logo
EMA-ROMA su facebook
    • 2020-03-26 11:58:07

    I top manager del mondo già temevano la crisi economica ma non preparavano la reazione

    I top manager del mondo già temevano la crisi economica ma non preparavano la reazione

    La pandemia da coronavirus non era certamente prevedibile ma stupisce il fatto che anche i grandi gruppi abbiano minimizzato l’importanza di un piano per reagire alle avversità del mercato. Lo rivela la 23esima Annual Global Ceo Survey elaborate da PwC


    Queste sono alcune delle evidenze contenute nella 23esima Annual global Ceo survey elaborata da PwC, che fotografa il livello di fiducia nello sviluppo globale e del proprio business di circa 1.600 Ceo in 83 Paesi – tra cui circa 100 italiani e oltre 130 del settore Pharma & Life Sciences.Non solo pandemia. Ancora prima del coronavirus i top manager di tutto mondo erano piuttosto pessimisti circa la crescita economica globale e delle proprie aziende. Tuttavia non avevano ben valutato l’importanza del saper reagire rapidamente a eventuali crisi, al netto del fatto che quella che sta investendo società ed economie del mondo non era oggettivamente immaginabile.

    Va detto che in questo contesto, i CEO del settore Pharma & Life Sciences erano moderatamente in controtendenza, mostrando maggiore ottimismo sia verso la crescita economica globale, sia verso la crescita delle proprie imprese a 12 mesi (41% “molto fiducioso” rispetto al 27% del campione complessivo) e a 3 anni (43% contro il 34% totale).

    Il dato più rilevante è quello della sfiducia: il 53% dei Ceo aveva previsto una riduzione del tasso di crescita economica globale nel 2020, in netto peggioramento rispetto al 29% del 2019 e al 5% del 2018. I motivi? L’eccessiva regolamentazione e le incertezze collegate alle tensioni commerciali e al contesto geopolitico le cause principali emerse a livello mondiale.

    Sottovalutata l‘importanza della capacità di reazione

    Come accennato, però, l’elemento che sorprende particolarmente in tale analisi, alla luce della diffusione del Covid-19, è il fatto che la “prontezza nel rispondere ad eventuali crisi” non compaia tra le prime 15 grandi minacce avvertite nel 2020 sia dai Ceo globali che da quelli di settore.

    È noto infatti che la chiave del successo per affrontare una crisi sta proprio nella preparazione. Ogni azienda dovrebbe infatti contare su un piano di crisi o di continuità, ma nulla mette alla prova la teoria come la realtà, soprattutto in situazioni come quelle attuali dalle proporzioni e impatti dirompenti.

    Una strategia possibile

    Il Global Crisis Center di PwC, che sta monitorando l’effetto Covid-19 sull’economia internazionale, indica le azioni che imprenditori e manager devono mettere in campo per rendere le imprese in grado di resistere, proteggere i lavoratori e affrontare le incognite della crisi globale:

    1. mettere al centro la protezione dei lavoratori, in primis per la loro salute poi per mantenere le attività operative ed essere pronti per un’efficace ripresa: vanno ad esempio riviste le policy per trasferte e spostamenti e i piani di viaggio, ridefinite le procedure di smart working, di utilizzo delle dotazioni tecnologiche e di segnalazione della malattia o i protocolli di accesso e utilizzo dei siti aziendali e degli uffici;
    2. rivedere i piani di crisi e continuità ed essere pronti ad aggiornarli continuamente: i piani generici devono essere adattati per far fronte alle specifiche sfide della pandemia;
    3. analizzare la catena di approvvigionamento per evitare potenziali vulnerabilità, a partire dai prodotti più strategici, guardando oltre i fornitori di primo e secondo livello;
    4. identificare potenziali punti critici rispetto alle competenze: ci sono lavoratori con le giuste competenze che potrebbero entrare in ruoli critici se necessario? call center e centri servizi condivisi sono potenzialmente vulnerabili: è possibile adottare misure per ridurre il livello di interazione umana, con turni sfalsati o lavoro a distanza?;
    5. adottare una comunicazione coerente ed accurata: disinformazione e confusione si sono diffuse insieme al virus, mentre dipendenti e stakeholder devono invece contare su una chiara ed efficace comunicazione interna e corporate per essere rassicurati sul fatto che sono protetti e che il business è preparato ad affrontare i diversi scenari della crisi;
    6. fare analisi di scenario, perché in un clima di diffusa incertezza la pianificazione degli scenari è uno strumento fondamentale: quali sono gli scenari migliori e peggiori a cui l’azienda è in grado di far fronte? Quale potrebbe essere l’impatto a lungo termine, ad esempio, sul capitale circolante? L’azienda è preparata ad un potenziale aumento della domanda di prodotti e servizi on line, dal momento che si trascorre più tempo a casa? Il tutto senza perdere di vista gli altri rischi, perché le organizzazioni sono più vulnerabili quando affrontano una crisi che domina la loro attenzione.

    Di fronte a una crisi che ci auguriamo sia la più breve possibile e a una ripresa che potrebbe essere molto lunga, le aziende ben preparate riusciranno comunque a recuperare più rapidamente.