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    • 2019-11-28 11:35:06

    Un nuovo farmaco antinfluenzale potrebbe indurre la resistenza nei virus

    Una ricerca condotta dai ricercatori dell'Università del Wisconsin-Madison e pubblicata su Nature microbiology, mostra come l’antivirale baloxavir di Roche, potrebbe indurre l’insorgenza di una mutazione farmacoresistente del virus


    L’ antivirale monodoseDopo appena un anno dall’approvazione della Fda del nuovo antivirale baloxavir, Roche deve fare i conti con la possibile insorgenza di una mutazione che induce farmaco resistenza nel virus, che sembra essere indotta dal medicinale stesso. Lo ha riportato un lavoro pubblicato su Nature Microbiology condotto dai ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison, secondo cui i comuni ceppi di influenza potrebbero acquisire rapidamente resistenza al farmaco. Motivo per cui suggeriscono di controllare le persone che lo assumono – e in particolare i bambini – per verificarne l’insorgenza.

    Il trattamento anti-influenzale baloxavir, consiste nell’assunzione di una compressa monodose che può eliminare i sintomi dell’influenza in pochi giorni. È indicato dallo scorso anno nelle persone dai dodici anni in poi e lo scorso ottobre ha ricevuto l’approvazione anche per i pazienti ad alto rischio di complicanze influenzali. Roche, come riporta la Reuters, starebbe cercando di posizionare baloxavir (nome commerciale Xofluza) come alternativa più conveniente al suo vecchio Tamiflu. Prodotto quest’ultimo che prende due assunzioni al giorno per cinque giorni e si trova ad affrontare la concorrenza di generici più economici. Il prezzo di listino di baloxavir è al momento 150 dollari.

    Il caso dei due fratelli

    I ricercatori hanno esaminato i campioni influenzali di un bambino di 11 anni, in Giappone, che lo scorso gennaio aveva ricevuto una diagnosi di influenza ed era stato trattato con baloxavir. Sebbene inizialmente fosse migliorato, la febbre in seguito è tornata. Due giorni dopo è stata diagnosticata l’influenza anche alla sorella di tre anni. Il team del Wisconsin, guidato dall’esperto di influenza Yoshihiro Kawaoka, ha sequenziato il Dna dei campioni influenzali dei due fratelli. Gli scienziati hanno così scoperto che il virus della bambina conteneva una singola mutazione resistente al baloxavir. “Questo di dice che il virus ha acquisito la resistenza in seguito al trattamento e si è trasmesso da un fratello all’altro” ha affermato Kawaoka in una nota.

    Studi precedenti

    Baloxavir è stato autorizzato per la prima volta in Giappone, dove lo sviluppatore Shionogi & Co mantiene i diritti di marketing e detiene il 40% del mercato antivirale. Kawaoka ha riferito inoltre che anche studi precedenti avevano trovato una resistenza ai farmaci. Risultati che lo hanno indotto a studiare il fenomeno in gruppi più grandi di pazienti esposti ai virus H1N1 o H3N2, due comuni ceppi di virus influenzale.

    I virus H1N1 e H3N2

    Il team ha testato 74 campioni di pazienti infettati dal virus H1N1 prima del trattamento e 22 campioni di pazienti infettati sia prima che dopo il trattamento. Non è stata rintracciata nessuna mutazione nei campioni prima del trattamento, ma il 23% dei pazienti ha presentato mutazioni farmacoresistenti dopo il trattamento. I test sul virus H3N2 invece, condotti su campioni di 40 adulti e 101 bambini hanno rilevato che due bambini possedevano la mutazione. I ricercatori inoltre hanno esaminato 16 campioni di quattro adulti e 12 bambini, prima e dopo il trattamento. Hanno trovato quattro mutazioni nei campioni dei bambini e nessuna in quelli degli adulti.

    Trasmissione facile tra vicini

    Il team ha quindi sviluppato i virus mutati in laboratorio e ha scoperto che erano facilmente trasmessi da animali infetti ad animali sani. “Sebbene sia improbabile che baloxavir causi una resistenza diffusa, potrebbe essere un problema quando i pazienti infetti si trovano nelle immediate vicinanze” ha affermato Kawaoka. “I pazienti con H1N1 o H3N2 che sviluppano resistenza al trattamento con baloxavir rispondono però ad altri farmaci antivirali” ha concluso.