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    • 2020-03-26 10:07:01

    COVID 19 - A PROPOSITO DI DIFESE PROTETTIVE

    Mancano le protezioni: medici di famiglia e cittadini lanciano una raccolta fondi
     
    a cura della Redazione Aboutpharma Online
     
    L’iniziativa di Fimmg e Cittadinanzattiva. I camici bianchi denunciano: “Abbandonati da chi avrebbe dovuto proteggere noi e i nostri pazienti”. L’obiettivo è raggiungere la quantità minima di dispositivi per poter effettuare un ordine
     
    I medici di famiglia chiedono aiuto ai cittadini. Sul territorio mancano i dispositivi di protezione individuale, come le mascherine. Così la Fimmg (Federazione medici di medicina generale) e Cittadinanzattiva lanciano una raccolta fondi online. “Con pochi euro da parte di ciascuno sarà possibile riuscire a raggiungere la quota minima per far partire un ordine di acquisto visto che – spiegano le due organizzazioni in una nota – ormai tali prodotti possono essere acquistati solo in grandi ordinativi. Si può donare tramite PayPal sia con bonifico bancario all’Iban IT25S0200805085000102100585 – intestato a Fimmg – con la causale Emergenza Covid-19 Acquisto Dpi”. Fimmg ha già stanziato 50 mila euro per il fondo che sarà controllato insieme a Cittadinanzattiva.
     
    La denuncia dei medici di famiglia
    Dal sindacato dei medici di famiglia una dura denuncia: “Ci chiamano eroi, ma ci voltano le spalle. Intanto molti di noi si ammalano e, purtroppo, muoiono come i medici di famiglia Roberto Stella e Giuseppe Borghi. Ci aiuteremo da soli, ma abbiamo bisogno anche dei cittadini”, dice il segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti, denunciando il silenzio di istituzioni aziendali, regionali e governative sulla richiesta dei medici di medicina generale di essere dotati di dispositivi di protezione individuale. Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, aggiunge: “Lo stato di salute dei medici deve essere una priorità, così come quella degli altri operatori in prima linea. E, come sappiamo, in questo momento, la prevenzione è l’unica arma a nostra disposizione. I dispositivi sono un bene essenziale per garantire sicurezza a chi si sta spendendo per aiutare i cittadini in questa grande emergenza”.
     
    “Dispositivi di protezione collettiva”
    “Non possiamo più accettare – continua Scotti – di combattere questa guerra senza protezioni. Non lo possiamo accettare perché per i medici di famiglia i dispositivi di protezione individuale sono in realtà dispositivi di protezione collettiva. I medici di famiglia entrano in contatto prevalentemente con i cittadini a maggior rischio, con pazienti cronici che non possono superare le complicanze del virus”. Per la Fimmg c’è un segno di ulteriore disinteresse da parte del Governo:  nel provvedimento economico al varo in queste ore manca qualunque riferimento al territorio.
     
    “Il ministro Speranza che ci è stato sempre vicino – ricorda il segretario generale Fimmg – ci ha sempre ripetuto il valore e il significato dell’Articolo 32 della Costituzione ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’. Oggi i medici di medicina generale si sentono soli e si chiedono chi sia la Repubblica e chi la rappresenti per noi, oggi pensiamo che la Repubblica siano solo i cittadini nessun altro. Ed è al popolo che ora chiediamo aiuto – conclude Scotti – aspettando che qualcun’altro batta un colpo”.