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    • 2020-03-11 16:48:47

    Emicrania, numeri ed esperienze per una corretta presa in carico

    Emicrania, numeri ed esperienze per una corretta presa in carico

    AboutPharma and Medical devices pubblica uno speciale tutto dedicato ad una patologia che colpisce dal 12 al 14% delle popolazione italiana e dall’1 al 3% nella forme più gravi (emicrania cronica) intervistando i diversi portatori di interesse secondo la propria prospettiva: specialisti, economisti, amministratori pubblici e pazienti *IN COLLABORAZIONE CON ALLERGAN


    Lo stato dell’arteL’emicrania colpisce dal 12 al 14% della popolazione italiana con una spiccata “preferenza” per il genere femminile (rapporto 3 a 1 rispetto agli uomini) e circa 1-3% della popolazione con le forme più gravi a forte impatto sociale (emicrania cronica) e si attesta al terzo posto fra le patologie più frequenti del genere umano secondo l’Oms. L’emicrania cronica è una patologia estremamente disabilitante, con grandi e frequenti crisi che tendono a cronicizzare nell’arco della vita. Può correlare con malattie importanti, anche di tipo psicopatologico, come ansia e depressione ed ha un grande impatto sul sistema sanitario: la forma cronica infatti arriva a richiedere una spesa di circa 3000 euro al mese, superiore di circa 3-4 volte ai costi diretti legati alla forma episodica. In Italia, si parla di circa 1.5 milioni di pazienti con la forma cronica rispetto 8-9 milioni di pazienti alle prese con varie forme di emicrania. I dati a livello internazionale stimano un peso economico annuo complessivo per paziente equivalente a circa 11.300 euro.

    A questi temi è dedicata una pubblicazione speciale di AboutPharma and Medical Devices – realizzata con il contributo non condizionato di Allergan – dal titolo “Pianeta emicrania: numeri, esperienze e opportunità per una corretta presa in carico”. Il testo raccoglie i pareri e le indicazioni di specialisti, pazienti, economisti sanitari e amministratori pubblici, riassumendo lo stato dell’arte riguardo a epidemiologia, diagnosi, terapia e presa in carico dei pazienti con un riferimento alle esperienze condotte in alcune regioni (Campania e Toscana). Le voci sono quelle di Paolo Martelletti (Università La Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione Italiana per lo Studio delle Cefalee), Rosanna Tarricone (Università Bocconi di Milano), Americo Cicchetti (Università Cattolica del Sacro Cuore), Lara Merighi (Associazione Cefalalgici), Giuditta Pini (deputato Pd, membro della XII Commissione Affari Sociali), Licia Grazzi (Istituto neurologico C. Besta di Milano), Cristina Tassorelli (Irccs C. Mondino di Pavia), Simona Sacco (Università de L’Aquila), Gioacchino Tedeschi (Università della Campania “L. Vanvitelli” e presidente della Società Italiana di Neurologia), Pierangelo Geppetti (Università degli studi di Firenze e presidente della Società italiana per lo Studio delle Cefalee), Ugo Trama (Responsabile Servizio Politica del Farmaco e Dispositivi Regione Campania).

    Emicrania malattia sociale

    Chi soffre di emicrania deve fare i conti anche con la svalutazione di ampi strati della società, laddove è di recente approvazione alla Camera e in attesa di approvazione al Senato una proposta di legge per il riconoscimento dell’emicrania cronica come malattia sociale a firma di Giuditta Pini e Arianna Lazzarini.

    L’importanza della diagnosi precoce

    Prima si riconoscono i segni clinici, prima s’inizia il trattamento per evitare la cronicizzazione. Fondamentale che il medico identifichi il paziente “semplice” con un impatto lieve dell’emicrania, rispetto al paziente emicranico “complesso” che ha un impatto moderato-severo o francamente severo, come i pazienti che hanno molte crisi mensili e tra cui rientrano anche i pazienti emicranici cronici. Molto importante il ruolo svolto dai centri per la cefalea in Italia: sono 72 quelli afferenti all’Associazione Nazionale Ricerca Cefalee e circa 90 censiti dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

    La gestione terapeutica

    Anche gli algoritmi possono aiutare la prescrizione. Gli esperti hanno il compito di identificare i trattamenti più idonei, scegliendo tra farmaci di uso consolidato e nuove opportunità, magari in associazione tra loro. Da qualche tempo sono allo studio algoritmi prescrittivi che si propongono di costruire iter decisionali nell’impiego dei farmaci, al fine non solo di identificare il miglior approccio farmacologico ma anche di mettere “in atto un percorso di cure molto più complesso” in cui il paziente viene “gestito in maniera olistica”. Ad oggi il trattamento dell’emicrania cronica vede in campo la tossina botulinica e il topiramato. La tossina è autorizzata in Italia per il trattamento dell’emicrania cronica dal 2013 con una notevole esperienza clinica che ne hanno portato a riconoscerne l’efficacia e la sicurezza in diversi studi di real life.

    Il ruolo dei centri cefalea

    I centri cefalea svolgono un ruolo cruciale soprattutto alla luce dell’arrivo di nuovi farmaci che richiederanno una revisione del percorso diagnostico terapeutico del paziente nell’ottica dell’appropriatezza e della sostenibilità. In quest’ottica la formazione di una rete consentirà di porre criteri di priorità per arrivare al farmaco più corretto rispetto alle alternative in essere e future che garantiranno equità di accesso alla salute per tutti e un controllo dell’impatto sul bugdet a livello nazionale e regionale. La prevenzione, però, come sostengono molti clinici, “resterà l’arma fondamentale per trattare l’emicrania cronica: educare i pazienti, educare i medici e promuovere il corretto utilizzo delle risorse.”

     

     In collaborazione con Allergan