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    • 2019-10-17 11:34:08

    Manovra, l’addio al superticket da settembre 2020

    All’indomani della riunione notturna in cui il Governo ha trovato la quadra sulla prossima legge di Bilancio, il ministro della Salute, Roberto Speranza, chiarisce i tempi per il superamento del ticket sulle visite specialistiche


    Diremo addio al superticket da settembre 2020. All’indomani della riunione notturna in cui il Governo ha trovato la quadra sulla prossima legge di Bilancio, il ministro della Salute, Roberto Speranza, chiarisce i tempi per il superamento del ticket sulle visite specialistiche: “Sarà definitivamente abolito dal mese di settembre 2020 e avrà un costo di 550 milioni”, ha detto stamani ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital.

    L’operazione superticket

    L’addio al superticket era già nero su bianco sul comunicato stampa diffuso questa mattina da Palazzo Chigi dopo la riunione del Consiglio dei ministri terminata quasi all’alba: “Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio”.

    L’obiettivo, secondo il ministro di Leu, è ridurre la spesa sanitaria a carico delle famiglie: “Il superticket – ha ricordato Speranza a Circo Masimo – è una tassa di 10 euro che esiste in quasi tutte le regioni e noi ci facciamo carico di abolirla. Un fatto sociale che avrà ripercussioni sulla vita delle persone”. Se il ticket per le visite specialistiche “costa 36 euro, con i 10 euro aggiuntivi si arriva 46, una spesa che diventa una diga all’accesso alle cure per molti e ogni cittadino che non riesce a curarsi per motivi economici è una sconfitta per lo Stato”.

    Un’impronta sociale per la manovra

    Speranza sottolinea la presenza “di una forte matrice sociale” nella manovra, che dovrebbe “cercare di dare risposta ai ceti sociali che in questi anni hanno pagato di più”. Per quanto riguarda la sanità Speranza rivendica almeno tre scelte “molto significative”: la prima è l’abolizione del superticket; la seconda è che “nel fondo sanitario nazionale ci sono 2 miliardi più, a fronte dei 900 milioni e poco più di un miliardo di aumento degli ultimi due anni: si raddoppiano le risorse rispetto a due anni precedenti. Questo significa fondi da investire in liste d’attesa e personale”. Il terzo punto è che “ci sono poi ulteriori due miliardi in più per l’edilizia sanitaria e innovazioni tecnologiche”. Aspettiamo il testo della manovra per saperne di più e la lunga battaglia degli emendamento. Da segnalare, infine, che nel cosiddetto “Decreto fiscale” che viaggia parallelamente alla manovra, è confermato il rinvio al 31 dicembre 2019 del termine per la sottoscrizione del nuovo Patto per la Salute.