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    • 2020-04-11 19:34:15

    Medicinali e dispositivi carenti: ecco cosa manca nelle farmacie ospedaliere

    Medicinali e dispositivi carenti: ecco cosa manca nelle farmacie ospedaliere


    Farmaci e dispositivi carentiDagli antivirali agli antibiotici, dai guanti ai tamponi. È lunga lista di medicinali e dispositivi carenti durante l’emergenza Covid-19 secondo un monitoraggio della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo). L’analisi si affida alle segnalazioni pervenute da farmacisti ospedalieri e servizi farmaceutici territoriali tramite la “Rete nazionale-Emergenza Covid-19”: una canale online attivato dalla Sifo.

    La carenze segnalate dai farmacisti ospedalieri riguardano:

    • Antivirali: Ritonavir/Lopinavir, Darunavir/Cobicistat, Remdesivir
    • Curari-Miorilassanti muscolari: Cisatracurio, Rocuronio, Atracurio
    • Anestetici: Propofol, Remifentanil
    • Antibiotici: Piperacillina/Tazobactam; Azitromicina
    • Antibatterici: Claritromicina
    • Antitrombotici: Eparina Sodica
    • Antimalarici: Idrossiclorochina
    • Antiemorragici: Acido Tranexamico
    • Immunosoppressore: Tocilizumab

    Per quanto riguarda i dispositivi, le segnalazioni si concentrano su:

    • Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): guanti, mascherine, FFP2, FFP3, camici sterili
    • Caschi per la ventilazione non invasiva (NIV)
    • Tamponi naso – faringei
    • Dispositivi dedicati ad apparecchiature per alti flussi
    • Materiali per ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP): tubi, maschera, fasce elastiche.

    La lente d’ingrandimento Sifo

    “I primi dati che desideriamo condividere con istituzioni e agenzie centrali – commenta la presidente Sifo, Simona Serao Creazzola – esprimono carenze che permettono di intuire la difficoltà con cui oggi ci troviamo a gestire sia i pazienti Covid-19 che anche i pazienti con altre patologie che in questo momento subiscono, loro malgrado, una contrazione di disponibilità di farmaci”.

    Differenze territoriali

    La situazione carenze riflette anche le differenze geografiche: “Questo quadro – sottolinea la presidente Sifo – tiene conto del fatto che i farmaci sono gli stessi su tutto il territorio nazionale, ma le realtà epidemiologiche così come quelle organizzativo-logistiche dell’assistenza sanitaria sono diverse. Le regioni maggiormente coinvolte e colpite dall’epidemia presentano un alto consumo di farmaci che sottraggono le disponibilità alle regioni attualmente meno colpite”.

    Uno scenario variabile

    Il quadro delle indisponibilità e delle carenze varia continuamente nel tempo, spiega la Sifo: sia perché varia la situazione pandemica nelle varie regioni sia perché l’Aifa ha autorizzato le aziende produttrici all’importazione dall’estero della quasi totalità dei farmaci carenti.

    Criticità organizzative e globali

    Completano l’analisi una serie di criticità di carattere globale, organizzativo e logistico:

    • Difficoltà periodica nel reperimento di disinfettanti: a questo le farmacie ospedaliere stanno ormai provvedendo in proprio con la produzione continua di disinfettanti in loco, ma si registrano difficoltà nel reperimento dell’alcool.
    • Difficoltà organizzativa e di procurement in quanto l’applicazione rigida del Codice degli appalti, nonostante l’emergenza, ì genera  rallentamenti nelle procedure di acquisizione;
    • Gli attuali blocchi delle frontiere e delle importazioni portano a ritardi nella consegna di farmaci importati dall’estero (ad esempio il già citato Cisatracurio, uno dei più diffusi miorilassanti muscolari, proveniente dall’India) con pesanti ricadute sui pazienti critici.

    Un faro sul territorio

    “Dobbiamo ricordare – dice infine la presidente Sifo – che esiste un problema ospedaliero delle carenze, ma c’è una criticità territoriale altrettanto rilevante che, di conseguenza, si ripercuote sulla cura delle patologie croniche ed anche sulla presa in carico territoriale del Covid-19”.