvolti socio-economici diretti e indiretti non trascurabili: ad esempio il lavoratore affetto da Osas è esposto a un rischio di infortunio sul lavoro doppio rispetto al collega sano. Inoltre, recenti dati evidenziano come ogni anno in Italia più di 12 mila incidenti stradali siano causati da disturbi del sonno.

    Disturbi del sonno, l’importanza di una corretta diagnosi

    Il trattamento tempestivo della patologia riduce lo sviluppo delle Osas e i relativi costi per il Servizio sanitario. Già oggi è possibile disporre di soluzioni diagnostiche diverse per grado di complessità, tempi di esecuzione e costi: lo standard diagnostico è la polisonnografia notturna eseguita presso i laboratori di medicina del sonno, durante la quale vengono monitorati numerosi parametri del paziente, come la frequenza cardiaca e il flusso respiratorio.

    Recenti pubblicazioni hanno dimostrato che anche gli esami eseguiti a domicilio dei pazienti sono affidabili come quelli eseguiti nei centri specializzati (ospedalieri e non), a patto che si rispettino criteri e protocolli per l’esecuzione e la relativa refertazione stabiliti dalle varie società scientifiche specialistiche coinvolte nella diagnosi e terapia.

    Per gli interventi legati ai disturbi del sonno, gli Homecare provider possono offrire un servizio completo grazie a tecnici qualificati, disponibilità di dispositivi diagnostici portatili (tipo holter) e un’organizzazione capillare in grado di poter accedere al domicilio del paziente, sollevando così quest’ultimo dalla necessità di onerosi spostamenti presso le strutture e garantendo il confort del proprio domicilio.

    L’esecuzione e la domiciliazione degli esami, gestita in collaborazione con i centri specializzati, permette altresì l’allargamento della base dei possibili destinatari di questo importante monitoraggio, senza incidere sugli inevitabili tempi di attesa legati al ricovero ospedaliero, garantendo così un servizio più tempestivo ed efficace per i pazienti.

    Le soluzioni terapeutiche

    Al percorso diagnostico segue, naturalmente, la scelta della migliore opzione terapeutica, effettuata dallo specialista secondo standard terapeutici internazionali principalmente basati sulle caratteristiche individuali e l’assenza di controindicazioni specifiche. Tra le terapie disponibili la più efficace nella maggior parte dei pazienti è quella ventilatoria, possibile mediante l’uso notturno della Cpap (Continuous positive airway pressure). La sua efficacia è stata dimostrata su diverse categorie di pazienti, con diverse metodiche e utilizzando differenti parametri: migliora la qualità della vita, la sonnolenza diurna, le alterazioni cognitive, riduce il rischio di mortalità e di insorgenza di patologie cardiovascolari e normalizza l’ossigenazione notturna e l’andamento del sonno.

    Negli ultimi tempi si assiste a una crescente diffusione o sperimentazione di altre terapie, anche in combinazione – sia quindi in termini di instead of che add on- tra le quali le più rilevanti sono la terapia posizionale e quella ortodontica. La prima è possibile grazie a dispositivi in grado di modificare la posizione durante il sonno, mentre la seconda si esegue a seguito di un’attenta valutazione preventiva e congiunta tra lo specialista del sonno e l’odontoiatra esperto, che valutano l’adozione di specifiche protesi endo-orali di avanzamento mandibolare.  In caso di comorbidità importanti (assai frequenti) deve essere consigliato un approccio polispecialistico diagnostico-terapeutico. Ad esempio: cardiologico,otorino,neurologico,dietologico e riabilitativo.

    In conclusione

    La sindrome delle apnee ostruttive del sonno rappresenta oggi un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico in quanto soprattutto in Italia risulta fortemente sottodiagnosticata e potenzialmente fatale se non curata. Questa malattia cronica necessita di un approccio multidisciplinare con azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate tra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale e completo per tutte le età.

    Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, è ancora troppo ampia la distanza tra i bisogni di assistenza sanitaria della popolazione e l’offerta diagnostica e terapeutica necessaria per soddisfarli completamente: una diagnosi precoce e adeguate terapie infatti consentirebbero di limitare i costi in capo al Ssn anche grazie a strategie di prevenzione e di sensibilizzazione della popolazione generale al fine di identificare e trattare i soggetti affetti.

    A cura di Vivisol