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    • 2019-09-20 20:35:25

    Aderenza terapeutica: per i medici di famiglia la parola d’ordine è “semplificare”

    Aderenza terapeutica: per i medici di famiglia la parola d’ordine è “semplificare”

    Un regime farmacologico più snello, formazione degli operatori ed “educazione” degli assistiti, polipillole e telemedicina sono fra le priorità per migliorare l’adesione alle cure secondo i camici bianchi. I risultati di un’indagine Fimmg-Crea Sanità. Sileri: "Investire sul territorio"


    Semplificare è la parola d’ordine per migliorare l’aderenza alle terapie secondo i medici di famiglia. Intesa come semplificazione del regime farmacologico e redazione di una schema per la somministrazione dei medicinali. Ma non è l’unica parola chiave: l’educazione terapeutica degli assistiti, la formazione degli operatori, le cosiddette “polipillole” e gli strumenti della telemedicina sono altre armi a disposizione per migliorare l’adesione alle cure. È quanto emerge da una ricerca presentata oggi a Roma da Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) e Crea Sanità (Centro per la ricerca economica applicata in sanità dell’Università di Tor Vergata) e realizzata con il contributo non condizionato del Gruppo Servier , che in Italia ha avviato la campagna di sensibilizzazione “#ioAderisco”.

    All’origine della scarsa aderenza

    L’indagine ha coinvolto 823 medici di medicina generale. Secondo il campione, i primi cinque fattori alla base della scollamento tra terapia prescritta e comportamento del paziente sono questi: presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, complessità della terapia, scarsa consapevolezza della malattia, comorbidità, livello culturale del paziente. Quanto, invece, alle ragioni riferite dai pazienti, le più frequenti sono due: il timore di effetti collaterali o la loro effettiva (o presunta) insorgenza. Per i camici bianchi le patologie su cui impatta maggiormente la mancata aderenza sono quelle croniche respiratorie, come l’asma e la Bpco, seguite dall’ipertensione arteriosa.

    Migliorare si può

    Fra gli strumenti per migliorare l’aderenza, i medici mettono al primo posto il software gestionale ambulatoriale, considerato il “miglior supporto” da circa il 72% del campione. Segue la figura dell’infermiere di studio, la figura professionale che, oltre al medico, può meglio intervenire – secondo gli intervistati – per migliorare l’aderenza terapeutica. Quasi l’80% dei mmg ritiene comunque che una maggiore informazione/formazione dei diversi operatori possa contribuire a un miglioramento dell’aderenza terapeutica. Il 56,6% considera opportuno il ricorso a tecnologie evolute, anche la telemedicina, per monitorare/migliorare l’aderenza alla terapia.

    “Dall’indagine – commenta Paolo Misericordia, responsabile centro studi Fimmg – emerge con evidenza che i medici ritengono fondamentale, ai fini del miglioramento dell’aderenza ai trattamenti, l’organizzazione della propria attività. La presenza di personale di studio e infermieristico, e la disponibilità di algoritmi informatici di supporto, costituiscono gli elementi che maggiormente possono incidere nell’incremento dell’aderenza alle terapie proposte. Per questo stesso obiettivo la survey conferma quanto per i medici sia importante l’intervento sulla semplificazione del regime farmacologico, premessa migliore per rendere efficace le attività di educazione terapeutica del paziente”.

    Strategie regionali

    Dall’indagine emerge anche una marcata disomogeneità tra Regioni per quanto riguarda le strategie di contrasto alla non aderenza . In particolare, gli obiettivi di aderenza fissati a livello regionale o di Azienda sanitaria locale (Asl) sono fortemente disomogenei. “I risultati della ricerca – sottolinea Barbara Polistena, Direttore generale di Crea Sanità – riflettono una soddisfazione non del tutto completa da parte dei medici per le politiche regionali, neppure per quelle dove l’aderenza ha rappresentato un esplicito obiettivo”. L’utilità di questi obiettivi è percepita come positiva soltanto dal 55,3% dei medici. Percentuale che scende al 36,0% tra i medici che appartengono alle Regioni o Asl dove questi obiettivi sono stati implementati.

    Federico Spandonaro, presidente del Comitato scientifico di Crea Sanità, pone l’accento sull’aspetto economico: “Tutti gli studi dimostrano che tra lo strato di popolazione a maggiore e quello a minore aderenza esiste un evidente gradiente positivo di costi. La riduzione dei costi totali nella popolazione a maggiore aderenza è risultata del 46% nei pazienti affetti da diabete, del 25% nei pazienti affetti da ipertensione e del 38% nei p: azienti affetti da ipercolesterolemia, compensando ampiamente – spiega l’economista – l’incremento dei costi degli interventi (ad esempio) farmacologici”.

    Sileri: “Investire sul territorio”

    A commentare i dati della ricerca Fimmg-Crea c’era il nuovo viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Sicuramente c’è il tema del dialogo con i pazienti. Il tempo a disposizione dei medici si riduce sempre più e negli anni i tagli alla sanità hanno aggravato questa situazione. È fondamentale il ruolo dei medici di famiglia, che sono la nostra risorsa e ci aiutano a tenere sotto controllo spesa farmaceutica. Più aderenza significa anche risparmiare risorse, complicanze, comorbilità e mortalità. Ma bisogna pensare anche agli investimenti. Occorre investire sui medici di famiglia, sulla farmacia dei servizi, su un approccio olistico che integri pazienti, ospedale, territorio e associazioni. Con il ministro Speranza lavoreremo a questi obiettivi e sono sicuro che questa squadra sarà la migliore squadra per il Servizio sanitario nazionale”. A margine dell’evento Fimmg-Crea, il viceministro risponde a una domanda dei giornalisti sulla governance farmaceutica nell’azione del nuovo Governo: “Bisogna valutare tutto ciò che è stato fatto in passato. A volte sono stati fatti errori in buona fede o per mancata programmazione. Una volta preso atto dello stato attuale del sistema, si può intervenire sulle falle e chiuderle. Ma è chiaro che saranno necessari più investimenti”. Al quesito “si lavorerà in continuità con l’operato del ministro uscente Giulia Grillo?”, Sileri risponde senza esitazioni: “È inevitabile che sia così ed è giusto che sia così”.