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    • 2019-09-18 21:22:05

    Hpv, italiano il primo test al mondo “fai-da-te” venduto in farmacia

    Hpv, italiano il primo test al mondo “fai-da-te” venduto in farmacia

    Le donne possono eseguirlo a casa per individuare e tipizzare il papilloma virus umano, agente infettivo potenzialmente responsabile del cancro al collo dell'utero. Lo hanno messo a punto due ex ricercatori della Scuola Normale di Pisa


    Scovare il Papilloma virus umano (Hpv) non è mai stato così semplice. Oggi infatti le donne possono eseguire direttamente a casa un test fai-da-te, per individuare e tipizzare l’agente infettivo potenzialmente responsabile del cancro al collo dell’utero. Il test è il primo al mondo per la diagnosi dell’Hpv disponibile in farmacia, ed è stato interamente sviluppato in Italia. A metterlo a punto Bruna Marini e Rudy Ippodrino, che dal 2009 al 2015 hanno frequentato il Corso di perfezionamento in biologia molecolare della Scuola Normale di Pisa, fondando poi nell’Area Science Park di Trieste la startup Ulisse BioMeddi Trieste.

    Validato clinicamente

    Ladymed, questo il nome del test, è stato sviluppato presso la startup e validato clinicamente da istituti quali il Centro di riferimento oncologico di Aviano, l’azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e il Policlinico universitario Campus Biomedico di Roma. “Grazie a un prelievo non invasivo, che la donna può effettuare direttamente a casa – spiegano dalla Scuola Normale– è possibile rilevare il virus anche senza ulteriori procedure mediche, con un considerevole abbattimento dei costi e dei tempi della diagnostica”.

    Genotipizzare il virus

    Il test è sensibile e non invasivo, come confermano i due ex allievi. “È il primo al mondo presente direttamente in farmacia per il rilevamento del papilloma” spiegano. “Rispetto ai test molecolari utilizzati negli screening nazionali è anche in grado di genotipizzare il virus, ovvero fornire indicazioni precise sul ceppo presente nell’infezione. Il nostro test si inserisce nel panorama dei test consumer genetics: sono un esempio i già famosi test basati sull’autoprelievo come 23 and me e My heritage”.

    La startup Ulisse BioMed

    Ippodrino, laureato all’università di Firenze, e Marini, laureata a Trieste – riporta una nota – hanno seguito il corso alla Normale di Pisa con i professori Arturo Falaschi e Mauro Giacca. Subito dopo hanno creato la startup Ulisse BioMed, grazie alla raccolta di 5 milioni di euro mediata da Copernico sim Spa. La startup ha anche vinto grant nazionali e europei, per un valore complessivo progettuale di circa 1,5 milioni di euro.  Ulisse BioMed, oltre allo staff dirigenziale, conta una decina di ricercatori del settore biomedico e farmacologico, e collabora con numerosi istituti scientifici di eccellenza internazionali. L’attività di ricerca punta adesso ad altri tipi di test non invasivi.

    Prossime rivoluzioni

    “Abbiamo anche altri progetti di ricerca estremamente innovativi e rivoluzionari” concludono i due startupper. “Ad esempio stiamo realizzando i nanointerruttori, in grado di rilevare istantaneamente la presenza di biomarcatori proteici, con lo scopo di utilizzarli su apparecchi simili ai glucometri usati per la misura della glicemia nei pazienti diabetici, per la diagnostica portabile. I nanointerruttori li abbiamo costruiti, funzionano e ora siamo alle porte della loro validazione clinica”.