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    • 2020-02-26 09:55:00

    Nasce l'Ospedale di Comunità, per chi ha bisogno di un ricovero breve

    Regioni

    Nasce l'Ospedale di Comunità, per chi ha bisogno di un ricovero breve


    L’iniziativa è frutto di un’intesa in Conferenza Stato-Regioni. Si rivolge a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. "Una conquista sociale", l'ha definita il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini


    di Redazione Aboutpharma Online20 Febbraio 2020


    A metà strada tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero: nasce l’ospedale di comunità. L’iniziativa è frutto di un’intesa in Conferenza Stato-Regioni. “Una conquista sociale”, l’ha definita il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini, “in grado di caratterizzare in meglio il nostro servizio sanitario”.

    Più in dettaglio, l’ospedale di comunità “sarà una struttura di ricovero breve – continua Bonaccini – per quei pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minori o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. Con questa intesa abbiamo definito i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l’autorizzazione all’esercizio degli Ospedali di comunità pubblici o privati. Era un traguardo già fissato nel Patto per la salute 2014-2016 che ora – conclude – viene raggiunto grazie all’intenso lavoro congiunto delle Regioni e del Governo”.


    Ospedale di comunità, come è organizzato


    L’Ospedale di Comunità, si legge in un comunicato diffuso dalla Conferenze delle regioni, può avere una sede propria, essere collocato in strutture sanitarie polifunzionali, presso presidi ospedalieri riconvertiti, presso strutture residenziali oppure essere situato in una struttura ospedaliera, ma è sempre riconducibile all’ assistenza territoriale. Si tratta di una struttura con un numero limitato di posti letto, di norma tra 15 e 20. È possibile prevedere l’estensione fino a due moduli e non oltre.


    Chi vi può accedere


    Vi possono accedere pazienti con patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine ( 15-20 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto soccorso o dimessi da presidi ospedalieri per acuti.

    I pazienti ospitati necessitano di assistenza infermieristica continuativa e assistenza medica programmata o su specifica necessità. Tra gli obiettivi primari del ricovero deve essere posto anche l’aumento di consapevolezza dei pazienti e del familiare/caregiver, attraverso l’addestramento alla migliore gestione possibile delle nuove condizioni cliniche e terapeutiche e al riconoscimento precoce di eventuali sintomi di instabilità.


    I criteri per l’accesso


    Per l’accesso è necessario che siano soddisfatti i seguenti criteri: diagnosi già definita; prognosi già definita; valutazione del carico assistenziale e della stabilità clinica eventualmente attraverso scale standardizzate; programma di trattamento già stilato e condiviso con il paziente e/o con la famiglia (ad eccezione del Pronto Soccorso).
    Organizzazione e responsabilità

    La gestione delle attività dell’OdC è riconducibile all’organizzazione distrettuale o territoriale delle aziende sanitarie. Dal punto di vista gestionale-organizzativo, la responsabilità complessiva della struttura è in capo a una figura individuata anche tra le professioni sanitarie dalla articolazione territoriale aziendale di riferimento e svolge anche una funzione di collegamento con i responsabili sanitari, clinici e assistenziali, e la direzione aziendale.

    La responsabilità clinica dei pazienti è attribuita aUn medico di medicina generale (pediatra di libera scelta se O.d.C. pediatrico) oppure ad un medico operante nella struttura scelto tra i medici dipendenti o convenzionati con il SSN o appositamente incaricato dalla direzione della struttura (Per le strutture private, un medico incaricato dalla struttura). La responsabilità assistenziale è in capo all’infermiere secondo le proprie competenze. L’assistenza sanitaria infermieristica è garantita nelle 24 ore.