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    • 2020-04-15 13:28:02

    Covid-19, Sanofi donerà 100 milioni di dosi di idrossiclorochina a 50 paesi

    Covid-19, Sanofi donerà 100 milioni di dosi di idrossiclorochina a 50 paesi

    L’azienda ha duplicato la produzione e si avvia a quadruplicarla, con priorità per la continuità di cura dei pazienti che già assumevano il farmaco per indicazioni approvate e per fornirla ai governi che la richiedono, nella speranza che possa essere un trattamento efficace contro il Sars-cov-2


    Quadruplicare la produzione di idrossiclorochinaTra chi come Donald Trump e Jair Bolsonaro la considera la cura miracolosa contro la Covid-19, e chi come Anthony Fauci, a capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases statunitense e altri scienziati frenano l’entusiasmo per mancanze di prove, c’è di mezzo Sanofi, che nel frattempo ha dichiarato di voler donare 100 milioni di dosi di idrossiclorochina a 50 paesi. La priorità, come ha specificato la società francese in una nota, è garantire la continuità di cura per i pazienti che già assumevano il farmaco (noto con il nome commerciale Plaquenil) in base alle indicazioni approvate, in particolare lupus e artrite reumatoide. Lavorando, allo stesso tempo, per fornire l’idrossiclorochina ai governi che desiderano aumentarne le scorte, nella speranza che possa essere un trattamento efficace contro la Covid-19.

    La società francese ha iniziato a consegnare progressivamente il farmaco alle autorità che lo hanno richiesto. Si è detta inoltre pronta ad aiutare il maggior numero possibile di paesi. A partire da quelli in cui il suo medicinale è registrato per le indicazioni attualmente approvate, fino ai paesi in cui non vi sono fornitori di idrossiclorochina o paesi con popolazioni scarsamente servite.

    Intanto Sanofi ha aumentato la sua capacità produttiva del 50% (in aggiunta alla normale produzione per le indicazioni attuali) nei suoi otto siti produttivi di idrossiclorochina in tutto il mondo. Aggiungendo anche di essere sulla buona strada per aumentare ulteriormente la produzione nei prossimi mesi, quadruplicandola entro l’estate.

    Gli studi clinici sull’idrossiclorochina per Covid-19

    Al momento diversi studi clinici a livello globale stanno valutando l’efficacia e la sicurezza del farmaco nel trattamento di Covid-19. Il farmaco rientra anche nel megatrial Solidarity organizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per cercare una soluzione terapeutica per Covid-19. Se i dati ne dimostrassero sicurezza ed efficacia, l’azienda ha già riferito di impegnarsi per donarlo ai governi di tutto il mondo. Intanto Sanofi sta supportando gli studi in corso fornendo il l’idrossiclorochina ad alcuni siti di ricercatori partecipanti ai trial e altri centri di ricerca indipendenti.

    Sicurezza prima di tutto

    Al momento però le interpretazioni dei dati preliminari disponibili differiscono ampiamente e non ci sono prove cliniche sufficienti per trarre conclusioni sulla sicurezza e l’efficacia dell’idrossiclorochina nella gestione dei pazienti con Covid-19. La sicurezza del paziente deve essere sempre il principio guida e considerando che il farmaco ha diversi effetti collaterali noti, gravi, deve essere usato con cautela.

    Abolire i confini

    “Sanofi chiede un coordinamento tra l’intera catena dell’idrossiclorochina in tutto il mondo per garantire la continua fornitura del medicinale, se si dimostrasse un trattamento ben tollerato ed efficace nei pazienti con Covid-19″, ha affermato Paul Hudson, Amministratore delegato di Sanofi. “A questo virus non interessa il concetto di confine, quindi non dovremmo neanche noi. È fondamentale che le autorità internazionali, i governi locali, i produttori e tutti gli altri attori coinvolti nella catena dell’idrossiclorochina lavorino insieme in modo coordinato. Per garantire a tutti i pazienti che possono beneficiare di questo potenziale trattamento di accedervi”.